Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.

 














 
Le BiELLE RECENSIONI
Vittorio De Scalzi: "Mandilli"
Creuza de ma in tono minore ... ma non troppo
di Giorgio Maimone


Ascolti collegati


Mauro Pagani
Creuza de ma 2004

Mauro Pagani
Mauro Pagani

Slowfeet
Elephant's memory

New Trolls
Senza orario senza bandiera

La rosa tatuata
Bandiera genovese

Max Manfredi
Live in Blu

Musicisti:
Vittorio De Scalzi voce, chitarre, flauto, pianoforte acustico Aldo De Scalzi tastiere, vx7, programming Andrea Maddalone chitarre Federico Bagnasco contrabbasso, basso elettrico Giovanni Lo Cascio percussioni Edmondo Romano sax soprano, clarinetto, low whistle, chalumeau, musette, mizmar, flauti dolci

Arrangiamenti Aldo e VittoriO De Scalzi,

Registrazione voce Claudio Pacini
Registrazione e missaggi Marco Canepa
Masterizzazione Alberto Parodi
Foto di copertina Reinhold Kohl
Ideazione grafica Sergio Gazzo

Prodotto da Aldo De Scalzi per Creuza srl

Testi e musiche di Vittorio De Scalzi, tranne 5, 6 e 9 (Aldo De Scalzi, Pivio, Di Marco), 8 (Aldo De Scalzi, Pivio)

I brani sono stati registrati in diretta nello stabilmento balneare "7 nasi" di Genova Quinto, di fronte a un bel mare invernale

Tracklist

01. Vincenso
02. Gente de Liguria
03. Barbon
04. Aia da respià
05. Stagiuin (intro)
06. Stagiuin
07. Centomila navi
08. Drentu de ti
09. Toe drue
10.Aegua in to mortà



Al primo ascolto "Mandilli" non mi aveva convinto. Troppo evidente la filiazione da "Creuza de ma", fino a rischiare il plagio. Lingua genovese, impianto etnico, richiamo a sonorità mediterranee, perfino la foto di reinhold Kohl e l'ospitata di Mauro Pagani nel primo brano. Tutto a posto, vero. E poi in fin dei conti "Creuza" è un capolavoro assoluto. Solo che è stato scritto ed eseguito per la prima volta quasi trent'anni fa. Ed è stato rifatto da Pagani solo cinque anni fa. Ecco quindi che una seconda (terza) "Creuza", molto meno poetica e con una voce che non è quella di Fabrizio, veniva facilmente a noia. O meglio, sembrava operazione artefatta. Forse per sfruttare l'effetto trascinamento del mito De André.

Gli ascolti successivi hanno di molto mitigato questa prima impressione. Restano alcune perplessità di quelle accennate qua sopra, ma l'opera ha validità sue e forse una maggiore sincerità di fondo di quanto poteva apparire in un primo tempo. Musicalmente poi "Mandilli" suona superbamente e coinvolgente. La voce di De Scalzi invece, non è più quella dei New Trolls, però riesce a farsi seguire. L'idea di fondo è di parlare di questa "Gente de Liguria" che è "gente de agua e da sà / figgi de una tera drua / co o riso rao" (gente di acqua e sale / figli di una terra dura / col riso raro".

"Mandilli", insomma è opera che deve passare e sedimentarsi. Non colpisce subito, ma si insinua a poco per volta e, ascolto dopo ascolto, aggiunge un sapore, una spezia, un motivo d'ascolto, un vento di grecale, l'ombra di un carugio e il suono di una lingua, De André ce l'ha dimostrato, che può essere musicale. Liguria terra di cantautori ("la scuola di Genova") storicamente e in piena fioritura anche ora: tra i finalisti delle targhe Tenco 2009 (che peraltro si assegnano a Sanremo) ci sono quattro liguri: Fossati, Max Manfredi, De Scalzi, Boggero e almeno un paio di probabili vincitori.

A questa rinascita ligure Vittorio De Scalzi porta il suo importante contributo, aiutato nella scrittura delle canzoni dal Fratello Aldo e da Pivio, autori in proprio di numerose colonne sonore, a partire da "Il bagno turco" di Ferzan Ozpetek. Il risultato è un piacevole malange etnico assortito che, partendo dal porto di Genova, veleggia verso l'Oriente vicino e le sponde dell'Africa, ma senza mai accennare decisamente e richiamandosi invece alla tradizione come quando in "Gente de Liguria" si utilizzano i Canterini della Vecchia Sturla.

Ma, se vogliamo, la parte più affascinante del lavoro risiede altrove. Nel libretto. Infatti ogni canzone viene introdotta da una breve racconto che non è la traduzione in italiano della canzone, ma forse la sua traduzione in prosa, una sorta di introduzione nobile al tema trattato nel canto, che non se ne discosta, ma che non aderisce perfettamente al calco dell'originale. E poi, canzone dopo canzoni, il fascino di Creuza, di quella originale, prende il sopravvento e ti trascina coi pensieri. Ma se ci fosse stato un Creuza 2009? Magari sarebbe somigliata a "Mandilli". Mandilli che, per la cronaca, in genovese, sono i fazzoletti: "Mandilli come fazzoletti travati in un baule rovistando fra le vecchie cose della mia soffitta. Ogni fazzoletto una storia, ogni storia una canzone. Fazzoletti di macramè: fazzoletti genovesi ricamate con le trame dei racconti della mia terra, della mia gente: gente di Liguria", scrive De Scalzi sul libretto.

E infatti, altro punto a favore dell'album, Vittorio De Scalzi ha scelto un approccio alla "Senza orario, senza bandiera" o, se vogliamo, ancora più tipicamente alla De André. Tutti racconti che parlano di gente, altra. Non di sè. Ma in questo modo, parlando degli altri, ci si avvicina di più all'essenza, a comporre un mosaico che poi racconta la vita dalla parte delle radici, del nostro essere onda e nel contempo spiaggia, incidere piccoli segni che la marea cancellerà la sera. Personaggi di passaggio come "Vincenso" che non parla più con nessuno da anni, se non col cane grugno, dopo che ha perso l'amore della vita, o come il "Barbon" che si ricorda dei sui anni da bimbo sulla spiaggia e passa ancora a cercare l'impronta dei suoi piedini o come il gruppo di giovani che si tuffa in mare nonostante la bandiera rossa, per sfida, per entrare nella vita, come prova di iniziazione per gente di mare ("Aia da respià").

I mandilli, i fazzoletti, sono un genere in disuso. Rovinati dall'invasione degli scottex, della carta. Ma vuoi mettere il piacere di soffiare il naso o di asciugare le lacrime o solo il gesto di porgere un vero fazzoletto di stoffa? Qui passa una discriminante, qui passa un crinale, tra chi ancora si ricorda dei fazzoletti e chi è indifferente e può benissimo usare la carta. Per piangere?

Vittorio De Scalzi
"Mandilli"
Aerostella/Edel - 2009
Nei negozi di dischi

Sul web
Sito ufficiale

Sito Aereostella

Ultimo aggiornamento: 14-09-2009
HOME