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Le BiELLE RECENSIONI
Sine Frontera: "20 now"
Cadono i muri, resta il combat-folk
di Leon Ravasi


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Crediti:
Musicisti:
Antonio Resta
(voce, chitarra acustica), Simone Rebucci (chitarre, bouzouki), Daniel Horacio Crocco (batteria), Fabio Ferrari (basso), Simone Dalmaschio (percussioni, cajon, batteria), Simone Angiuli (violino, chitarra acustica, cori) e Marco Ferrari (fisarmonica, chitarra acustica, bouzouki)

Ospiti:
David Zivzivadze voce in "Tziganojka", Paolo Varoli e Franco Tidone, chitarre flamenche in "Polvere e pazienza"

Testi e musicche: Resta e Ferrari (tranne , 2 Resta/Angiuli, 4 e 9 Resta/Ferrari/Rebucci, 7 Resta/Ferrari/angiuli/Rebucci, 10 Resta/Rebucci/Angiuli, 11 Giovanna Daffini, 12 trad.gitana)


Produzione artistica: Sine Frontera. Registrato presso Funk Lab di Luzzara (Re)
Progetto grafico: todoparatodos@alice.it

Tracklist

01. Contaminacion
0
2. C ’è chi crede che
03. 20 now
04. Il poeta
05. Luce negli occhi
06. Tabor
07. Mefisto
08. Polvere e pazienza
09. La carovana
10. Tempo al tempo
11. Sacco e Vanzetti
12. Tziganojka




Adesso mi trovo alle prese con l'impresa si spiegare l'inspiegabile. Posso appellarmi alla beata incoerenza del nostro sito, ma sarebbe troppo facile. Insomma devo spiegare perché se il combat-folk si è gradatamente trasformato in "comat- folk", se critico anche aspramente i Modena City Ramblers quando rifanno se stessi, con tutto il corredo di cori, musica latino-americana e retorica spiegata ai quattro venti, come fanno a piacermi i Sine Frontera. Che fanno le stesse cose? Le fanno meglio? Non necessariamente. O comunque non da un punto di vista tecnico. Sono più credibili? Beh, i Modena hanno una bella credibilità. Onesti? Naif? Non lo so, ma mi piacciono di più. C'è una sola spiegazione: è sempre il vecchio e caro combat-folk, ma le canzoni sono più belle! Piccola ricorrenza non casuale: i vent'anni sono quelli dalla caduta del muro.

Ed eccoci qua a parlare di un disco che ci piace, ci diverte e ci convince. I Sine Frontera sono una vecchia conoscenza di Bielle, prima ancora che ottenessero una buona accoglienza al Festival di Mantova e il loro nome iniziasse a girare con buona continuità. Rispetto ai primi tempi la formazione ha cambiato un paio di effettivi, ma sostanzilamente resta quella la musica e quello l'ambito di riferimento.

Si tratta, come già detto, di combat-folk molto classico, lo stesso genere reso celebre in Italia dai Modena City Ramblers, propposto con entusiasmo e professionalità al tempo stesso. Riuscendo cioè a fare vibrare le corde giuste (e l'emozione è forse la cartina di tornasole del combat-folk) senza sembrare scontati o sfiorare il rischio del già sentito. Certo, anche qui c'è lo spagnolo, il richiamo alle radici zingare o balcaniche, la voglia di riflettere, pensare, ma anche fare festa e far caciara, ma tutto sempre proposto con l'accento giusto, alternando i momenti più di festa a quelli più pensosi.

Si parte con una coinvolgente "Contaminacion": "E' dentro me / e scorre nelle vene / è dentro te / e sciolgie le catene / libera la mente / dai preconcetti / dogma e tabù / mondi diversi / vizi e virtù / nuovi universi". Beh, non sarà l'Accademia della Crusca, ma il testo è funzionale al canto e il canto è funzionale all'idea. Trascinante, dalla ritmica incalzante, anche la successiva "C'è chi crede": "C'è chi è nato sordo / e chi non vuol sentire /c'è chi è nato orbo / e chi non vuol vedere / ... / chi vive allo sbando / chi tiene il comando / chi perde la testa / chi ride e fa festa / e c'è chi crede c'è chi crede che ... / che il mondo sia tutto per sé ... anche te".


"20 now" è uno dei pezzi forti del lavoro e infatti dà il titolo anche all'album ed è pure il pezzo scelto per il video (vedi sotto). Vent'anni sono passati dalla caduta del muro: sembra un battere d'occhi eppure è già un'era e i nostri figli sono nati già in un mondo senza "quel" muro. E' tutto da vedere se sia meglio o peggio. Una recente notizia di cronaca diceva che i cervi nati lungo la cortina di ferro ricordano ancora il pericolo e tramandano la sensazione di rischio ai loro discendenti. Non so se saremo bravi come i cervi, ma da quel muro qualcosa è scappato. I Sine Frontera lasciano spazio a un ricordo emozionale, scandito da una ballata d'atmosfera: "Ho visto quel muro venire giù / nell'89 Berlino da qua / e poi altri muri venire su / il mondoc ambiava opinione / cambiava regime vent'anni fa / cambiava il giioco, la gente e le idee / cambiava poco in fondo per noi". Bella.

Ma non è tutto. Meritano di essere ricordate anche "Luce negli occhi": "Siamo figli della terra / chi viene in pace non avrà guerra", in memoria di tutte le guerre del popolo degli invisibili: "La gente qui resiste e tiene duro / in Messico o in Tibet, in Kenya / Nicaragua, in Guatemala / ovunque ti trovi / qualunque sia la strada/ lotta per la libertà possibile". E soprattutto la geniale e potente "Mefisto": "Ti ho visto tra il razzismo e la xenofobia / e tra santi e bigotti e l'ipocrisia / ti ho viso tra le borse e i mercati finanziari / e con i banchieri con i loro tesori / Ti ho visto tra le bombe e i segreti di stato / e fra chi mente e ha sempre negato". Un'esplosione di rabbia è il ritornello urlato a tutta voce. E di improvviso la sensazione netta che "Mefisto"sia basso, brianzolo, con pochi capelli, pieno di soldi e di televisioni. Eh sì, proprio quel Caimano lì! Ma lui sappia che "Ti ho visto! Ladro, imbroglione, Mefisto, spione di un re".

Insomma, a questo devono servire le canzoni di protesta! A urlare con tutta la nostra rabbia e la nostra indignazione quello che non ci piace (che è tanto) e, trovandolo, anche quello che ci piace e che vorremmo. E "20 Now", il disco, proprio a questo risponde. ultime note di merito per "Polvere e pazienza", con le chitarre flamenche in primo piano, per il canto di viaggio "La carovana", caciarona, ma gentile, con il ritornello in dialetto e dedicato alle strade del folk e per la lenta e suadente "Tempo al tempo". In chiusura "Sacco e Vanzetti" è un omaggio sentito a Giovanna Iris Daffini, cantante folk degli anni sessanta, quando non era per niente facile fare folk, che era originaria delle stesse bande mantovane dei Sine Frontera.

Sine Frontera
"20 now"
Caotic Record - 2009
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Ultimo aggiornamento: 15-11-2009
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