
Ascolti collegati

Nomadi
Corpo
estraneo |

Nomadi
Studio Collection |

Gang
Dalla
polvere al cielo |

Gang
Il seme della speranza |

Ligabue
Primo tempo |

Pooh
Beat ReGeneration |
Musicisti:
Beppe Carletti (tastiere); Daniele Campani
(batteria); Massimo Vecchi (basso e voce); Danilo Sacco (voce
e chitarra); Cico Falzone (chitarra); Sergio Reggioli (percussioni,
violino e whistle).
Testi e musica: Carletti, Campani, Falzone, Sacco, Reggioli, Vecchi,
Turtoro, Mei, Vattai, Cerquetti, Petrucci, Arveda, Grechi, Munari.
|
|
Tracklist
01. Lo specchio ti riflette (con Jarabe De Palo)
02. La dimensione
03. Prenditi un po' di te
04. In questo silenzio
05. Qui
06. La vita è mia
07. Senza nome
08. Non so io ma tu
09. Il ballo della sedia
10. Lo specchio ti riflette
|

|
|
La
cosa più interessante è sapere come lavorano i Nomadi
sulle canzoni. Loro hanno un vero scambio col pubblico che manda
casette, nastrini, cd, abbozzi di canzoni: quando ne trovano una
buona i Nomadi, collettivamente, ci si mettono a lavorare sopra.
E così nascono le canzoni di un nuovo album. Almeno, "Allo
specchio" è nato così e questo spiega perché
spesso le canzoni sono firmate da una mezza squadra di calcio (fino
a sei persone), tra cui non manca mai Beppe Carletti, deus ex machina
di questi Nomadi e più antico musicista (rock? Beat? Di musica
leggera?) in attività.
Secondo Carletti: "Questo è il nostro miglior
disco da 10 anni in qua" e la cosa buffa è che dobbiamo
dargli ragione! "Allo specchio" è
proprio un bel disco ed è indiscutibilmente un disco dei
Nomadi. Colpisce vedere gente che è sulla strada da oltre
40 anni come Beppe Carletti (o comunque da una ventina come gli
altri Nomadi che suonano insieme tutti e sei dal 2000) abbia conservato
tanta freschezza di ispirazione.
Forse una spiegazione è in quel collettivo di idee di cui
parlavano Carletti e soci in conferenza stampa, ma c'è senz'altro
anche una componente del fenomeno Nomadi che li spinge, quasi li
costringe, a essere all'altezza della loro fama, a non vendersi
e a non svendersi. I Nomadi sono stati un gruppo seminale per il
beat italiano e per la canzone d'autore (qualcuno ancora non sa
che le loro prime canzoni erano scritte da Francesco Guccini?),
ma anche dopo la morte di Augusto Daolio, cantante e leader carismatico
del gruppo, hanno proseguito creandosi nuovi fan e non spezzando
mai il legame con la tribù dei Nomadi che sono tantissimi
per tutta Italia. Fatta una proporzione, un po' come i Grateful
Dead del periodo d'oro in America.
Ma la cosa bella è che ancora in "Allo specchio"
si sente vogliadi cantare e fare musica: tre i pezzi forti a partire
dall'iniziale "Lo specchio ti riflette"
con l'ospitata di Jarabe De Palo (riproposta poi in coda senza ospiti
se non le voci dei bambini che aprono e chiudono l'album). Poi c'è,
a metà disco, "Qui",
una romantica ballata d'amore non risolto, un amore che "è
passato ... ad un passo da me". Bravo Danilo che canta
quasi senza prendere un fiato, bravo Carletti che lo accompagna
al pianoforte e struggente l'effetto.
E poi c'è "Il ballo della sedia"
che la canzone politica del lotto. Un inno contro il qualunquismo
della nostra classe dirigente, forse non particolarmente nuovo,
ma pieno di carica, scritto da Danilo Sacco per le parole e da Massimo
Vecchi e Beppe Carletti per la musica che è poi un ringhioso
rock blues.
Ma tutto il disco scivola sui binari del piacere diffuso, come la
vagamente gitana "La vita è mia,
cantata da Massimo Vecchi e ben sopportata dal violino e dalle fisarmonica.
Violino, quello di Sergio Reggioli a cui va una nota di merito,
perché impronta di sé l'intero disco, diventando quasi
una cifra distintiva in alcune canzoni. Da parte di Carletti degni
di menzione e di applausi pure la parte ritmica, ossia Daniele Campani
alla batteria e il già citato Massimo Vecchi al basso (e
canto in due canzoni). D'altra parte quando un disco gira dal lato
giusto, tutto discende a cascata e anche l'apocalittica "Il
nulla" si impone con piacere all'ascolto.
I testi non vinceranno certo il Pulitzer per la poesia, ma sono
belle canzoni ed è vero che dentro ci palpita la vita e non
solo quella dei Nomadi, ma anche quella dei loro molti fan che li
sostengono non solo col tifo da stadio ai concerti, ma anche fornendo
loro temi e canzoni per arricchire l'immenso canzoniere che si portano
dietro (oltre 400 brani con 98, assicura Carletti, in grado di essere
suonati senza preparazione in qualsiasi momento!). "Allo
specchio" comunque è un disco maturo e ben
rodato. Forse davvero il migliore da anni dei Nomadi, anche se "Corpo
estraneo" non mi era sembrato affatto male. I soliti
Nomadi? No, qualcosa di più e di meglio. Un disco sincero,
meditato, non improvvisato. Garanzia.
I
Nomadi
"Allo specchio"
Warner - 2009
In tutti i negozi di dischi
|