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Le BiELLE RECENSIONI
Beppe Donadio: "Houdini"
La difficile arte di fare il cantautore: una magia!
Leon Ravasi


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Musicisti:
Ideato, scritto e “assemblato”, tra Brescia e Locarno, da Beppe Donadio.
Testi e musiche di Beppe Donadio, ad eccezione di “Calciatori e Cantanti”, testo di Alberto Albertini, musica di Beppe Donadio. Arrangiamenti di base e pre-produzione, arrangiamento e direzione dei cori di Beppe Donadio (grazie a Stefania, Elena e Claudio per l’apporto creativo). Perfezionamento degli arrangiamenti ritmici di Elio Rivagli e Franco Testa. “Grazie dei Fior”, “Incubi e deliri”, “Il Programma delle dediche”, “Elvis Presley sia con voi” testi e realizzazione di Beppe Donadio.

Registrato, mixato e masterizzato da Emilio Rossi al Phoenix Studio di Castelmella (BS) dal 28.03.2008 (“Le Ultime Parole Famose”) al 11.08.2008 (“Maestrale”) , assistente Emanuele Bresciani. “Salmo di Liberace” registrato da Beppe Donadio nell’Antica Pieve di Gussago (BS).

Pianoforte registrato al Phoenix Studio il 13 e 14 giugno 2008. Steinway & Sons B211 fornito dalla ditta Passadori di Brescia (www.passadori.it). Cori, tastiere addizionali e percussioni registrati da Beppe Donadio nel Bunker di Botticino (BS).

Produzione artistica: Beppe Donadio
Consulenza artistica: Emilio Rossi
Produttore esecutivo: Alberto Albertini per la Fusione
La copertina di “Houdini” è un’idea di Beppe Donadio, la fotografia della copertina è di Mauro Rossi, “Click Foto” – Flero (BS). Booklet: servizi fotografici a cura di Mauro Rossi e Daniele Vezzoli per “Click Foto” – Flero (BS).

Tracklist

01. Grazie dei fior
02. Tempo al tempo
03. Incubi e deliri
04. Dieci piccoli indiani
05. L’uomo dello spazio
06. Houdini
07. Caramelle
08. Il programma delle dediche
09. Boyband
10. Maestrale
11. Stefy d.
12. Aprile
13. Maria e gli uomini
14. Fragile
15. Briciole (parte prima)
16. La mia idea del futuro
17. Alberto ?
18. Salmo di Liberace
19. Elvis Presley sia con voi
20. Sad snack blues
21. Funerale per cantautore
22. Le faremo sapere
23. Le ultime parole famose
24. Calciatori e cantanti
25. Briciole (parte seconda)




Certo che fare un disco oggi è diventata un'impresa. Degna forse dell'abilità di Houdini. Questo deve aver pensato Beppe Donadio, al momento di imbarcarsi nell'operazione, difficilissima, di produrre il secondo disco. Beppe Donadio è un cantautore e pianista bresciano, che ha fatto parte dell'operazione "La nave dei folli" di Michele Gazich e che , dopo un primo disco, "Merendine" che ha avuto successo in Svizzera, è arrivato al secondo album, questo "Houdini".

Ma l'escapista di inizi novecento è solo uno stimolo che dura più che altro una canzone, quella omonima: "La figura di Houdini - dice Donadio sul libretto del disco - mi ha affascinato fin da bambino. Il film con Tony Curtis - il solito falso storico tipicamente americano - ha fatto il grosso: la morte del mago entro la pagoda è stato un dolore almeno simile ai film con il bambino dei palloncini ... Ho cercato di riabilitare la morte del mago Houdini, di darle un motivo che non fosse solo tecnico". Obiettivo raggiunto, ma Houdini è un effetto secondario del disco. Il principale è fare un concept album su come sia dificile la vita e la professione di un cantautore.

Per raccontare questo Donadio non si nega nulla: le telefonate a una radio libera, i siparietti quasi comici, le voci fuori campo (i "fini dicitori", tra cui Alessandro Ducoli) e addirittura la sceneggiatura del proprio funerale (rock, ovviamente). I nomi citati della mitologia musicale sono Jim Morrison Elvis Presley, Jimi Hendrix. Perché fondamentalmente questo è e resta una bellissimo album sulla musica, sull'amore per la musica e sulla vita che è musica e alla musica si mischia e si discerne. Non a caso la miglior canzone di un ottimo album è "Le ultime parole famose" che cita così: "C'era una volta la sala concerti / e i concorsi per Rock and roll band / autorimesse come sale prove / e pomeriggio consumatori in tre, a suonare. / C'era una volta un negozio di dischi / da cui facevamo download / elle idee ei dennati poeti / quelli dell'inganno del rock. E si suonava qualuqnue cosa / perché la musica andava di moda .... / erano le ultime parole famose / quelle che dovevano cambiarci la vita / nonostante tutto credo ancora nelle canzoni".

Donadio, dotato di una versatilità a tuta prova, ce le canta in tutti i modi: soprattutto con le belle e morbide ballatone pianistiche che fanno un poco Venditti degli esordi e molto America cantautorale o west-coast, per passare poi al rock di "Dieci piccoli indiani", al gospel di "Funerale per cantautore", al vocalese di "Boyband" (cantata da Beppe D. e i Ragazzi bresciani), al blues di "Sad snack blues", per tornare poi alle morbide ballate come "Tempo al tempo" e
"Maestrale (Berlino 1989)", dedicata al crollo del muro.

Per farlo si è circondato di una serie di ottimi musicisti, in tempi successivi, come Elio Rivagli e Franco Testa che, con batteria e basso rispettivamente, costituiscono l'ossatura ritmica del'intero disco. Poi, in ordine sparso, ci sono il violino di Michele Gazich che occhieggia qua e là, chitarre elettriche ed acustiche, le voci di Elena Sbalchiero e Stefania Martin per un volume di suono totale elevato e compatto. Ma non contento, fluviale, sceglie di riempire a tappo i solchi a disposizione, per un totale che sfiora gli 80 minuti di musica, che si dipanano lungo 25 brani. Troppi? No. Però se il concept album richiede anche i siparietti parlati, l'ascolto ripetuto del disco (come sempre dovrebbe accadere e come si vorrebbe fare accadere quando un disco piace) si inceppa in questi siparietti che diventano, a gioco neanche tanto lungo, stucchevoli e fastidiosi. Perché uno dovrebbe ascoltare più di una volta la ragazzina dall'orribile accento che spiega a una radio bresciana a chi dedica un brano?

Questo capita quando non si vuole capire la differenza tra spettacolo e disco. E allora si sceglie di selezionare solo le canzoni che più piacciono: "Houdini", "Le ultime parole famose", "Dieci piccoli indiani", "Le ultime parole famose", "Maestrale", "Tempo al tempo", "Maria e gli uomini", perdendo magari per strada "Briciole", "Aprile", "Caramelle" che invece non meriterebbero di essere perse. E soprattutto frantumando il concetto stesso di concept. Difficile equilibrio da trovare, ma, diciamolo pure, queste in fondo sono note a margine.

Resta che Donadio ( o Beppe D.) ha sfornato un ottimo album da godere anche per i cambi repentini di atmosfere che rendono impossibile annoiarsi, tra un cambio di costume e l'altro. Anche se poi alla fine di tutte queste metamorfosi l'effetto generale è sfuggente come quell'Houdini che il titolo cita. Un pop-rock d'autore di grande valore e di estrema piacevolezza. Da non trascurare e da non farsi sfuggire.

Beppe Donadio
"Houdini"
Autoprodotto - 2009
Ai concerti o sul sito

Sul web
Sito ufficiale
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Ultimo aggiornamento:20-03-2009
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