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Le BiELLE RECENSIONI
I Nomadi: "Allo specchio"
La carica del collettivo musicale "Nomadi"
di Giorgio Maimone


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Musicisti:
Beppe Carletti (tastiere); Daniele Campani (batteria); Massimo Vecchi (basso e voce); Danilo Sacco (voce e chitarra); Cico Falzone (chitarra); Sergio Reggioli (percussioni, violino e whistle).


Testi e musica: Carletti, Campani, Falzone, Sacco, Reggioli, Vecchi, Turtoro, Mei, Vattai, Cerquetti, Petrucci, Arveda, Grechi, Munari.

Tracklist

01. Lo specchio ti riflette (con Jarabe De Palo)
02. La dimensione
03. Prenditi un po' di te
04. In questo silenzio
05. Qui
06. La vita è mia
07. Senza nome
08. Non so io ma tu
09. Il ballo della sedia
10. Lo specchio ti riflette


La cosa più interessante è sapere come lavorano i Nomadi sulle canzoni. Loro hanno un vero scambio col pubblico che manda casette, nastrini, cd, abbozzi di canzoni: quando ne trovano una buona i Nomadi, collettivamente, ci si mettono a lavorare sopra. E così nascono le canzoni di un nuovo album. Almeno, "Allo specchio" è nato così e questo spiega perché spesso le canzoni sono firmate da una mezza squadra di calcio (fino a sei persone), tra cui non manca mai Beppe Carletti, deus ex machina di questi Nomadi e più antico musicista (rock? Beat? Di musica leggera?) in attività.

Secondo Carletti: "Questo è il nostro miglior disco da 10 anni in qua" e la cosa buffa è che dobbiamo dargli ragione! "Allo specchio" è proprio un bel disco ed è indiscutibilmente un disco dei Nomadi. Colpisce vedere gente che è sulla strada da oltre 40 anni come Beppe Carletti (o comunque da una ventina come gli altri Nomadi che suonano insieme tutti e sei dal 2000) abbia conservato tanta freschezza di ispirazione.

Forse una spiegazione è in quel collettivo di idee di cui parlavano Carletti e soci in conferenza stampa, ma c'è senz'altro anche una componente del fenomeno Nomadi che li spinge, quasi li costringe, a essere all'altezza della loro fama, a non vendersi e a non svendersi. I Nomadi sono stati un gruppo seminale per il beat italiano e per la canzone d'autore (qualcuno ancora non sa che le loro prime canzoni erano scritte da Francesco Guccini?), ma anche dopo la morte di Augusto Daolio, cantante e leader carismatico del gruppo, hanno proseguito creandosi nuovi fan e non spezzando mai il legame con la tribù dei Nomadi che sono tantissimi per tutta Italia. Fatta una proporzione, un po' come i Grateful Dead del periodo d'oro in America.

Ma la cosa bella è che ancora in "Allo specchio" si sente vogliadi cantare e fare musica: tre i pezzi forti a partire dall'iniziale "Lo specchio ti riflette" con l'ospitata di Jarabe De Palo (riproposta poi in coda senza ospiti se non le voci dei bambini che aprono e chiudono l'album). Poi c'è, a metà disco, "Qui", una romantica ballata d'amore non risolto, un amore che "è passato ... ad un passo da me". Bravo Danilo che canta quasi senza prendere un fiato, bravo Carletti che lo accompagna al pianoforte e struggente l'effetto.

E poi c'è "Il ballo della sedia" che la canzone politica del lotto. Un inno contro il qualunquismo della nostra classe dirigente, forse non particolarmente nuovo, ma pieno di carica, scritto da Danilo Sacco per le parole e da Massimo Vecchi e Beppe Carletti per la musica che è poi un ringhioso rock blues.

Ma tutto il disco scivola sui binari del piacere diffuso, come la vagamente gitana "La vita è mia, cantata da Massimo Vecchi e ben sopportata dal violino e dalle fisarmonica. Violino, quello di Sergio Reggioli a cui va una nota di merito, perché impronta di sé l'intero disco, diventando quasi una cifra distintiva in alcune canzoni. Da parte di Carletti degni di menzione e di applausi pure la parte ritmica, ossia Daniele Campani alla batteria e il già citato Massimo Vecchi al basso (e canto in due canzoni). D'altra parte quando un disco gira dal lato giusto, tutto discende a cascata e anche l'apocalittica "Il nulla" si impone con piacere all'ascolto.

I testi non vinceranno certo il Pulitzer per la poesia, ma sono belle canzoni ed è vero che dentro ci palpita la vita e non solo quella dei Nomadi, ma anche quella dei loro molti fan che li sostengono non solo col tifo da stadio ai concerti, ma anche fornendo loro temi e canzoni per arricchire l'immenso canzoniere che si portano dietro (oltre 400 brani con 98, assicura Carletti, in grado di essere suonati senza preparazione in qualsiasi momento!). "Allo specchio" comunque è un disco maturo e ben rodato. Forse davvero il migliore da anni dei Nomadi, anche se "Corpo estraneo" non mi era sembrato affatto male. I soliti Nomadi? No, qualcosa di più e di meglio. Un disco sincero, meditato, non improvvisato. Garanzia.

I Nomadi
"Allo specchio"
Warner - 2009
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Sito ufficiale

Ultimo aggiornamento: 11-04-2009
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