
Ascolti collegati
Crediti:
Valerio
Corzano (basso semiacustico, basso tinozza); Frei Rossi (voce.
chitarra acustica); Massi Amadori (chitarre elettriche, chitarre
acustiche, chitarra slide, banjo, surdo, fun machine, ammennicoli
e voce); Fabio Paglierani (batteria, percussioni, cianfrusaglie)
Ospiti
Luca Morino (voce in Un nodo alla gola, inserto rap e special
finale ne "le parole di un bolero"); H.e.r. (violino
acustico, violino elettrico e arrangiamenti archi in "Rimani
qui", "Signor Penombra", "Voi siete qui");
Gianni Perinelli (sax tenore e arrangiamenti fiati in "Un
mare di guai", sax soprano in "Urlami in faccia",
cabasa in "Scorribanda" e "oops"); Marcello
"Jendu" Detti (trombone in "un mare di guai",
conchiglie e sega sonora in "malanimale"); Alessandro
"Ciuffo" Ciuffetti (batteria in "margarita, rinforzi
ritmici in "Ramirez Macaluso" "Oops" e "Malanimale");
Tommaso Farfanetti (seconda chitarra nel ritornello di "Margarita").
Testi: Valerio Corzani (eccetto "Rimani qui" di Corsani-Rossi
e "Urlami in faccia" di Rossi)
Musiche e arrangiamenti: Massimiliano Amadori
Tecnico del suono: Alessandro "Ciuffo" Ciuffetti
Immagini copertina e booklet: Pablo Echaurren
Produzione artistica: Massimiliano Amadori e Valerio Corzani
Produzione esecutiva: Massimo Roccaforte per Interno4 records
Registrato e mixato tra luglio e settembre 2009 presso il The
House of Glam Studio di S.Agata Feltria (Fc)
|
E
pensare che me ne avevano parlato male! Dopo la loro partecipazione
al Club Tenco 2009 il commento più buono è stato "Ma
che c'entrano?" E invece c'entrano. Con la musica d'autore,
ma soprattutto con la musica, con quella insana passione che ci
fa cantare, ascoltare canzoni e usarle per i momenti di gioia, per
quelli di tristezza, per quelli di malinconia. Quando userei le
canzoni degli Ex? Ma per i momenti di gioia! In particolare d'estate.
Mettiamola così: è come alle sette di sera d'estate,
dopo una giornata al mare, sedersi in un tavolino di un bar all'aperto,
sotto le frasche, e bersi un buon bicchiere di Cartizze.
Sono leggeri
gli Ex? Troppo svagati o svaporati? Eh no! Il cartizze, quando
è buono, è un signor vino. Specie d'estate. Questo
non toglie che poi ci sia bisogno anche di bei bottiglioni di
Cabernet-Maieron o di Barolo-GianMaria Testa. Ma in certi momenti
il Cartizze è da preferire e forse le feste di Fine anno,
con tutti i loro brindisi contribuiscono a restituirmene il piacere.
Sì, piacere è la sensazione dominante dopo l'ascolto.
E pensare che mi ci ero avvicinato con prudenza, quasi con scetticismo.
Già a smorzarlo aveva pensato la magnifica copertina e
confezione a libretto e i disegni da me tanto amati di Pablo Echaurren.
Poi, altro atout, il libretto con tutti i testi viene preceduto
da "I racconti della Penombra" (49
delitti senza castigo), scritti da Valerio Corzani.
"La
penombra - scrive - è il più suggestivo
degli inciampi. Il momento più inquieto della giornata.
Sta arrivando la notte ma non è sicuro. E l'aria è
strana, inebetita, incerta. Ora piove, ora picchia il sole. Ora
una nuvola annuncia la sera, ora invece la cammuffa".
"in questo volumetto si uccide di tutto: dai posters ai cartoni
animati, dai cardellini alle bimbe innocenti, a quelle invadenti,
alle amanti mancate. Perfino le fiabce, i cantanti, i sogni, lòe
bambole gonfiabili e un cocente passato. Ogni pretesto è
buono, ogni sguardo nasconde una lama, ogni carezza un artiglio"
E via scrivendo con sciolta abilità per una mezzoretta
di piacevole lettura. Siamo già a un sette più e
non abbiamo ancora sentito una nota. C'è un progetto, una
chiave unitaria, dei bei testi e che musica ci aspetta?
E qui arriva il Cartizze ad aiutarci. Con queste promesse poteva
anche essere un disco oscuro. E invece no. Fin dalle prime note
si sente il piacere ci fare canzoni: suggestioni latino-americane,
una spruzzata di swing, tante escursioni in territori confinali
e ottima base acustica. Interventi mirati di sax e tromboni, ma
è la chitarra, sono le corde che dirigono il ballo assieme
alla macchina pulsante del basso e alle percussioni. Tanta musica:
17 canzoni in cui non fatichiamo a distinguere le nostre più
amate: dalla finale e tenerissima "Voi siete
qui", alla ricca "Le parole
di un bolero", alla desertica "Un
nodo alla gola", al western sentimentale "Rimani
qui" fino alla nera "Oops!".
Ma la scelta, con ascolti ripetuti, potrebbe anche rivelarsi più
ampia.
Chi sono gli Ex e a cosa devono questo nome? Presto detto: sono
un quartetto romagnolo composto da quattro elementi, tutti con
alle spalle trascorsi musicali: Valerio Corzani (Mau Mau, Mazapegul,
Daunbailò, Corzani Airlines), Massimiliano Amadori (Mazapegul,
Daunbailò, Vip200, Jang Senato), Frei Rossi (Frei Castigo)
e Fabio Paglierani (Caffè Sport Orchestra, Mazapegul).
E proprio qui, in quest'ultimo nome c'è un'altra chiave
di volta. La canzoni degli Ex assomigliano come sorelle vicine
a quelle degli ex Caffé Sport Orchestra di Francesco Senni
da Cesenatico, di cui, dopo lo splendido debutto con "Il
Chihuahua storico non ha senso senza te" e un demo che
credo non sia mai uscito come disco ("... e
pensare che sono venuto solo per comprare 1 pesce spada"),
si sono perse le tracce.
Gli Ex riprendono il cammino da dove i Caffé Sport Orchestra
si sono fermati. Xavier Cugat nel cuore, Abbe Lane un po' più
in giù. Voglia di divertirsi e intrattenere, ma anche di
raccontare. "Josephine e altre bionde"
inizia spingendo una tipa nella botola all'ottava riga e tortura
gli animali alla riga successiva. La necessità di liberarsi
la strada stasera da tutte le altre bionde che possono intralciarti:
"Miccia, miccia, miccia / le bionde come unico bersaglio".
Geniale. "Oops!" racconta
invece di un'uscita di strada. La macchina "piano piano spremeva
la strada / tu guardavi i suoi occhi molluschi / mentre lui ti
blandiva in un sushi / perdevi il controllo delle gomme".
"Diva" è sensualità
trascesa in musica. Forse è Abbe Lane ("Tu mi
tenti/ tu mi tenti / tu mi tenti / ... / Con le entrate da sultana
che sbaragliano la sala"), forse un sogno erotico più
moderno. Musica da abat-jour.
"Signor Penombra" è
una storia dei margini ("In corso Mansueto, 21", "Un
tipo un po' brusco che vive nella penombra", "Là
dove ha vinto il maleficio"). "Ramirez Macaluso"
invece di mestiere fa "l'eterno malmostoso". "Io
sono quello che vi ruba il posto / che prende il taxi al posto
vostro / sono una specie di maledizione / sono zanzara e sono
pungiglione". "Un nodo alla gola"
è un piccolo film in tre minuti dall'incedere blues, tremendamente
americano: "Quando Cadol sollevò il visto / i loro
sguardi si incorciarono e sorrisero allo stesso modo / e sentirono
lo stesso nodo". Cadol che poi scoprì di avere "il
cuore appeso ad un ragazzo / e il braccio avvinghiato a un brutto
ceffo". "Malanimale"
parla di quelle sere "che fanno crescere gli artigli",
dove ci si sente come un animale. Indifferente se sia cinghiale,
barracuda, gatto o cervo. "Le parole di un bolero"
parla di chi per milleduecento volte è andato alla deriva
e milleduecento e una è tornato inebriato, prima di "capire
e masticare il fatto / che certe cose si possono dire / con le
parole di un bolero". "Rimani qui" è il
famoso western sentimentale (presentato così sulla copertina
del disco): voce filtrata, richiami verbali (texana, pepita, visiera,
tappeto verde), ma del film ci sono solo i titoli di testa. "Un
mare di guai" è storia comune di "cambiali
in scadenza / senza aperitivo": vale la pena di scoprire
che il personaggio cantante è in un mare di guai e sente
"la pirite negli zebedei". "Margarita"
(beviamoci la vita) è meno allegra di quanto sembri. Siamo
in un fumetto di Cino e Franco, in uno scritto di un "Rimbaud
da pianobar": storia di musicisti di una locanda a ore. "Scorribanda"
è morbida fluida e ambrata: "vibra vibra libidine
/ vibra lingua pazza / la tua lingua di mantide / sta girando
a vuoto". "Urlami in faccia"
è per una persona che non ha "più fretta di
tornare a casa / con i panni asciutti e la faccia pulita".
Infine "Voi siete qui" chiude
le danze su una nota riflessiva e malinconica: "Nessuna mappa
/ vi regalerà il segreto / di quello che cercate / e vi
portate dietro".
Il sole è tramontato e il Cartizze è finito. Quel
poco che è rimasto nella bottiglia si è scaldato
ed è svaporato. E' tempo, con l'ultima canzone, di raccogliere
le proprie carabattole e provare a vedere se una strada per casa
ancora la trovate. E' quasi Capodanno. Auguri dalla penombra.
Gli
Ex
"Canzoni della Penombra"
Interno4 Records- 2009
Nei negozi di dischi
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