Una Brigata
di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.
Le
BiELLE RECENSIONI
Roggiu
de mussa pin-a: "Flou migration" Da una frase
di De André, musiche narranti di
Leon Ravasi
Ascolti collegati
Cristiano
De André De Andrè canta
De Andrè
Fabrizio
De Andrè
In direzione ostinata
e contraria
Ear Asfodeli
da conservare
Lou Dalfin Virasolelhs
Camillo Cromo
Musiche oniriche
per film immaginari
Fabularasa
En plein air
Musicisti:
Davide
Bonfanti (ghironda acustica ed elettrica); Samuel Collette (batteria);
Felice Cosmo (violino e pianoforte); Giampiero Sicurella (chitarra
acustica); Gabriele Zamboni (fisarmonica e chitarra acustica)
Ospiti:
con
la partecipazione straordinaria di Alessandra Cecala al contrabbasso
e basso elettrico
Musiche composte e interpretate da tutto il gruppo
Prodotto da Annibale Bartolozzi per Upr-Peones
Registrato presso Virus Studio di Monteriggioni (Si) da Alessandro
Guasconi e Jacopo Pettini
Progetto grafico e copertina Rossana Bossini
Tracklist
01. Canzone amena
02. Cerchio di gesso
03. Blucosio
04. Valtz N.1
05. Etoil noir
06. Slow migration
07. Opera galleggiante
08. Lontana da me
"Destacchete
Jamin-a / lefre da uga spin-a / fatt'ammià Jamin-a / roggiu
de mussa pin-a" (Staccati Jamina / labbra di uva spina / fatti
guardare Jamina / getto di fica sazia). Da questa frase parte questo
gruppo, da una frase sola, ma di una grande canzone ("Jamin-a"
di Fabrizio De André da "Creuza de ma") parte un
album che non riporta nessuna parola, ma un pieno di musica ed è
tutta musica molto bella, un modo meraviglioso di chiudere l'anno.
Non sono una piccola orchestra i Roggiu de mussa pin-a (letteralmente
"getto di fica sazia"), ma sono cinque persone che, all'ombra
delle ghironde in fiore, hanno scelto di fare musica narrativa.
Una colonna sonora che percorre la dorsale appenninica da nord a
sud dell'Italia.
Davide
Bonfanti alla ghironda acustica ed elettrica, Samuel Collette alla
batteria, Felice Cosmo al violino e pianoforte, Giampiero Sicurella
alla chitarra acustica, Gabriele Zamboni alla Fisarmonica e chitarra
acustica costituiscono il gruppo che si completa con la partecipazione
straordinaria di Alessandra Cecala al contrabbasso e basso elettrico;
Nati come trio acustico di impostazione folk, il discorso dei Roggiu
de mussa pin-a si è ampliato con l'ingresso del violinista
e pianista Felice Cosmo e del percussionista Samuel Collette.
Tutto il gruppo, prodotto da Annibale Bartolozzi, si assume il compito
di scrivere e interpretare i brani che a volte assumono la forma
di vere e proprie canzoni non cantante anche se non hanno titoli
particolarmente esplicativi: curioso il "Blucosio"
che potrebbe essere dello zucchero tinto di blu, misteriosa la lunga
"Slow migration", suadente ed
avvolgente, ma solo lontanamente ammantata di altre sonorità
che possano suggerire un altrove sonoro come dovrebbe essere per
della musica migrante. Forse solo le percussioni raccontano una
storia di viaggio. Il resto sembra svolgersi in territori molto
più vicini. Esplicito invece il "Valtz N.1"
che, a tutti gli effetti, è effettivamente un valzer.Fascinosa
la conclusiva "Lontano da me"
dall'empito struggente e malinconico. Ma il compito del rompighiaccio,
svolto egregiamente, è della prima canzone "Canzone
amena", che forse non sarà del tutto amena,
ma è piena, gravida, forse come il getto della fica di cui
sopra e ti trascina all'interno del disco, da cui gli altri brani
hanno il pregio di non farti staccare mai.
"Canzone amena" è già
stata pubblicata nella raccolta "Laratro 2007",
concorso al quale hanno partecipato finendo secondi e guadagnando
l'attuale contratto discografico. Nello stesso, come vedrete sotto,
si erano esibiti all'ultima edizione del Festival della Musica di
Mantova.
La loro musica è fondamentalmente folk, che loro definiscono
"terapeutico e di facile ascolto" e difficilmente troveremmo
spunti per contraddire queste affermazioni. I Roggiu si sono formati
nel 2007 e discendono da varie provenienze geografiche e musicali
(Brescia, Altamura, Genova, Saint-Lo e Catania). Tra le ascendenze
nobili citano Yann Tiersen, Ruichi Sakamoto, Sigur Ros e Radiohead
e qualcosa al primo e ai terzi forse devono anche. I brani proposti
sono tutti originali e tutti strumentali, ma l'alternanza dei colori
consente che non vi siano momenti morti nel procedere del disco,
che peraltro ha il vantaggio non trascurabile di non essere eterno.
La misura giusta per gustare una musica siffatta. Certo che dal
vivo, come mostra il video qua sotto registrato al Mantova Musica
Festival, la band ha l'occasione per esprimere al meglio il proprio
potenziale.
Molto altro su loro su di loro per adesso non c'è o non si
trova facilmente. Non resta che ascoltarli, cercarli in giro o su
internet e fidarsi delle prime impressioni. Il disco è un
buon disco, la resa è di sicuro effetto. Gli obiettivi e
i traguardi, per ora, sono difficili da identificare. Ma interessanti.
Roggiu
de mussa pin-a
"Flou Migration"
Upr - Ultimo piano records - 2009 Nei negozi di dischi