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Gianna Nannini
Grazie |

Gianna Nannini
Pia,
come la penso io |

Gianna Nannini
Gianna Best |

Gianna Nannini
Aria |

Carlo Fava
Neve |

Mimmo Locasciulli
Idra |
Musicisti:
Voce
/ Vocals, Synth, Piano: Gianna Nannini
Archi / Strings : Wil Malone
Batteria / Drums: Thomas Lang
Basso / Bass: Hans Maahn
Chitarre / Guitars: Davide Tagliapietra
Dangerplena: Raffele Gulisano, Tommaso Marletta, Davide Oliveri
Valeria Solarino: Voce Fotografica In "Attimo"
Ani Martirosyan: Pianoforte In "Siamo Nella Merda"
Cori In "Maledetto Ciao": Coro Adusai Diretti Da Pilar
Bravo Cori Himba Serra Cafema - Namibia
Antonello Ricci: Chitarra Battente In "Ologramma"
Prodotto da Gianna Nannini e Wil Malone
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Tracklist
01. Attimo (feat. Valeria Solarino)
02. Sogno
03. Maledetto Ciao
04. Bambolina
05. Sogno per vivere
06. Siamo nella merda (feat. Fibra)
07. Scossa Magica
08. Le ragazze
09. Ologramma
10. Sogno per vivere (End)
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La
prima considerazione (coincidenza?) è che tre dei dischi
usciti questa primavera si articolano attorno al tema del sogno,
della notte, dell'addormentamento e del risveglio: "Neve"
di Carlo Fava, "Idra" di Mimmo Locasciulli e "Giannadream"
di Gianna Nannini. Secondo coincidenza hanno tutte e tre il titolo
in una parola sola (anche se "Giannadream" è
composta). La terza coincidenza non c'è e quindi Agatha
Christie non può venirci in soccorso dicendo che "tre
coincidenze fanno una prova". All'ascolto i tre dischi non
rivelano particolari comuni. Se la notte e il sonno di Carlo Fava
e Mimmo Locasciulli sono generalmente pacati e tranquilli, con
qualche spazio per gli incubi, le notti di Gianna Nannini sono
"molto pù divertenti dei vostri giorni".
Insomma "Giannadream" è un disco vitale, vivace,
colorato che, se lo ascoltasse un inglese, tranne che per il titolo,
non verrebbe neanche in mente che parli di sogni. E' la solita
Nannini vitalistica e rock, caciarona e ogni tanto sguaiata, ma
tanto tanto simpatica. E' la solita Nannini, professionista ineguagliabile,
in grado da 35 anni di offrire prodotti che hanno tutti qualcosa
da dire e che sanno come dirlo bene.
Resta però una perplessità di fondo. Il disco si ascolta
bene, è piacevole, ben scritto, musicato e registrato. Il
talento di autrice di Gianna si mischia con quello di Pacifico,
di Isabella Santacroce ("Maledetto ciao"
e "Bambolina") e con le magie
sonore di Wil Malone. Ma, se si escludono
due/tre brani ecco che viene a mancare l'intima necessità
di questo disco. Che è quanto di più vicino a un concept
abbia mai concepito Gianna, ma le canzoni, fatte le dovute eccezioni,
sono lì per riempire degli spazi più che perché
ce ne sia una necessità effettiva.
Si ascolta e si riascolta l'album con immutato piacere, ma non può
non venire in mente che Pacifico è lì, autore di quattro
canzoni, "Sogno per vivere",
"Scossa magica", "Ologramma"
e "Le ragazze" perché
è il partner che le ha regalato il grande successo di "Grazie",
che Fabri Fibra che rappa dentro a ""Siamo
nella merda" ha lo stesso peso, lo stesso contenuto,
la stessa utilità immediata di Jovanotti (non ancora del
tutto sdoganato) che canta dentro "Radio Baccano".
Insomma siamo di fronte a un replica, un fondale dipinto. "Sono
stesa a terra / mi hai confusa ormai". "Buttala al vento
la vita / truccala come una partita / ... / tutti tutti stiamo nella
stessa merda / proprio tutti".
"Attimo" invece è perfetta,
ma è costruita in modo perfetto: il singolo per definizione,
quello che acchiappa gli ascolti, che prende le radio, che si impone
sulle onde hertziane e dentro i supermercati, nella filodiffusione
e nelle autoradio. C'è l'aiuto di Valeria Solarino, normalmente
attrice. Non se ne sente né la presenza, né la necessità.
Il prodotto peraltro è di assoluta dignità. Piace.
Non può non piacere. Ancora di più il discorso vale
per il video, dove invece la presenza della Solarino è trainante.
Però, personalmente, mi piace di più "Sogno"
che la canzone successiva e che ci porta direttamente dentro il
tema dell'album. "Sogno
che ti prendo come neve a ciuffi soffio / sui baci allonatanati
sui baci poi versati / Sogno la mia
carne trasformarsi in puro spirito / mi accorgo che sei sveglio,
mi scordo che ti afferro". Il climax viene puntalmente
raggiunto nell'inciso, attraverso una crescita costante e rafforzato
dall'orchestra. Una perfetta canzone in stile Nannini, ma delle
migliori. Affascina e avvolge e fa vibrare all'unisono : "Ci
sarà qualcosa nei tuoi occhi viola / ci sarà qualcosa
nella vita / per cui valga la pena".
Anche "Maledetto ciao" ha una
sua bella vivacità e quel coro stile "The
lion sleeps tonight" o "Graceland"
di Paul Simon che spiazza e attira l'attenzione. Forse pretestuoso,
ma gran trovata di produzione. Un bonus per aver usato la parola
"rimesci"! Bella canzone. D'amore che finisce. E lascia
grandi rimpianti. Costruzione perfetta e inciso strappasentimenti.
Si beve di un fiato. Tanta grazia di ispirazione si fa molto fatica
a rintracciarla nella successiva "Bambolina",
canzone inutile e un poco futile, che vorrebbe giocare la carta
della "maledetta", o nelle trasparenti "Scossa",
"Le ragazze", "Ologramma".
Brutte? No davvero. La Nannini non fa canzoni brutte. Ma inutili
sì. Niente di grave, ma viene da pensare che se ci fosse
ancora un mercato dei singoli, da questa sfornata potevano facilmente
uscire un paio di singolo di grande successo e pregio, senza bisogno
i gonfiarli a dimensione di un album.
Ultima nota per "Sogno per vivere":
questa è l'emblema di come a volta non si abbia niente da
dire, ma lo si possa dire molto bene. E' puro nanninismo miscelato
in salsa Pacifico. Un po' di parole "sconvenienti" o "inquietanti",
una storia d'amore tormentata e la consueta alternanza di rocce
e improvvise radure che fanno tanta Gianna: "Uno sull'altra
/ nessuno al mondo ci dividerà"."Mi fa
soffrire sai la voglia di te". "Sogno per vivere
/ è tutto quello che ho" e via di violini.
Gianna
Nannini
"Giannadream"
Sony Music - 2009
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