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Le BiELLE RECENSIONI
Massimo Bubola: "Dall'altra parte del vento"
11 canzoni (+ tre) per l'11 gennaio
di Lucia Carenini


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Musicisti:
Massimo Bubola: voce, chitarre acustiche
ed elettriche, dobro, armonica a bocca, cori
Simone Chivilò: chitarre acustiche, elettriche, dobro, banjo, lap steel, slide, cori
Eduardo Hebling: contrabbasso
Moreno Marchesin: Batteria e percussioni
Erika Ardemagni: seconde voci e cori
Diego Mori, Lorenza "Lalla" Mori, Paco Ronzo: cori

Produzione:
Massimo Bubola e Simone Chivilò

Registrato da Pasquale Ronzo
presso Le Pareti Sconnesse Studio
Masterizzato da Claudio Giussani
presso gli studi Nautilus di Milano

Tracklist

1. Rimini - (Bubola-De André)
2. Volta la carta - (Bubola-De André
3. Andrea - (Bubola-De André)
4. Sally - (Bubola-De André)
5. Dall’altra parte del vento - (M.Bubola)
6. Invincibili - (testo M.Bubola, musica Cristiano De Andrè)
7. Fiume Sand Creek - (Bubola-De André)
8. Colline nere - (M.Bubola)
9. Don Raffaè - (testo Bubola-De André - musica De André e M.Pagani)
10. Se ti tagliassero a pezzetti - (Bubola-De André)
11. Una storia sbagliata - (Bubola-De André)
12. Hotel Supramonte - (Bubola-De André)
13.Zirichiltaggia - (Bubola-De André)
14.Canto del servo pastore - (Bubola -De André)

Dall’altra parte del vento è un disco particolare: non posso parlare bene, perché non mi è piaciuto, ma potrebbe essere un disco importante, perché è un documento. Cominciamo a dire che non è un disco di cover e facciamo un parallelo. Nel mondo dell’arte figurativa il pittore dipinge un quadro e i copisti – come dice la parola stessa – le copie, il valore delle quali, senza tirare in ballo Walter Benjamin, è notoriamente inferiore all’originale, salvo rarissime eccezioni. Nel nostro caso la situazione è diversa: più che di autore e di copista, si tratta piuttosto di garzone di bottega e di maestro..

Ma andiamo con ordine. Questa lettura dell’operazione la suggerisce lo stesso Bubola, nel comunicato stampa che accompagna il cd. Dice testualmente che in un anniversario così importante ha voluto dare “una rilettura filologica alle canzoni, scritte da Massimo Bubola con Fabrizio de André”. Già. Dice proprio così. Io non dubito della sua sincerità; ci credo che le canzoni siano state scritte da Massimo Bubbola con Fabrizio de André. Ma lì mi si è anche accesa una lampadina: sta a vedere che le canzoni erano così a un certo stadio della lavorazione. Ossia prima che De André aggiungesse il suo tocco magico trasformandole in qualcosa di diverso. E soprattutto cantandole con la sua Voce. Quella voce e quell’interpretazione che fanno la differenza.

Ed ecco allora l’importanza del disco: se questa lettura è realistica, allora siamo davanti a un documento che ci dimostra tangibilmente la straordinaria abilità di Mastro De André il cesellatore. Torno alla bottega. L’allievo dipinge il suo quadro e lo porta al maestro. Il lavoro non è male, ma manca qualcosa. Il maestro osserva, poi, una pennellata qua, un ritocco là, un accento di luce in un punto e uno d’ombra in un altro, ne fa un capolavoro.

Ai tempi di Rimini, Massimo Bubola aveva vent’anni. Non sapeva cantare (non lo sa fare nemmeno adesso), ma sapeva scrivere e aveva delle idee. Fabrizio aveva il tocco di Re Mida e una voce straordinaria. Leonard Cohen – un altro per il quale (a detta dello stesso Bubola) Bubola potrebbe fare grandi cose – in Tower of songs scrive “I was born like this, I had no choice. I was born with the gift of a golden voice”. Per De André deve essere stato lo stesso Non aveva scelta, era nato con il dono di quella voce. Chiamiamolo destino, karma o pescepalla. Non ha importanza. Quello è. C’è chi ha il dono e chi non ce l’ha.

Poche sere fa alla televisione, in orario da spie russe hanno ritrasmesso uno speciale realizzato da Vincenzo Mollica. Stralci di interviste – a Fabrizio, a suoi collaboratori e ad altri artisti – intercalate a spezzoni di concerti. Ecco, in uno di questi sul palco con Fabrizio c’è un giovane Bubola che canta “Una storia sbagliata”. Trasuda felicità e ha – e qui uso le parole di un amico – “l’aria aperta e sorridente e l’espressione di chi si sente miracolato a camminare per strada sotto braccio alla Madonna”. Credo che in fondo Bubola sia consapevole di questo fatto, perché delle 14 canzoni contenute nel cd, 11 sono scelte tra le 21scritte dalla coppia (guarda caso non c’è Verdi Pascoli…), una è Colline nere, scritta dal solo Bubola (e si sente che manca qualcosa) nel periodo di Rimini e le due rimanenti sono dedicate a Fabrizio. Sono due belle canzoni, sincere toccanti e intense, lontane anni luce dal Bubola spocchioso e arrogante con il quale capita di imbattersi. Ecco, lui dovrebbe fare uno sforzo e lasciare uscire più spesso questa sua parte. Farebbe del bene a noi, ma soprattutto a se stesso. .

Massimo Bubola
"Dall'altra parte del vento"
Eccher Music - dicembre 2008
Nei negozi di dischi

Sul web
Sito ufficiale
Ultimo aggiornamento: 11-01-2009
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