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Le BiELLE RECENSIONI
Ear: "Asfodeli da conservare"
Esaltanti incontri di Capodanno. E musica sia!
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Musicisti:
Eulialia Grillo: violino;
Cristiano Sapori: voce, chitarra;
Andrea Barlotti: chitarra, cori

Ospiti: Sara Piolanti (voce in "Hic et nunc" e "Incontrastate")
Lucas Stoppa (Luke): percussioni, albero dei suoni, armonica e in generale tutto ciò che crea ritmo
Martinicca Boison (suonano e cantano in "Cose")
Mauro Sergio Neri Da Silva che con la sua arte ha espresso per immagine quello che noi abbiamo voluto esprimere in musica

Registrato presso l'audioroots recording studio di Bologna tra l'estate 2007 e la primavera del 2008. Gli strumenti suonati su disco sono stati ripresi con il loro suono natuale, senza alimentazione i corrente elettrica.
Registrazione: Matteo De Biagi. Mixaggio: Matteo De Biaggi; Andrea Barlotti, Cristiano Sapori
Senso: Chris e Andrea

Musica di Chris e Andrea
Parole di Chris


Tracklist

01 - 5 minuti
02 - Uscire di qui
03 - Mio di me
04 - Ame dorme
05 - Hic et nunc (capo mannu)
06 - Senza mollica (herbamate)
07 - Cose (la mia altalena)
08 - Tra oceano e cielo lo spazio della musica
09 - L'unico modo che ho di chiamarti
10 - Portami con te, trascinare
11 - Incontrastate (3-6-2-5)



E' meraviglioso iniziare l'anno, proprio il giorno di Capodanno, ascoltando il disco giusto, la musica giusta. Togliere la sovracopertina di plastica, aprire il booklet, mettere il cd nel lettore e capire che ci siamo. Per una volta, ancora per una volta ci siamo. Questa musica ci piace, queste canzoni ci piacciono. Questo è esattamente quello che volevamo sentire per iniziare nel modo migliore il 2009. Non so nemmeno bene per quale giro questo album sia arrivato fino a me, ma ne sono contenta. A volte i giri del destino seguono rotte prefissate e obbligatorie.

Nulla so degli autori e nulla del progetto Ear. Ridondante e romantico il titolo "Asfodeli da conservcare", ma una volta sentito l'album appare quasi necessario. So, dal libretto, che sono attivi attorno a Bologna, che almeno uno di loro (Cristiano Sapori) viene dalla Sardegna e che tra i collaboratori dell'album, in due brani, c'è la meravigliosa voce di Sara Piolanti dei Caravane de Ville (ma esisteranno ancora?). Molto altro però non serve sapere. Li immagino giovani perché fanno una musica che si partecipa col cuore e che, qua e là, è tappezzata anche da qualche ingenuità (nei titoli, nei testi, nel canto), ma contemporaneamente credo sia gente che si è ascoltata un bel po' di musica: a partire dal progressive degli anni '70, fino ai Dirty Three e al Tin Hat Trio, a cui rimanda la formazione a trio.

Ear non è un acronimo, per quanto ci vada vicino: Eulalia e Andrea, se si fossero messi con Roberto avrebbero formato gli Ear anche per acronimo, ma si sono messi con Cristiano e "Eac" non significa niente al contrario di "Ear", orecchio in inglese, per un disco che è necessario ascoltare con attenzione, con passione, con buona volontà. E poi ascoltare e ascoltare ancora perché sfumature, suoni ed echi possono non essere stati percepiti al primo ascolto. Ma, attenzione, è proprio il primo ascolto a essere determinante. "Asfodeli da conservare" non è un album normale, non può passare inosservato. E' un disco che colpisce forte e che, forse, può non piacere, ma di sicuro non lascia indifferente.

Paesaggi di ampi spazi sonori, atmosfere che si dilatano e si rincorrono, lunghe fughe musicali anche all'interno dei brani cantati, mentre per due canzoni si rinuncia completamente alle parole: l'introduttiva "5 minuti" e l'intermedia "Tra oceano e cielo lo spazio della musica". Peraltro se restiamo strettamente sul versante delle parole (e non dei suoni delle parole stesse) abbiamo i pochi appunti critici riguarda a un disco che per il resto ci convince in pieno. Si parlava di ingenuità: la si ritrova in titoli che fanno ricorso troppo spesso alle parentesi (quattro volte su undici. E' come ammettere che il titolo da solo non spiega). "Portami con te, trascinare" ha poi un inutile cambio di modo verbale dal finito all'infinito che ricorda molto le tentazioni prog degli anni '70. "Mia di me" è carina nel suo ricercato infantilismo, ma è un po' isolata in un contesto che non riporta spesso al gioco o all'infanzia o alle carinerie (se non musicali) . "Ame dorme" poi mi sfugge completamente e in questo caso non c'è nemmeno il sottotitolo che possa aiutare.

In generale i testi seguono una rotta criptico-intimista che sembra molto finalizzata al suono, a volte a scapito del senso immediato. Ma la suggestione colpisce più profonda: "Semmai la mia bugia era il sole per magia /(... questo incrocio di rime che ho) / magari è fantasia ma io stringo la mia scia / (... sono il sangue di quello che so)" ("Amo dorme").

Ma in fondo sono i lunghi steli dell'asfodelo che danno vibrazioni sottili nel vento, piccoli contrasti che non cancellano il piacere di fondo. E' un accumulo di materiali che attraverso il suono del violino, due chitarre e due voci che si intersecano in continuazione creano la meraviglia delle canzoni. "E' possibile esprimere in musica i colori segreti dell'estate?" si chiedono gli Ear sul sito. E' possibile. Il risultato è un fiore in musica. "Asfodeli da conservare" è un album di speranza", dicono ancora sul sito. Certo: speranza, serenità. armonia, flusso di pensieri e la necessità di salvaguardarli, di farne forma-canzone perché non volino via.

Ear
"Asfodeli da conservare"
Autoprodotto - 2008
Ai concerti o per posta elettronica

Sul web
Sito ufficiale
Ultimo aggiornamento:03-01-2009
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