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Le BiELLE RECENSIONI
Susanna Parigi: "L’insulto delle parole"
Cambiare le cose mantenendone il nome
di Lucia Carenini


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Musicisti:

Susanna Parigi: voce, fisarmanica
pianoforte e clavicembalo

Arkè String Quartet
Carlo Cantini: violino
Valentino Corvino: violino
Sandro di Paolo: viola
Stefano Dall'Ora: contrabbasso

Ivan Ciccarelli: percussioni
Matteo Giudici: chitarre
Alice Bisanti: viola
Aurora Bisanti: violino

Yuriko Mikami: violoncello

Registrato e mixato presso lo studio Barzan di Milano Da Stefano Barzan
e Sebastian Castro (archi).

Produzione artistica Susanna Parigi
e Stefano Barzan

Testi e musiche di Susanna Parigi e Kaballà Forin (tranne “Fa niente”, "C'è bisogno di tempo" e "Una basta" testo e musica di Susanna Parigi; "Il raro movimento", di Umberto Galimberti, Susanna Parigi e Kaballà; "La canzone dei vecchi amanti" di Jacques Brel, Jouannest, Sergio Bardotti e Duilio del Prete

Fotografie di Max Chianese



Tracklist

01 L'insulto Delle Parole
02 Non Chiedermi Parole D'amore
03 Fa Niente
04 L'attenzione
05 La Fiorista
06 Il Raro Movimento
07 C'e' Bisogno Di Tempo
08 La Canzone Dei Vecchi Amanti
09 Una Basta
10 L'applauso

«Percorrere la storia di una parola è come scoprire sotto le pietre il segreto delle sorgenti. La parola ha una potenza smisurata, a volte può fare la differenza tra vivere o morire. La parola può dare la sensazione di appartenere a qualcos’altro, una folla, un esercito, un’ideale. Può comandare, contrattare, illudere. La parola è sacra. Le parole ingannano. Qualcuno ha detto “Non credo che alcun sistema filosofico riuscirà mai a sopprimere la schiavitù: tutt’al più ne muterà il nome”. Ecco l’insulto di cui ho sentito esigenza di scrivere oggi, forte, violento, talmente evidente che è un dolore terribile accorgersi che dai più non è visto. Non l’utilizzo del potere della parola a propri fini, tema vecchio come il mondo, ma il cambiare nome alle cose o cambiare le cose mantenendone il nome. Cambiare nome alle cose. Creare frastuono, confusione, incapacità di reazione. Ci vuole molto tempo prima che ci rendiamo conto di una trasformazione. Nel frattempo siamo già stati divorati. Le parole possono essere l’inferno e “due modi ci sono per non soffrire” scriveva Calvino. “Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e sapere riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare e dargli spazio”. Non per l'impossibile ci dovremmo affidare ai sogni, ma per sognare il possibile, tentare di ridare forza a una parola ormai assolutamente priva di significato per ricostruirla, per ritornare a “fare” la parola».

Così scrive Susanna Parigi a corredo del suo ultimo lavoro. E chi meglio di lei avrebbe potuto spiegane le motivazioni, le scelte? Noi possiamo dire che siamo colpiti e felici di questo disco. Siamo colpiti per l'incisività, il pathos, l'accuratezza della musica e per le scelte di parlare di temi anche non facili. Siamo felici perché queste cose le ha fatte una donna, in questo periodo di grazia per la canzone d'autore al femminile. Parole di spessore, ma tutt'altro che pallose, caso mai poetiche e toccanti. E altro non poteva essere, in un disco che affronta il tema della parola, delle sue potenzialità smisurate e controverse. “Le parole che insultano e le parole che sono insultate”, come spiega Pasquale Panella nel testo che presenta il cd.

E
Susanna ha fatto un lavoro di pregio anche nella confezione, proprio così come dopo aver scelto un regalo per una persona alla quale si tiene si cerca di impacchettarlo in una carta preziosa, lei ha corredato le sue dieci nuove canzoni con un videoclip finale che vede ospiti di prestigio come Pino Arlacchi, Corrado Augias, Lella Costa, Cesare Fiumi, Kaballà, Leonardo Manera, Andrea Pinketts, Bruno Renzi.

Sei brani sono firmati da Susanna in coppia con Kaballà, c'è poi una rivisitazione di La chason des vieux amants di Jacques Brel arrangiata da Vince Tempera, mentre il pezzo che dà il titolo all'album è arrangiato da Stefano Dall'Ora. Susanna, che oltre a cantare suona il piano e la fisarmonica in questo lavoro ha dato molto peso agli archi - i cui arrangiamenti sono di Valentino Corvino - tanto che ad accompagnarla in tutto questo il disco c'è il quartetto d’archi Arkè String Quartet.

Parla d'amore Susanna, amore dalle mille sfaccettature: da quello che resiste imperterrito a tutto, non si sconforta e va avanti Non si stanca questo cuore/continuerà la corsa/e dolendo mi segue/non vede, non sente il rumore/nè l'insulto delle parole (L'insulto delle parole) a quello che ti cambia e ti sconvolge L'amore quando ti incontra/ti altera la vita...E' contrattempo della sorte/è toglimento dalla morte... eppure voglio/eppure amo/eppure voglio (Il raro movimento) a quello che non c'è (Non chiedermi parole d'amore/perché non lo conosco... il sesso è riduzione o forse il più alto grado di sincerità (Non chiedemi parole d'amore).

Poi parla dell'opposto dell'amore, della disperazione, di quando ci si ferma a guardare la vita e a pensare cosa si avrebbe voluto avere, o cosa si sarebbe potuto fare e del dolre per non averlo fatto, dolore che può portare alla tragedia Fa niente/se a volte mi è venuto in mente/di potercela fare ... da sola io venni/da sola riparto/così dissi alla vita/e smisi/senza rimpianto (Fa niente).

La cosa che ci fa infine molto piacere, è riscontrare che le l'amalgama del lavoro è perfetta. Le canzoni sono "legate" come una bechamel perfetta, senza grumi e con una consistenza perfetta e il loro susseguirsi è armonico, come i piatti di un menu ben studiato. Quella sull'amalgama non perfetta era l'unica pecca che avevamo trovato nel precedente lavoro e fa piacere notare che è stata completamente superata.

Il disco della maturità? Forse. Quello che ci sentiamo di dire è che con L'insulto delle parole Susanna è sbocciata appieno. Nei testi, che erano già di livello altissimo, nella musica, negli arrangiamenti e nel modo di cantare, che si è fatto più raffinato e personale. L'auspicio è che siano tanti ad accorgersene, tecnici a parte, e che, per una volta, la legge del mercato premi chi merita.

Susanna Parigi
"L'insulto delle parole"
Promo Music/Edel - 2009
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Ultimo aggiornamento: 26-10-2009
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