
Ascolti collegati
Musicisti:
Canta Dario Fo
* Canta Oscar Prudente
** Cantano Franca Tamantini e Piero Sciotto
*** Canta Franca Tamantini
**** Cantano Dario Fo e Piero Sciotto
Orchestra e coro diretti da Fiorento Carpi
Registrazioni effettuate presso lo studio Emmequattro (1977).
Fonico GiovannI Fornari. Masterizzazione effettuata presso lo
studio Millenium Audio Recording (2006)
Tutte le canzoni sono di Fo/Carpi ad eccezione di "Le madri
alla guerra" (Fo/Prudente) e "Stringimi forte i polsi"
(Fo/Leo Chiosso/Carpi)
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Tracklist
Da "Settimo ruba un po' meno" (1964)
01. Canto delle svergognate
02. Perche' siam psicopatici
03. Tutta brava gente
04. Canto degli italioti
Da "Gli arcangeli non giocano a flipper"
(1959)
05. Non fare tilt
06. Marcetta fine 1o tempo (strumentale)
07. Fratelli d'ufficio
08. Stringimi forte i polsi
Da "La signora e' da buttare" (1967)
09. Stai attento uomo bianco *
10. Colonnello beneamato
11. Come sul pendolo dell'orologio *
12. Le madri alla guerra *
13. Marcetta scala (strumentale)
14. E chi ce lo fa fare
Da "Isabella, tre caravelle e un cacciaballe"
(1963)
15. Fides, fidelis
16. Il giovane di Tunisi **
17. Colombo racconta
18. Ogni tanto fa un certo piacere
19. Conclusione 1o tempo
20. Gloria, gloria
21. Giuriamo d'aver visto
22. L'aveva predetto ***
23. Conclusione Secondo tempo
Da "La colpa e' sempre del diavolo"
(1965)
24. Di poi che dio sapeva
25. Nel mio giardino ***
26. Lascia pur che dica iddio
27. Che vogliono
28. Non ti star a dormir sola ****
29. Forza avanti
30. Siam gli imperiali
31. Ma che aspettate a batterci le mani
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Le
canzoni più famose di Dario Fo qui dentro non ci sono. Non
c'è "Via del campo", abbozzata con Jannacci e Oscar
Prudente e utilizzata in uno spettacolo, prima di essere presa in
mano e trasformata in capolavoro da De André, non c'è
"La luna è una lampadina", scritta con Jannacci
e una sorta di capolavoro del nonsense canzonettaro, tra swing,
dialetto e cabaret. E non ci sono neanche "L'Armando",
"Prete Liprando", "Ohé sunt chi", "Il
primo furto non si scorda mai", "Aveva un taxi nero"
e "La forza dell'amore", tutte nate dal sodalizio con
Enzo Jannacci. A cui, più tardi, si aggiunserò "Vengo
anch'io, no tu no" e "Ho visto un re".
Queste sono solo alcune delle canzoni degli spettacoli
teatrali di Dario Fo o meglio solo di una parte della sua produzione,
quella precedente al 1968 e cosiddetta del "Teatro borghese".
Fino al '68 infatti Dario Fo era una figura di spicco dello showbiz
teatrale italiano: i suoi spettacoli facevano il pieno in teatri
tradizionali e, pur contenendo sempre gli stimoli e gli spunti di
critica sociale suoi tipici, erano spettacoli più leggeri,
in gran parte comici. Successivamente Dario Fo ruppe col teatro
ufficiale, fondò la cooperativa Nuova Scena (poi "La
Comune") con l'obiettivo di portare il teatro a contatto con
la classe operaia e in luoghi non canonici. Da lì nacquero
spettacoli come il celeberrimo "Mistero buffo", "Morte
accidentale di un anarchico", "Non si paga, non si paga",
"Tutti uniti, tutti insieme. Ma scusa, quello non è
il padrone?" e "Coppia aperta, quasi spalancata".
Qui siamo nella fase precedente: le canzoni sono tratte da "Settimo,
ruba un po' meno", "Gli arcangeli non giocano a flipper",
"La signora è da buttare", "Isabella, tre
caravelle e un cacciaballe", "La colpa è sempre
del diavolo", commedie scritte tra il 1959 e il 1967.
Tutte le canzoni sono di Fo per il testo e di Fiorenzo Carpi per
la musica, con l'eccezione di "Le madri alla guerra"
di Dario Fo/Oscar Prudente e "Stringimi forte i
polsi", che ha avuto l'onore di essere cantata
anche da Mina e che è stata scritta da Fo e Carpi assieme
a Leo Chiosso, il paroliere di Fred Buscaglione.
"Queste canzoni - scrive Dario Fo sull'esiguo libretto
- nascono dalla collaborazione che abbraccia l'arco di una vita
col mio amico, da poco scomparso, Fiorenzo Carpi, musicista straordinario
per cultura e duttilità, col quale ci siamo divertiti e impegnati
nel corso di circa 40 anni,a scrivere canzoni, alcune delle quali
sono diventate famose, spaziando in tutti i generi musicali e teatrali,
inventando nuovi stili, rielaborando quelli classici e fingendoci
via via "anonimo lombardo del '400", "minuettista
settecentesco", "cantastorie", ecc. ecc. il tutto
in perfetta sintonia dovuta anche alla genialità e alla serietà
del lavoro di Fiorenzo".
Il dato rilevante è che questa canzoni sono belle. Nonostante
nascano per il palcoscenico e quindi siano forzatametne didascaliche
e un po' roboanti, come di addice alla comicità a volta clownesca
delle commedie in questioni, molti di questi brani si ascoltano
con piacere anche come singole canzoni: in particolare quelle meno
legate a uno spettacolo: è il caso di "Ma
che aspettate a batterci le mani" o di "Le
madri alla guerra" ("Perché non
mandate le madri alla guerra / le madri al posto dei figli?")
e "Stacci attento uomo bianco"
(che Prudente aveva inciso come 45 giri col titolo di "Vacci
piano uomo bianco") o della romantica e ricca
d'atmosfera anni '50 "Stringimi forte i polsi"
con Dario Fo che croonereggia alla Frank Sinatra, con buona resa.
Ma anche "E chi ce lo fa fare",
marcetta collettiva di irresistibile presa.
Per converso i brani che soffrono di più la resa in cd sono
quelli più strettamente legati agli spettacoli, come l'ampia
selezione estratta da "Isabella, tre caravelle e un
cacciaballe". I nove brani raccontano quasi tutta
la trama della commedia negli oltre 22 minuti della loro durata
(su un minutaggio complessivo di 76'04"), ma il discorso resta
forzatamente monco per la mancanza della parte recitativa.
La sensazione è esattamente come descritta da Fo: due vecchi
compagni d'arme che si sono divertiti a prendere ogni genere disponibile
(con un occhio di riguardo per lo swing e certo jazz, solo dopo
verrà l'attenzione per la musica popolare italiana) e sulla
base del talento comico, del geniaccio di entrambi e della capacità
di Dario Fo di reggere la scena in qualsiasi modo, hanno costruito
delle canzoni che reggono ancora oggi e alla grande. Una scuola
per tanti che ci si provano e che restano, oggi come allora, a metà
strada: né teatro, né canzone. E, purtroppo, nemmeno
cabaret!
Applausi, passerella, bis finali per un grande della commedia, del
teatro e anche della canzone italiana, in attesa che qualcuno scelga,
prima o poi di pubblicare tutto il meglio delle canzoni di Dario
Fo, solo o accompagnato.
Dario
Fo
"Fo canta Fo"
Edipan - 2007
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