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Le BiELLE RECENSIONI
Davide Giromini: "Ballate di fine comunismo"
Per chi ancora capisce il senso della parola
di Giorgio Maimone


Ascolti collegati


Davide Giromini
Apuamater

Marco Rovelli
Libertaria

Apuamater Indiesfolk
Delirio e castigo

Apuamater Cyberfolk
2076, il ritorno di Kristo

Del Sangre
... un nome ad ogni pioggia

Les Anarchistes
Figli di origine oscura

Musicisti:
Davide Giromini (voce, fisarmonica, pianoforte, armonium, violino, chitarra acustica, chitarra elettrica, Tastiere Korg x50 e Gem Vsi); Lavinia Mancini (voce in "Peremen", "L'odio", "Novelle lunae tra Macerata Feltria e lunano", "L'odio", "Poveri noi", "Re del noir"); Fabio Ghelli (voce e chitarra in "E' crollato il comunismo anche in Italia" e "La marcia dei suicidi"); Mattia Ringozi (voce e Do di petto in "Ballata di comunismo fine"); Federico Bogazzi (voce narrante in "Poveri noi" da un film di Dino Risi); Alessandro Cucurnia degli Antica Lunae: Esraj ne "L'odio".

Foto, ritocco e grafica di Lavinia Mancini

Produzione artistica di Davide Giromini
Testi e musica di Davide Giromini, tranne "Peremen" (Tsoy, traduzione di Ovatchinnikova, Ghelli, Giromini, Cavirani)
Registrato e mixato nel Ficola Studium da Davide Giromini, tranne "La marcia dei suicidi", mixato nel Mimpo Studio da Gabriele D'Ascoli, dove hanno suonato: Gabriele D'Ascoli (basso), Riccardo Tofano (violino), Matteo Procuranti (clarinetto)


Tracklist

01. Società dello spettacolo
02.
L'odio
03. Tagliate i cavi
04. Basta figa
05. Poveri noi
06. Ballata di comunismo fine
07. E' crollato il comunismo anche in Italia
08. Peremen
09. Re del noir
10. Novelle lunae tra Macerata Feltria e Lunano
11. Blanca tra Santena e Venaria Reale
12. La marcia dei suicidi

13. Il canto dei cremati
14. Fuocorivoluzionario

E parliamo di un disco che non potrà mai entrare nelle ormai patinate liste del Tenco, perché non è distribuito. Anzi è stato stampato in sole 50 copie ed è disponibile solo via internet, scrivendo una mail a darmo30@yahoo.it. Un disco per appassionati, per scavatori di memorie, per gente che ancora capisca il significato della parola comunismo. E forse ha fatto bene Giromini a stamparne solo 50 copie. Esisteranno in Italia 50 persone che credono ancora nel comunismo? Un paio sì: Giromini e noi di Bielle.

Dopo aver
debuttato suonando musica folk, dopo aver costituito gli Apuamater Indiesfolk e quindi Cyberfolk, dopo aver cantato di Delirio e castigo, di 2076 e il ritorno di Kisto, dopo aver suonato con Marco Rovelli e i Del Sangre, Davide Giromini arriva al debutto nella sua identità di cantautore. Ed è un ottimo debutto. "Questo disco - scrive Davide sulla copertina del disco - nasce dalla mia vita notturna e dal bisogno di trovare un canale comunicativo per alcuni sfoghi personali. Nei miei lavori precedenti non ho mai messo in campo il mio io narrante, ma sempre mediata la mia visione del mondo attraverso altri personaggi usati allo scopo". E' quindi questo un album molto viscerale e si sente, e per giunta cantautorale nella sua più intima essenza.

Giromini fa un po' tutto da solo (suona, canta, si raddoppia la voce, mixa, scrive, produce, arrangia), ma dimostra di essersi ormai scavato un posto degno al banchetto dei cantautori. La sua voce, molto caratteristica, lo rende personaggio difficilmente confondibile e tende a dare un unitarietà di fondo all'album che contribuisce a dare il tono al concept album, anche al di là dei temi trattati. D'altra parte alcuni titoli sono difficilmente confondibili: "Ballata di comunismo fine", "E' crollato il comunismo anche in Italia", "Fuocorivoluzionario". Ma anche "L'odio", "Tagliate i cavi", "Poveri noi" e "Basta figa" sono canzoni politiche, direttamente politiche. Ma il modo di affrontarlo è disincantato, ironico a tratti, incazzato quando serva e soprattutto vario.

"Come mi fa notare la mia compagna, molto più giovane e rivoluzionaria di me - scrive ancora Giromini all'interno dell'album - il nome "fine" associato al comunismo può anche essere inteso come l'aggettivo di "finezza" e allora un po' di finezza non guasta. Finezza morale che ci dovrebbe distinguere dal tanto vituperato comunismo sovietico. Finezza intellettuale che ci permetta di pensare a un mondo dove il denaro sia soltanto un "mezzo" dato da ognuno in egual modo per avere niente di più che una casa, una macchina e del cibo. Finezza di gusto estetico che ci faccia escludere dai nostri bisogni primnari i vizi del capitalismo che hanno rincoglionito gli italiani di questa fine novecento".

Giromini, insomma, non ci sta ed esprime in questi 14 tracce il suo essere fuori. "Basta Platinette, basta la Ventura, basta Bruno Vespa che ci fa tanta paura, basta con la Hunziker, siamo abbarbicate su una barricata di foyer ... scarafaggi e verderame in bocca alla Meloni che non conta un cazzo ma mi sta sui coglioni, basta lancio di emergenti nei bordelli musicali" ("Basta figa"). "Grattacieli di finanza virtuale per riempire bianche fiale" ("Poveri noi"). "Ci potrete un giorno ritrovare qua / quando l'aria sulla vostra testa brucerà / saremo noi che avremo tanto forza / per riconoscere sul fondo delle troppe alienazioni che allontanano dal corpo / consunto e imbarazzato il vostro spirito" ("La società dello spettacolo"). "Generazione senza una politica / politica senza generazione / di lampi, lobby, lampi e ribellioni / di lampi, lampi, lampi e riflessioni / che cadono come Lego, al fuoco fatuo e intellettuale / alla mancanza di cultura generale" ("Ballata di fine comunismo").

Ma la summa del pensiero si ha nella finale (e bella) "Fuocorivoluzionario", dove con uno sguardo lucido e tagliente Davide canta: "Guarda come il fuoco rivoluzionario / accende ancora quelle teste calde di ragazzi e di ragazze / nelle strade nelle piazze / dio che frase già sentita / questa ennesia canzone di battaglia / già iniziata e già finita", ma sarebbe da trascrivere tutta. Come mi mette obbligo di citare un'altra perla del disco come "Re del noir" e la traduzione in italiano di "Peremen" del gruppo new wave russo anni '80 dei Kino. Ma bella è anche la delicata "Novelle lunae tra Macerata Feltria e Lunano" e sintomatica la violenta "L'odio": "L'odio lava i nostri cuori dalla foglie morte / a germogli dell'azione dove caldo sangue / resuscita meduse incravattate". "L'odio porta i nostri occhi sulle bianche rive / e ci mostra tutti uguali l'odio". "L'odio lucida le idee di nuova patina celeste / la bellezza innesta curve rade / celebrando la purezza di un afflato senza ordine morale".

Ci sarebbe da parlare ancora a lungo di questo bel disco, ma la soluzione migliore è porovare ad ascoltarlo. Tanto avete capito di cosa parla. Ancora qualche piccola perla: "Perché devo togliere la foto di Stalin dalla sezione? Tanti vecchi compagni sono ancora legati a Stalin e poi non vengono più". "I Don Chisciotte non vanno da nessuna parte!", "Scusa, ma l'hai letto almeno Don Chisciotte? No, perché è un librone! Non come il Manifesto del partito comunista che lo legi un due ore poi vai alla riunione e credi di essere Gramsci". "Compagni si torna a essere extraparlamentari. In fin dei conti stavo meglio così . A cosa serviva allora tanto tempo? A votare. A sputtanarsi?". "Lenin, Trozky, Stalin, Nikita Krusciov / Breznev contro Dubcek, evviva Gorbaciov / Gramsci e poi Togliatti, Longo e Berlinguer / Cossutta e Garavini, Bertinotti e Diliber(to) / Vladimir Luxuria, Vendola che noia!" . Estratti da "Ballata di fine comunismo" e da "E' crollato il comunismo anche in Italia".

Nostalgia, disillusione, ma senza cedere né al rancore, nè alle disperazione. Un album disincanto, politico, ma simpatico. Espressione di come la voglia di fare e le idee sugli argomenti da affrontare valgano di più della povertà dei mezzi. Un disco piccolo piccolo, ma molto pulito. Soprattutto intellettualmente. "Per tutti coloro che hanno scambiato la notte con il giorno". Per tutti coloro che hanno deciso di lasciare la propria coscienza all'ammasso.

Davide Giromini Redelnoir (feat. Gianny Symbolo)
"Ballate di fine comunismo"
Corasong - 2009
Stampato in sole 50 copie e disponibile via mail all'indirizzo darmo30@yahoo.it




Davide Giromini con Ivan Della Mea in "Dai monti di Sarzana"

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Ultimo aggiornamento: 02-09-2009
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