
Ascolti collegati
Crediti:
GianGilberto
Monti (voce solista); Fabio Visocchi (pianoforte, tastiere); Ivan
Ciccarelli (batteria, percussioni ed effettistica); Raffaele Kohler
(tromba e flicorno); Marco Mistrangelo (contrabbasso e basso elettrico);
Mauro Settegrani (chitarre elettriche e corde).
Ideazione e produzione: GianGilberto Monti
Arrangiamenti: Fabio Visocchi
Illustrazione: Ezio Rolle
Foto: Rita Antonioli
Artwork: Fabrizio Marzagalia
Produzione esecutiva: Fort Alamo
Registrato presso
Fm Studio . Monza, via Monte Grappa 4/b
I testi di presentazione sono tratti dal "Dizionario dei Cantautori"
di Giangilberto Monti e Veronica Di Pietro
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Tracklist
01 - È arrivata la bufera
02 - Non spingete,scappiamo anche noi
03 - El principe indian
04 - Ciccio formaggio
05 - Tu vuo’ fa’ l’americano
06 - Kriminal Tango
07 - Che notte
08 - Faceva il palo
09 - Oh Madonnina dei dolori
10 - L’Armando
11 - I borghesi
12 - Nebbia in Valpadana
13 - Ho visto un re
14 - Tanto pe’ canta’
Solo su web
15 - È arrivata la bufera
16 - Il principe indian
17 - Ciccio formaggio
18 - La vita xe tuto un bidon
19 - Non spingete, scappiamo anche noi
20 - Tu vuo’ fa’ l’americano
21 - Che notte
22 - Kriminal Tango
23 - Faceva il palo
24 - Oh Madonnina dei dolori
25 - L’Armando
26 - I borghesi
27 - Nebbia in Valpadana
28 - Ho visto un re
29 - Tanto pe’ canta’
30 - Superlega (Funky Version)


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Una
bella idea non sempre si riesce a renderla bene. Quante volte ci
è toccato rimpiangere il passaggio dall'idea all'azione,
quanti bei progetti si sono infranti sugli scogli delle buone intenzioni?
Ebbene, abbiamo piacere di dire che questa volta non è così.
GianGilberto Monti ha avuto una bella idea, l'ha realizzata con
un bel gruppo di amici, ci ha aggiunto il pezzo da undici di dedicare
i proventi della vendita del disco fisico a Emergency ed è
riuscito nell'impresa. Ascoltatevelo senza pregiudizi e riuscirete
a provarne piacere. Il principio potrebbe essere semplice: prendere
un gruppo di canzoni d'autore dal forte contenuto comico e riproporle
in un'unica edizione.
Principio senza fine degno, perché questi stessi brani sono
sparsi nei canzonieri dei singoli autori, magari a volte perle isolate,
magari tesori dimenticati, altre volte invece stelle di prima grandezza,
ma sempre come patrimonio disperso. Ma cosa differenzia ancora questo
disco da una semplice collezione di cover? Innanzitutto il fatto
che la scelta vuole essere documentaria e filosofica e non si ha
mai l'impressione di assistere a un'ammucchiata senza senso di canzoni.
In secondo luogo perchè la scelta musicale, che strizza l'occhio
allo swing, è omogenea nell'intero album e le differenze
originali tra i brani scelti sfumano un po' nel coacervo di uno
spettacolo comune. In terzo luogo (e qui non so se si tratti di
scelta o di un po' di casualità), le canzoni sono quasi tutte
di ambito milanese (togliamo un Petrolini, un Carosone, un Buscaglione
e un Nino Taranto) e questo contribuisce a ricreare un clima che,
per noi milanesi, c'era e innervava le serate della nostra città
negli anni '60, quando c'erano ancora le osterie o posti dove trovarsi
a cantare canzoni che non rientravano nei circuiti ufficiali.
Tanti meriti per nascondere che ci si trovi di fronte a un prodotto
museale? Neanche per sogno! Il merito principale di questo disco
è che è davvero divertente e che, se per chi come
me ha già varcato i 50 anni parla della nostalgia della nebbia
di una volta, per tutti gli altri può essere ascoltato come
un ottimo prodotto di oggi, dove si fa addirittura fatica a selezionare
il meglio dal meglio. Giangilberto ha scelto di proporre il disco
in due versioni: una di duetti su supporto fisico e un'altra disponibile
sul web. Per intenderci, dalla scaletta di fianco, fino al numero
14 sono i brani in duetto presenti su disco e da 15 in poi quelli
disponibili solo sul web.
Il parterre du roi delle ospitalità comprende Enrico Bertolino,
Raul Cremona, Enzo Iacchetti, Nanni Svampa, Elio e le Storie Tese,
Giobbe Covatta, Renato Sarti, Alberto Patrucco, Giovanni Storti,
Flavio Oreglio, Lella Costa e tanti altri. Ci sono classici come
"L'armando" di Enzo Jannacci
o "Tanto pe' Cantà" di
Petrolini, rispolverata da Nino Manfredi, "I Borghesi"
di Giorgio Gaber e "Ciccio Formaggio"
di Nino Taranto, ma ci sono anche scelte meno consuete come "El
principe indian" di Angelo Cecchelin (il Petrolini
triestinoo "Non spingete scappiamo anche noi"
dei Gufi o la dimenticata "Kriminal tango".
Le accoppiate aggiungono valore alle canzoni? Nonostante non si
sia amanti dei duetti bisogna ammettere che un certo sapore lo aggiungono:
segnaliamo Giorgio Centamore in "E' arrivata la
bufera" di Renato Rascel o Giobbe Covatta in
"Tu vu' fa' l'americano", impegnati
in un piacevolissimo controcanto che sottolinea ironicamente i passaggi
già comici di loro delle canzoni. Ma anche Max Pisu in "Che
notte quella notte" di Fred Buscaglione o la
coppia Enrico Bertolino e Flavio Pirini ne "Il
palo della banda dell'Ortica" di Walter Valdi.
Meno significativi, ma mai fuori ruolo, Lella Costa in "Tanto
pe' cantà", Raul Cremona in "L'Armando",
Nanni Svampa in "Nebbia in Valpadana"
(chissà perché non ha fatto la canzone dei Gufi?)
e i soliti Elio e le Storie Tese che in "Ho visto
un re" non trovano di meglio che fare ancora
una volta Elio e le Storie Tese, con un notevole effetto sovraesposizione.
Bravo Oreglio che canta in "Oh madonnina dei dolori"
di Giorgio Gaber, che diventa una sorta di blues del Delta. Con
Gaber si misura anche Enzo Iacchetti, che, peraltro, di questi tempi
ha dato anche alle stampe un disco intero sulle canzoni di Gaber
("Chiedo scusa al signor G." e speriamo
che le scuse siano arrivate a destinazione, perché il perdono
risulta difficile). Iacchetti con GianGilberto Monti propone "I
Borghesi" in una versione che tutto sommato sta
in piedi.
Ma sono sfumature: tutte le versioni di queste vecchie canzoni viaggiano
nettamente sopra la sufficienza ed alcune risultato veramente piacevoli,
forse anche superiori alle versioni originali: volessi fare una
scelta del tutto personale metterei sul trono "E'
arrivata la bufera", "Madonnina
dei dolori" e "Tu vuo' fa' l'americano",
ma di una strettissima incollatura su tante altre.
Riepilogando: un disco di cui si sentiva il bisogno, che unisce
divertimento e cultura e riporta alla luce uno spezzone abbastanza
dimenticato delle nostra canzone d'autore, che potrebbe agevolmente
avere un seguito frugando tra i cantautori più recenti (vogliamo
ricordare "La genesi" di Francesco Guccini? Ma anche "Ottocento"
di De André o "Carlo Martello". O "In fila
per tre" o "Dopo il liceo che potevo fare" di Bennato
e così via fino a "Ponza" di Silvestri o "L'ombrellone"
di Cristicchi). Per ora ci fermiamo qui. Abbiamo 14 ottime canzoni,
scelte bene e interpretate meglio, che dimostrano che non sempre
c'è "differenza tra idea e azione".
GianGilberto
Monti
"Comicanti"
FortAlamo / Carosello - 2009
Nei negozi di dischi o sul
sito della Carosello
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