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Le BiELLE RECENSIONI
Roggiu de mussa pin-a: "Flou migration"
Da una frase di De André, musiche narranti
di Leon Ravasi


Ascolti collegati


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Musicisti:
Davide Bonfanti (ghironda acustica ed elettrica); Samuel Collette (batteria); Felice Cosmo (violino e pianoforte); Giampiero Sicurella (chitarra acustica); Gabriele Zamboni (fisarmonica e chitarra acustica)


Ospiti:
con la partecipazione straordinaria di Alessandra Cecala al contrabbasso e basso elettrico

Musiche composte e interpretate da tutto il gruppo

Prodotto da Annibale Bartolozzi per Upr-Peones

Registrato presso Virus Studio di Monteriggioni (Si) da Alessandro Guasconi e Jacopo Pettini
Progetto grafico e copertina Rossana Bossini



Tracklist

01. Canzone amena
02. Cerchio di gesso
03. Blucosio
04. Valtz N.1

05. Etoil noir
06. Slow migration
07. Opera galleggiante
08. Lontana da me


"Destacchete Jamin-a / lefre da uga spin-a / fatt'ammià Jamin-a / roggiu de mussa pin-a" (Staccati Jamina / labbra di uva spina / fatti guardare Jamina / getto di fica sazia). Da questa frase parte questo gruppo, da una frase sola, ma di una grande canzone ("Jamin-a" di Fabrizio De André da "Creuza de ma") parte un album che non riporta nessuna parola, ma un pieno di musica ed è tutta musica molto bella, un modo meraviglioso di chiudere l'anno. Non sono una piccola orchestra i Roggiu de mussa pin-a (letteralmente "getto di fica sazia"), ma sono cinque persone che, all'ombra delle ghironde in fiore, hanno scelto di fare musica narrativa. Una colonna sonora che percorre la dorsale appenninica da nord a sud dell'Italia.

Davide Bonfanti alla ghironda acustica ed elettrica, Samuel Collette alla batteria, Felice Cosmo al violino e pianoforte, Giampiero Sicurella alla chitarra acustica, Gabriele Zamboni alla Fisarmonica e chitarra acustica costituiscono il gruppo che si completa con la partecipazione straordinaria di Alessandra Cecala al contrabbasso e basso elettrico; Nati come trio acustico di impostazione folk, il discorso dei Roggiu de mussa pin-a si è ampliato con l'ingresso del violinista e pianista Felice Cosmo e del percussionista Samuel Collette.

Tutto il gruppo, prodotto da Annibale Bartolozzi, si assume il compito di scrivere e interpretare i brani che a volte assumono la forma di vere e proprie canzoni non cantante anche se non hanno titoli particolarmente esplicativi: curioso il "Blucosio" che potrebbe essere dello zucchero tinto di blu, misteriosa la lunga "Slow migration", suadente ed avvolgente, ma solo lontanamente ammantata di altre sonorità che possano suggerire un altrove sonoro come dovrebbe essere per della musica migrante. Forse solo le percussioni raccontano una storia di viaggio. Il resto sembra svolgersi in territori molto più vicini. Esplicito invece il "Valtz N.1" che, a tutti gli effetti, è effettivamente un valzer.Fascinosa la conclusiva "Lontano da me" dall'empito struggente e malinconico. Ma il compito del rompighiaccio, svolto egregiamente, è della prima canzone "Canzone amena", che forse non sarà del tutto amena, ma è piena, gravida, forse come il getto della fica di cui sopra e ti trascina all'interno del disco, da cui gli altri brani hanno il pregio di non farti staccare mai.

"Canzone amena" è già stata pubblicata nella raccolta "Laratro 2007", concorso al quale hanno partecipato finendo secondi e guadagnando l'attuale contratto discografico. Nello stesso, come vedrete sotto, si erano esibiti all'ultima edizione del Festival della Musica di Mantova.

La loro musica è fondamentalmente folk, che loro definiscono "terapeutico e di facile ascolto" e difficilmente troveremmo spunti per contraddire queste affermazioni. I Roggiu si sono formati nel 2007 e discendono da varie provenienze geografiche e musicali (Brescia, Altamura, Genova, Saint-Lo e Catania). Tra le ascendenze nobili citano Yann Tiersen, Ruichi Sakamoto, Sigur Ros e Radiohead e qualcosa al primo e ai terzi forse devono anche. I brani proposti sono tutti originali e tutti strumentali, ma l'alternanza dei colori consente che non vi siano momenti morti nel procedere del disco, che peraltro ha il vantaggio non trascurabile di non essere eterno. La misura giusta per gustare una musica siffatta. Certo che dal vivo, come mostra il video qua sotto registrato al Mantova Musica Festival, la band ha l'occasione per esprimere al meglio il proprio potenziale.

Molto altro su loro su di loro per adesso non c'è o non si trova facilmente. Non resta che ascoltarli, cercarli in giro o su internet e fidarsi delle prime impressioni. Il disco è un buon disco, la resa è di sicuro effetto. Gli obiettivi e i traguardi, per ora, sono difficili da identificare. Ma interessanti.



Roggiu de mussa pin-a
"Flou Migration"
Upr - Ultimo piano records - 2009
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Ultimo aggiornamento 31-12-2009
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