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Modena City Ramblers
Dopo il lungo inverno |

Modena City Ramblers
Viva la vida, muera la muerte! |

Modena
City Ramblers
Appunti partigiani |

Modena City Ramblers
Radio Rebelde |

Cisco
Il mulo |

Massimo Ice Ghiacchi
Come un mantra luminoso |
Musicisti:
I Modena City Ramblers sono: Arcangelo
"kaba" Cavazzuti (chitarra classica, acustica, percussioni,
shaker, bodhran, triangolo, cori, talking drum, batteria, tastiere,
unghie di capra, tablas, thermos elettrico); Franco D'Aniello
(tin whistle, flauto, clarinetto, piffero campano, voce, , sax
tenore, cori, flauto traverso); Massimo "Ice" Ghiacci
(basso, contrabbasso, chitarra elettrica 12 cordeglockenspiel,
theremin, cori, voce, chitarra baritono chitarra classica, basso
dobro)); Francesco "Fry" Moneti (mandolinoi, chitarra
classica, violino, violino elettrico, banjo, chitarra elettrica,
saz, bouzouki, oud, mandobanjo, kamanceh, chitarra acustica 12
corde, violino indiano, cori); Davide "Dudu" Morandi
(voce, cori); Leonardo "Leo" Sgavetti (fisarmonica,
organo hammond, pianoforte scordato); Elisabetta "Betty"
Vezzani (voce, cori), Roberto "Robby" Zeno (batteria,
percussioni, cajon, darbouka, timpani, congas, shaker, grancassa,
tamorre, nacchere, wood block.
Ospiti:
Simone Benassi (tromba); Franco Borghi (trombone); Paolo "Dado"
Campani (sax tenore); Emad Shuman dei Kabila (voce in 7); CarloEnrico
PInna
Testi e musica: Modena City Ramblers. Scritto, arrangiato, suonato
e prodotto dai Modena City Ramblers.
Produzione esecutiva Valerio Soave, Grafica di Ramblermedia.
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"Per
il mio sentire i Modena si sono chiusi nel momento in cui io sono
uscito" (Cisco- intervista
a Bielle). E non solo per il tuo sentire amico Cisco. E' imbarazzante
trovarsi davanti a un disco senza nulla da difendere. Io non ci
godo a parlare male dei Modena. Li ho ritenuti spesso dei "compagni
che sbagliano", però prima di tutto compagni e poi in
grado di sbagliare sì, ma poi di tornare con dischi di grande
valore. L'uscita di Cisco dal gruppo ha un po' tagliato le gambe
alla formazione emiliana che non si trova in crisi di voce, ma di
creatività. "Onda libera" quindi non è solo
il più brutto disco dei Modena (che comunque potrebbe essere
un buon disco), ma un disco mal riuscito tout court.
"Albertone" Morselli e Cisco alla voce, Giovanni
Rubbiani alla chitarra, "Albertino" Cottica alla fisarmonica,
Franchino D'Aniello ai fiati, Luciano Gaetani al banjo, bouzouki,
mandolino, Massimo "Ice" Ghiacci al basso, Marco Michelini
al violino e Vania Buzzini al bodhran e ai cori. Questa la prima
formazione dei Modena. Albertone è uscito, Cisco pure, Rubbiani
lo ha preceduto. Gaetani, Michelini e Buzzini dispersi. Ma non bastasse
successivamente si sono persi anche Massimo Giuntini (entrato e
uscito) e Luca "Gabibbo" Giacometti (morto di recente).
Della formazione iniziale sono rimasti solo Franchino D'Aniello
e Massimo "Ice" Ghiacci. Francesco "Fry" Moneti
entrerà dal secondo disco. E' difficile quindi pensare che
i Modena esistano ancora. C'è un altro gruppo. Che cerca
di fare la stessa musica. Ma che non sempre ce la fa.
Inq uesto caso siamo di fronte a un disco "muscolare",
molto zumpa-zumpa, con la ritmica che pompa e le voci che graffiano,
ma i testi sono poveri poveri e le melodie in libera uscita. Quello
che è l'effetto filastrocca: la stessa frase melodica ripetuta
fino alla noia (che arriva presto). A onore del vero bisogna dire
che l'effetto è particolarmente fastidioso quando quanta
Davide "Dudu" Morandi e più accettabile quando
canta Elisabetta "Betty" Vezzani, ma precisiamo subito
che canta di meno. Vediamole tutte le cose che non vanno:utilizzare
tre volte la parola "libera" nei titoli del disco ricorda
più il popolo delle Libertà che non un contesto alternativo:
"Onda libera", "Libera mente",
"Libera terra" e il termine ritorna anche
nei testi delle altre canzoni ("Lusitania",
"Figli del vento". "Di corsa", "Prigioniero
di chi?"). Un vero eccesso.
La struttura delle canzoni, si diceva, è monotona: sempre
costituita da una frase di lancio e un ritornello che ripete lo
stesso concetto fino alla nausea: "Onda libera, onda libera,
sta arrivando l'onda libera / Onda libera, onda libera, libera frequenza,
libera esperienza". "Libera il sole, libera il vento,/
libera l'acqua che corre / liberi il cuore e il braccio / libera
mente in libera terra". "Un filo di vento da qualche parte
spingerà / un filo di vento forse ci si salverà /
un filo di vento e la speranza tornerà / un filo di vento
per pietà". "Noi, fiori sulla strada / noi, gocce
di rugiada / Noi ladri e tagliagole / ... / noi, maghi e saltimbanchi
/ noi, antica razza di bastardi e musicisti". "Figli del
vento, siamo figli del vento / noi siamo i figli del vento (ripetuto
12 volte!). "Di corsa! This is your life / Di corsa! Gerusalemme
e Ramallah / Di corsa! Habibi my life! / Di corsa! Abbia fede in
Allah". "Libera, libera, libera, libera mente (2 volte)
/ libera la mente, non farti ingannare / Libera la mente, esci dal
controllo". "Balla con il caporale / cole delegato sindacale
/ balla col giovane manovale / e col capo del personale / balla
col magazziniere / e con l'esperto ferroviere / Balla con il minatore
/ cole responsabile del cantiere / Balla col verniciatore / con
l'apprendista saldatore / balla con il muratore / e col capo appaltatore
/ balla col l'agricoltore / e con il trassportatore / balla con
il tornitore / con l'addetto all'escavatore".
Uno schema troppo ripetuto per non essere frutto di un pensiero
a tavolino. Come pure danno l'idea di essere studiate e non ispirate
le musiche che ripercorrono gli stilemi Modena, ma senza essere
in grado di aggiungere niente. Volendo bene considerare dal lotto
si salvano solo "Il mulino e il tuo giardino",
"Valzer chiuso in soffitta",
cantati entrambi da Betty, "Prigioniero di chi?"
(cantato a due voci) e "L'uomo nell'alto castello"
(cantato ancora da Betty). Poco. Troppo poco.
Le domande a questo punto sarebbero tante: quali sono le idee musicali
che i Modena vogliono portare avanti? Quali le istanze? Quali le
soluzioni per una crisi di ispirazione così marcata? Quali
i motivi che li spingono a uscire così di frequente con nuovi
dischi? "Dopo il lungo inverno" è
del dicembre 2006, nel 2008 c'è stato "Bella
ciao". C'era proprio bisogno di uscire anche nel 2009
e di tenere la media di un disco all'anno? Per ora in mano resta
un disco che fa torto alla storia brillante del gruppo e che sembra
troppo "costruito" a tavolino, sprecando anche l'occasione
di scrivere una canzone sulle stragi bianche, sui morti di lavoro
che potesse restare. "La ballata della Dama bianca"
è infatti ricca di intenzioni positive, ma gracile di testo.
Modena
City Ramblers
"Onda libera"
Mescal/ Sony - 2009
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