Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.

 














 
Le BiELLE RECENSIONI
Pino Daniele: "Electric jam"
Prima parte di un lavoro in due puntate. Segue ...
di Moka


Ascolti collegati


Pino Daniele
Il mio nome è Pino Daniele e vivo qui

Pino Daniele
Iguana Cafè

Pino Daniele
Passi

Gianna Nannini
Giannadream


Daniele, Ron
De Gregori, Mannoia
In tour


Edoardo Bennato
Così è (se vi pare)

Musicisti:
Pino Daniele (voce e chitarra); Vinnie Colaiuta (batteria), Alfredo Golino (batteria), Nathan East (basso), Alfredo Paixao (basso), Gianluca Podio (piano e tastiere) e Greg Mathieson (piano e hammond). J-Ax (voce in "Il sole dentro me")


Tracklist

1. Il sole dentro di me
2. Dimentica
3. Cuore di pietra
4. Anime che girano
5. Sesso e chitarra elettrica
6. Io vivo fra le nuvole


E quello che abbiamo detto per Gianna Nannini può essere replicato pari pari per Pino Daniele che però propone qualcosa di novo sotto il profilo della proposta marketing: un disco in parte elettrico e in parte acustico, offerto in due tranche separate, una in primavera e l'altra i autunno. Sono solo sei canzoni a un prezzo ridotto (ma non ridottissimo) che assieme alle sei della "Acoustic Jam" forniranno uno spaccato della situazione attuale del chitarrista napoletano.

Nonostante gli ultimi contorcimenti e i cambi di pelle, sembra che i tempi migliori dell'ex protagonista della fusion napoletana siano ormai alle spalle. Su sei canzoni ce ne sono un paio che si salvano, una paio di riempitivi e un paio di inutili. Anche qui quindi siamo nella dimensione ideali del singolo, ma il singolo non si usa più, non si vende (ma si scarica da iTunes). In fin dei conti Pino ha fatto quello che una volta si definiva Ep, un cd ridotto con pochi pezzi e ha cercato di farlo al meglio. Se poi il meglio adesso si limita a questo bisogna prenderne atto e tenerne conto. Questa è l'offerta: se piace siamo qui, se non piace ... appuntamento in autunno.

La parte che non mi è del tutto chiara è perché, in periodi di morte del disco, inteso come support fonografico, di mercato statico se non in depressione, l'offerta, anziché seguire il ritmo della domanda, continua a essere molto alta e anche nomi affermati, come la Nannini o come Pino Daniele, sentano il bisogno, il desiderio, la voglia di essere presenti sul mercato, sui cataloghi, nei sempre più rari negozi di dischi, negli scaffali dei centri commerciali, negli Autogrill con dei lavori nuovi. Non capisco perché gente che potrebbe non avere fretta e lavorare con più calma a fare un buon prodotto (ragazzi, la Nannini e Pino Daniele hanno diritto a essere considerati delle glorie della canzone d'autore italiana!) , anziché stare fermi un turno e passare comunque dal via a prendere i diritti d'autore per quanto già fatto in passato, debbano scendere nell'arena e misurarsi con questi tempi avventurati.

Cerchiamo di essere chiari più che mai. I prodotti sono assolutamente decenti, in alcuni momenti belli, ma è la dimensione lunga dell'album che al momento sembra difficile da affrontare. Forse l'album nuovo serve come traino per garantirsi il giro di concerti da cui penso che derivi la maggior parte degli introiti di un artista in questi tempi. Ma sinceramente voi andreste a un concerto di Pino Daniele solo per sentire "Sesso e chitarra elettrica" o preferireste ascoltare "Napul'è" o "Na tazzulella 'e cafè" o "Quanno chiove"?

Per dare un tocco di modernità anche Pino Daniele si accompagna nel brano che apre le danze (buono) "Il sole dentro me" ai rappamenti di accompagnamento di J-Ax. Sembrano meno appiccicati sopra rispetto a quelli di Fabri Fibra nel disco di Gianna Nannini. Forse perché l'approccio fusion-folk di Pino Daniele è pù vicino alla atmosfere del rap.

"Dimentica" è un altro buon brano, molto classico nel suo incedere. Stessa voce di sempre, stessa maestria musicale, stessa gradevolezza globale nel porgere e la stessa tendenza a una cert ripetitività di fondo, quella che ha sempre reso un po' accidentato arrivare alla fine di un album di Pino Daniele che rende al meglio sempre nelle canzoni iniziali o nel singolo brano staccato dal contesto. "Dimentica" è un buon brano caratterizzato dalle conseute commistioni con l'inglese. Il testo è quello che è, non si cava sangue dalle rape: "e mentre vado via mi giro un attimo / è il mio modo di dirti / dimentica / non lasciarmi così (non lasciarmi così) / ho sognato di vivere insieme a te / eravamo così, così come adesso / il tuo amore sul mio petto / ed un letto da dividere per sempre insieme / it's moonlight baby (insieme) / it's moonlight baby (per sempre, insieme) / it's moonlight baby (it's moonlight baby) / it's moonlight baby (it's movin on)"

Forse si potrebbe dare credito anche alla successiva "Cuore di pietra", che ha un bell'incedere nel canto e si concede l'emozione di qualche variazione in più nella voce, dal falsetto-assoluto al falsetto-basso, ma la noia arriva presto a reclamare la sua parte di bottino. "Cuore di pietra" ascoltata a sé starebbe anche in piedi, nell'economia del disco inizia a essere difficoltosa.

Francamente dimenticabili le tre canzoni che concludono l'album, dove, arrivando all'assurdo, un album di soli sei pezzi arriva ad apparire lungo. Pino Daniele, peraltro, era appena uscito nel 2007 con "Il mio nome è Pino Daniele e vivo qui" che già apparteneva alla categoria dei dischi stanchi. Non era forse meglio aspettare il momento del set acustico, lavorare di forbici e di colla, scremare, ricompattare, suonare di meno e cantare di più e sfornare un album che avesse più di un paio di brani da ricordare?

Pino Daniele
"Electric jam"
Rca/Sony Music - 2009
In tutti i negozi di dischi

Pino com'era: "Na tazzulella 'e cafè" al Club Tenco 1993

Sul web
Sito ufficiale
Ultimo aggiornamento: 25-05-2009
HOME