
Ascolti collegati

Michele Gazich
La nave dei folli |

Espanta Bruixas
Canti di fortuna |

Domenico Fiumanò
Il biciclettista |

Pippo Pollina
Bar Casablanca |

Ivan Segreto
Ampia |

OttobreScirocco
Ottobre Scrirocco |
Musicisti:
Ideato, scritto e “assemblato”, tra Brescia e Locarno,
da Beppe Donadio.
Testi
e musiche di Beppe Donadio, ad eccezione di “Calciatori
e Cantanti”, testo di Alberto Albertini, musica di Beppe
Donadio. Arrangiamenti di base e pre-produzione, arrangiamento
e direzione dei cori di Beppe Donadio (grazie a Stefania, Elena
e Claudio per l’apporto creativo). Perfezionamento degli
arrangiamenti ritmici di Elio Rivagli e Franco Testa. “Grazie
dei Fior”, “Incubi e deliri”, “Il Programma
delle dediche”, “Elvis Presley sia con voi”
testi e realizzazione di Beppe Donadio.
Registrato,
mixato e masterizzato da Emilio Rossi al Phoenix Studio di Castelmella
(BS) dal 28.03.2008 (“Le Ultime Parole Famose”) al
11.08.2008 (“Maestrale”) , assistente Emanuele Bresciani.
“Salmo di Liberace” registrato da Beppe Donadio nell’Antica
Pieve di Gussago (BS).
Pianoforte
registrato al Phoenix Studio il 13 e 14 giugno 2008. Steinway
& Sons B211 fornito dalla ditta Passadori di Brescia (www.passadori.it).
Cori, tastiere addizionali e percussioni registrati da Beppe Donadio
nel Bunker di Botticino (BS).
Produzione
artistica: Beppe Donadio
Consulenza
artistica: Emilio Rossi
Produttore
esecutivo: Alberto Albertini per la Fusione
La
copertina di “Houdini” è un’idea di Beppe
Donadio, la fotografia della copertina è di Mauro Rossi,
“Click Foto” – Flero (BS). Booklet: servizi
fotografici a cura di Mauro Rossi e Daniele Vezzoli per “Click
Foto” – Flero (BS).
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Tracklist
01. Grazie dei fior
02. Tempo al tempo
03. Incubi e deliri
04. Dieci piccoli indiani
05. L’uomo dello spazio
06. Houdini
07. Caramelle
08. Il programma delle dediche
09. Boyband
10. Maestrale
11. Stefy d.
12. Aprile
13. Maria e gli uomini
14. Fragile
15. Briciole (parte prima)
16. La mia idea del futuro
17. Alberto ?
18. Salmo di Liberace
19. Elvis Presley sia con voi
20. Sad snack blues
21. Funerale per cantautore
22. Le faremo sapere
23. Le ultime parole famose
24. Calciatori e cantanti
25. Briciole (parte seconda)

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Certo
che fare un disco oggi è diventata un'impresa. Degna forse
dell'abilità di Houdini. Questo deve aver pensato Beppe Donadio,
al momento di imbarcarsi nell'operazione, difficilissima, di produrre
il secondo disco. Beppe Donadio è un cantautore e pianista
bresciano, che ha fatto parte dell'operazione "La nave dei
folli" di Michele Gazich e che , dopo un primo disco, "Merendine"
che ha avuto successo in Svizzera, è arrivato al secondo
album, questo "Houdini".
Ma l'escapista di inizi novecento è solo
uno stimolo che dura più che altro una canzone, quella
omonima: "La figura di Houdini - dice Donadio sul
libretto del disco - mi ha affascinato fin da bambino. Il
film con Tony Curtis - il solito falso storico tipicamente americano
- ha fatto il grosso: la morte del mago entro la pagoda è
stato un dolore almeno simile ai film con il bambino dei palloncini
... Ho cercato di riabilitare la morte del mago Houdini, di darle
un motivo che non fosse solo tecnico". Obiettivo raggiunto,
ma Houdini è un effetto secondario del disco. Il principale
è fare un concept album su come sia dificile la vita e
la professione di un cantautore.
Per raccontare questo Donadio non si nega nulla: le telefonate
a una radio libera, i siparietti quasi comici, le voci fuori campo
(i "fini dicitori", tra cui Alessandro Ducoli) e addirittura
la sceneggiatura del proprio funerale (rock, ovviamente). I nomi
citati della mitologia musicale sono Jim Morrison Elvis Presley,
Jimi Hendrix. Perché fondamentalmente questo è e
resta una bellissimo album sulla musica, sull'amore per la musica
e sulla vita che è musica e alla musica si mischia e si
discerne. Non a caso la miglior canzone di un ottimo album è
"Le ultime parole famose"
che cita così: "C'era una volta la sala concerti
/ e i concorsi per Rock and roll band / autorimesse come sale
prove / e pomeriggio consumatori in tre, a suonare. / C'era una
volta un negozio di dischi / da cui facevamo download / elle idee
ei dennati poeti / quelli dell'inganno del rock. E si suonava
qualuqnue cosa / perché la musica andava di moda .... /
erano le ultime parole famose / quelle che dovevano cambiarci
la vita / nonostante tutto credo ancora nelle canzoni".
Donadio, dotato di una versatilità a tuta prova, ce le
canta in tutti i modi: soprattutto con le belle e morbide ballatone
pianistiche che fanno un poco Venditti degli esordi e molto America
cantautorale o west-coast, per passare poi al rock di "Dieci
piccoli indiani", al gospel di "Funerale
per cantautore", al vocalese di "Boyband"
(cantata da Beppe D. e i Ragazzi bresciani), al blues di "Sad
snack blues", per tornare poi alle morbide
ballate come "Tempo
al tempo" e "Maestrale
(Berlino 1989)", dedicata al crollo del muro.
Per farlo si è circondato di una serie di ottimi musicisti,
in tempi successivi, come Elio Rivagli e Franco Testa che, con
batteria e basso rispettivamente, costituiscono l'ossatura ritmica
del'intero disco. Poi, in ordine sparso, ci sono il violino di
Michele Gazich che occhieggia qua e là, chitarre elettriche
ed acustiche, le voci di Elena Sbalchiero e Stefania Martin per
un volume di suono totale elevato e compatto. Ma non contento,
fluviale, sceglie di riempire a tappo i solchi a disposizione,
per un totale che sfiora gli 80 minuti di musica, che si dipanano
lungo 25 brani. Troppi? No. Però se il concept album richiede
anche i siparietti parlati, l'ascolto ripetuto del disco (come
sempre dovrebbe accadere e come si vorrebbe fare accadere quando
un disco piace) si inceppa in questi siparietti che diventano,
a gioco neanche tanto lungo, stucchevoli e fastidiosi. Perché
uno dovrebbe ascoltare più di una volta la ragazzina dall'orribile
accento che spiega a una radio bresciana a chi dedica un brano?
Questo capita quando non si vuole capire la differenza tra spettacolo
e disco. E allora si sceglie di selezionare solo le canzoni che
più piacciono: "Houdini", "Le
ultime parole famose", "Dieci piccoli indiani",
"Le ultime parole famose", "Maestrale", "Tempo
al tempo", "Maria e gli uomini",
perdendo magari per strada "Briciole", "Aprile",
"Caramelle" che invece non meriterebbero
di essere perse. E soprattutto frantumando il concetto stesso
di concept. Difficile equilibrio da trovare, ma, diciamolo pure,
queste in fondo sono note a margine.
Resta che Donadio ( o Beppe D.) ha sfornato un ottimo album da
godere anche per i cambi repentini di atmosfere che rendono impossibile
annoiarsi, tra un cambio di costume e l'altro. Anche se poi alla
fine di tutte queste metamorfosi l'effetto generale è sfuggente
come quell'Houdini che il titolo cita. Un pop-rock d'autore di
grande valore e di estrema piacevolezza. Da non trascurare e da
non farsi sfuggire.
Beppe
Donadio
"Houdini"
Autoprodotto
- 2009
Ai concerti o sul
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