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Le BiELLE RECENSIONI
I Ratti della Sabina: "Va tutto bene"
Riapre il circo, trapezi impolverati e clown stanchi
di Giorgio Maimone


Ascolti collegati


Ratti della Sabina
Circobirò

Ratti della Sabina
A passo lento

Roberto Billi
Modernamente demodé

Bandabardò
Fuori orario

I Luf
Paradis del Diaol

Raffaello Simeoni
Mater Sabina

Musicisti:
Roberto Billi (voce, chitarre, armoniche e flauti); Stefano Fiori (voce, chitarra acustica e organetto); Eugenio Lupi (chitarre acustiche ed elettriche); Paolo Masci (mandolino, mandobanjo, bouzouki e chitarra); Alessandro Monzi (violino); Alberto Ricci(fisarmonica). Valerio Manelfi (basso elettrico, acustico,contrabbasso): Carlo Ferretti (percussioni, batteria)

Produzione artistica ed esecutiva
dei Ratti della Sabina
Fotografie e progetto grafico di Roberto Billi.


Tracklist

01. 1.Eccomi qua
02.Un po’ di sole
03.Qualcosa d’interessante
04.Quante volte
05.La banda
06.Sette stelle
07.Piccolo Principe
08.Sarà per questo
09.Una strana logica
10.Oggi io
11.Tra la luna e la schiena
12. Ghost track


I Ratti della Sabina sono più bravi di quanto loro stesso credono, ma sono rimasti, come altri gruppi più e meno celebri (citiamo? I Nomadi, i Gang, i Luf) un po' vittime del loro pubblico e delle aspettative che questo riversa in loro. Pertanto si limitano, si attengono a una linea, non cambiano più di tanto. Eppure i Ratti (e basta ascoltare i singoli di Roberto Billi per capirlo) hanno molte più carte al loro arco. "Va tutto bene" è buono, ma potrebbe essere meglio. Con più coraggio e voglia di cercare strade..

I Ratti sembrano essere un po' vittime di quanto hanno già fatto, di quella immagine da circo che si portano dietro dai tempi di "Circobirò" (ancora oggi un ottimo lavoro), ma i tempi sono cambiati. Continuare a quasi un decennio di distanza a fare la banda da circo, a metà tra Fellini e Goran Bregovic non è più una novità anche perché in molti, in questi anni, si sono arrampicati per le stesse strade. Ed è un peccato non vedere segnali importanti di una svolta. Il circo diverte e attrae, ma quanto è triste un tendone circense, quando i manifesti si scollano, gli animali sono pochi, i clown stanchi e sui trapezi si innestano le ragnatele?

Di carica ce n'è (a volte anche troppa), di brani buoni pure (in ordine sparso mi sono piaciuti "Eccomi qua"
, "Un po' di sole", "Sarà per questo", "Tra la luna e la schiena" e soprattutto la ghost track, bene mascherata dopo un congruo numero di tracce vuote). Stranamente, questa volta, i brani preferiti sono in predominanza di Stefano Fiori e non di Roberto Billi, i due principali autori del gruppo che si dividono in maniera paritetica le composizioni fin dai tempi dell'esordio.

Questa volta tra gli autori vediamo con piacere anche i nomi degli altri Ratti, a dare l'impressione di un lavoro collettivo del gruppo. Il problema è che proprio il principale vantaggio del gruppo rischia di essere ora il loro limite: questa tendenza-busker che i Ratti indossano come una tuta d'amianto che li rende così inerenti al percorso folk-rock, ma così impermeabili ai suoni di fuori. A me e ai loro fan indubbiamente continueranno a piacere, ma la strada è asfittica.

Uno sforzo di fantasia in particolare ci si può aspettare da Roberto Billi per uscire dal personaggio letterario che si è creato (il girovago, il musicante, il freak da circo: pelli che però nei lavori solistici ha saputo mettere da parte). Stefano Fiori ha scelto invece una strada più virata sul rock rispetto al folk del magico binomio folk-rock e temi di scrittura più personali e più terreni, meno immaginari. Che se il pubblico infantile costituisce una parte del pubblico dei Ratti non è giusto continuare a occuparsi solo di loro. O magari sì, ma in dischi a parte. In generale tutti i Ratti dovrebbero dare un occhio a un manuale di metrica e a un rimario meno scontato. Le idee ci sono sempre, ma non andrebbero sprecate.

Può sembrare una critica forte, una stroncatura, ma non lo è e non vuole esserlo: "Va tutto bene" è un buon disco che, con poco sforzo, potrebbe essere meglio. Il tempo di fermarsi, ripensare alle storie, ripensare alle canzoni, smorzare la batteria (almeno qualche volta!).

Per chi ancora non conoscesse i Ratti, ricordiamo che è un gruppo che si è formato nel 1996, attorno a Roberto Bielli e Stefano Fiori (soci fondatori) e che da poco dopo la fondazione si propone sembre con la stessa line-up: uno dei gruppi più longevi tra quelli usciti nella covata del folk-rock anni '90. Nel 2003 escono con "Circobirò", nel 2006 con "A passo lento" e nel 2009, mantenendo un invidiabile ritmo triennale, cavano dal cilindro questo "Va tutto bene". In precedenza c'era stato "Cantiecontrocantiincantina" nel 2001 e un introvabile "Acqua e terra" del 1998. Nel 2007 invece "Sotto il cielo del tendone" faceva un po' il punto, dal vivo, su tutto quello che i Ratti sono stati finora.

I Ratti della Sabina
"Va tutto bene"
On the road / Universal - 2009
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Ultimo aggiornamento: 27-05-2009
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