
Ascolti collegati

Mattia Donna
Sulla
strada |

Dente
L'amore fa male |

Beppe Donadio
Houdini |

Valerio Sanzotta
Novecento |

Fabularasa
En plein air |

Creme
Sulla collina |
Musicisti:
Pierluigi Campa
(batteria); Santino Isgrò (batteria "La casa delle
ombre"); Matteo Pezzolet (basso e contrabbasso); ALberto
Musco (basso "La casa dele ombre"); Emiliano Bonafede
(chitarra elettrica);Marco Bellotti (chitarra elettrica e cori
"Lo stato delle cose"); Riccardo Serradifalco (chitarra
elettrica"Ne profondo"); Claudio Terzo (sax "Nel
profondo"); Ugo Puglisi (clarinetto e sa); Claudio Montalto
(tromba); Fbrizio Oddo (trombone); Salvo Compagno (percussioni);
Sergio Serradifalco (banjo, mandolino, cavachigno e contrabbasso);
Toti Poeta (voce, chitarra acustica, chitarraelettrica, pianoforte,
rhodes, organetto, xilofono).
Scritto, suonato e prodotto da Toti Poeta, Progetto grafico: Toti
Poeta
Registrato nei mesi di gennaio e febbraio 2008 tra Roma e Gualtieri
(Messina).
|
|
Tracklist
01. Lo stato delle cose
02. Freak or frac
03. Le cose che non si dicono
04. La casa delle ombre
05. Le nuove primavere
06. Nel profondo
07. Terre libere
08. Autolesioni
09. Comuni immortali
|

|
|
Non
è freak, non è in frac ... e allora non interessa
a nessuno! Usiamo le parole di Toti Poeta stesso per entrare nel
suo mondo musicale. La canzone "Freak or frac" racconta,
con piacevole autoironia, la storia di un ragazzo che "voleva
solo cantare", ma "l'indipendente ti vuole freak, la casa
major ti vuole in frac / io non ho alcuna possibilità / e
sto cominciando a credere che non c'è nessuno che crede in
me / sono nel purgatorio, il mio girone canoro". E' un ritratto
anche realistico.
Però Toti Poeta, un nome che sembra uno pseudonimo,
ha la grazia delle cose che stanno per iniziare, dei fiori
che stanno per sbocciare. Undici canzoni che riescono a comunicare
emozioni e sensazioni, porte con delicatezza, ma con stile. Disco
minimale, ma non povero, eminentemente chitarristico. Di grande
gradevolezza.
"Andare è più facile che restare / cambiare
per non cambiare: lo stato delle cose / trovare un luogo funzionale
per potersi accomodare / è comodo usuale". ("Lo
stato delle cose"). Toti usa modi piani per proporre
concetti chiari, sia che parli di amori finiti, che di musica o
di vita in genere: "dovrei imparare a parlare / e dire
più spesso senza paure che non mi va. / Cercherò le
parole che non si dicono / come gocce che piano cadono in un oceano
buio e gelido / che cresce piano dentro me, tra le paure"
("Le cose che non si dicono"),
ma ci vuole chiarezza anche perdire le cose che non si dicono.
La paura ritorna anche nel pezzo successivo: "C'è
chi non sche aver paura delle ombre / è come chiudere gli
occhi / lasciarsi cadere nel fondo dei nostri orrori / ... / il
nemico ha le chiavi di casa / fuori nessuno si è accorto
/ il nemico ha le chiavi di casa / dorme tranquillo accanto a me"
("Le casa delle ombre") e di
ottimismo non splende nemmeno "Nel profondo":
"Solo, senza santi a cui rivolgere il pensiero / senza
un'ente a cui richiedere il perdono / sono solo ... / Vedo che la
gente scende a patti con il credo / ... / e passa la paura di restare
nel profondo / solo, solo nel profondo".
Se poi analizziamo le successive e scopriamo titoli come "Autolesionisti"
("Frullerò nella mia mente i tormenti che mi hanno
reso csì distante dall'idea che ho di me / ... / L'autolesionismo
è un male tremendo") o "Comuni
immortali" ("La più grande paura
che abbia mai provato / è quella di lasciare le cose all'intentato")
ne verrebbe fuori un quadro per niente lieto, un pessimismo cronico
degno del miglior (peggiore?) Claudio Lolli. Ma in fondo non è
così. Le parole, una volta cantate e diventate canzoni, volano
molto più leggere sulle note e il quadro che emerge, più
che pessimismo è un tenero cercare, un romantico indagare
sulle strade della creazione e formazione di una personalità,
quando si è sufficientente giovani per permettersi di essere
pessimisti.
In questo quadro fa eccezione "Terre libere"
che è invece una canzone di "lotta" si potrebbe
dire con tutti i distinguo del caso. Toti Poeta, se non vado errata,
viene dalla Sicilia e allora queste frasi assumono ancora più
significato: "Ma sono nato qui, non posso vivere / lontano
dalle vie di terre libere / e puoi sfidare il mare, dimenticar l'odore
/ di terra che è bruciata dal sole e dal dolore / Ma oggi
non si muore / E sono nato qui dove tutto succede / la gente non
ricorda e tutto passa indifferente / su terre libere, su terre libere".
Un'ultimo appunto per "Le nuove primavere",
forse la migliore del mazzo: canzone d'amore, a suo modo, con sofferenza
e dolore, ma non banale, mai. " Chiedo solo pietà
se ti ho fatto soffrire / se hai creduto di avere tra le mani il
mio domani, tra i tuoi giorni i miei giorni. / Mi parlavi di sogni,
io non capivo i tuoi bisogni ed ho compreso quant'è difficile
parlarsi davvero / .... / Ti scorderai di me, ti scorderai del dolore
/ dimenticherai un trucco, una favola, un sogno che volevi immaginare
/ Ti scorderai di me e sarà come respirare / dimenticherai
il giorno in cui mi hai conosciuto e riderai sul tempo che è
passato". Triste, è vero. Ma è amore. Chi
può dubitarne?
Attenzione alla traccia fantasma. Merita di essere ascoltata.
Toti
Poeta
"Lo stato delle cose"
Malintenti - 2008
Nei negozi di dischi e sul
sito
|