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Musicisti:
Paolo Pieretto: voce, chitarra acustica
(1, 3, 6, 7, 9, 10), chitarra elettrica (1, 4, 5, 7, 8), armonica
(4, 10), cori (1, 3)
Marino Chieregato: batteria (1, 4, 5, 7, 8, 9)
Davide Livio: basso (1, 4, 5, 7, 8, 9)
Davide Dabusti: chitarre elettriche (1, 5, 7, 8, 9), lead guitar
(1, 5, 8), chitarra acustiche (4, 6, 9), chitarra elettrica solista
(4), slide guitar (4, 7)
Franco Cufone: chitarra elettrica (1, 2, 3, 8), cembalo (1, 8,
9), chitarra acustica (2), lead guitar (2), basso (2), percussioni
(2, 3, 6), programmazione (2, 3, 8), pianoforte (3, 6), rhodes
(3), organo (8), chitarra solista (9)
Marco “Python” Fecchio: lead guitar (3), slide guitar
(8)
Valentina Didoni: cori (4, 7, 9)
Antonello “Jantoman” Aguzzi: organo (2), synth (2),
piano (5), hammond (7)
Antonio Di Bella: fisarmonica (6), cori (6, 8)
Andrea Parodi: voce
Giuseppe Ballerini: voce recitante (9)
Chicco Santulli: chitarra dobro (9)
Lauretta, Morena, Simona, Elena, Alessandro, Danilo: coro dei
bambini disobbedienti (5)
Testi e musica di Paolo
Pieretto
Arrangiamenti: Franco Cufone (1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9), Paolo
Pieretto (1, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10), Antonello “Jantoman”
Aguzzi (3), Marco “Python” Fecchio (3), Davide Dabusti
(6, 8)
Prodotto da Franco
Cufone e Paolo Pieretto
Produzione artistica
ed esecutiva di Franco Cufone e Paolo Pieretto
Registrato da Franco
Cufone presso lo studio Mixaglia di Andrea Leonardi, Missagliola
(LC) tra il Maggio 2006 e il Maggio 2009 – Percussioni di
Leo Di Angilla registrate al Waterland Studio (VE) di Cristiano
Verardo
Mixato e masterizzato da Franco Cufone presso il CufoSound di
Arcore (MI)
Progetto e realizzazione
grafica di Raffella Verani, coordinamento di Nicoletta Fattobene
Foto di copertina di Laura Trapani, foto interne di Laura Trapani
ed Elena Pieretto
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Tracklist
01. Sei veramente pronto?
02. Supermarket Italia
03. Echi di luna
04. I nostri piccoli passi
05. Bambino disobbediente
06. A un metro dalle nuvole
07. Stanotte
08. Perché un’idea
09. Luna brigante
10. Artigiano di parole
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Comunque
lo rigiri questo disco d’esordio del trentenne cantautore
brianzolo Paolo Pieretto piace al primo colpo, sia che si parta
ad ascoltarlo così come si presenta, ossia dalla prima traccia
“Sei veramente pronto?”, sia che ci si metta ad ascoltarlo
partendo dalla traccia conclusiva “Artigiano di parole”,
quella che dà il titolo all’intero lavoro per poi risalire
in un percorso a ritroso.
No, non spaventatevi,
non sono diventato matto, è che dopo averlo riascoltato
innumerevoli volte mi sono reso conto che è costruito come
un vestito doubleface, se lo ascolti in maniera tradizionale ti
ritrovi subito il Pieretto rocker, duro, ribelle, ma allo stesso
tempo romantico, se invece l’ascolti partendo dal fondo
trovi il Pieretto cantautore, quello più riflessivo e poetico,
ma al centro del disco, da qualunque parte si inizi l’ascolto,
troviamo comunque due brani stupendi, l’energica “Bambino
disobbediente” e la suggestiva “A un metro dalle nuvole”.
Procediamo,
però per gradi, innanzitutto è dall’incontro
di Paolo Pieretto con Franco Cufone, da anni collaboratore di
Elio e le Storie Tese e dei Pitura Freska, che è nata l’idea
concreta di raccogliere alcuni dei brani scritti da Paolo dal
2002 ad oggi, in questo disco che ha poi visto la collaborazione
oltre che dello stesso Cufone di altri validi musicisti come Antonello
“Jantoman” Aguzzi (Elio e le Storie Tese), Leo Di
Angilla (T.Ferro), Marco “Python” Fecchio, Chicco
Santulli e l’amico Andrea Parodi che duetta con lui nel
brano “Perché un’idea”.
Il disco
a questo punto però scalpita come un giovane puledro ed
allora lo metto nel lettore ed ecco partire un brano rock con
tanto di fiocchi e contro fiocchi, “Sei veramente
pronto?” è un pezzo rock come non se
ne ascoltano tanti in Italia, teso, ruvido, ribelle, in un tripudio
di chitarre elettriche con Cufone-Dabusti e Pieretto a dare il
meglio di sé, non perde però mai in fruibilità
ed ha un testo notevole che comincia con questa rabbiosa domanda
“Sei veramente pronto ad ascoltare per sentire la mia
voce? / E bada che sentire non vuol dire ascoltare / Sei veramente
pronto per sentire le parole? / quelle che non ti hanno detto
o forse tu non hai sentito mai...” continuando poi
con “Sei veramente pronto per vedere dentro te? / E
bada che vedere non vuol dire mai guardare…” per chiudersi
con questa ultima domanda “Are you really ready for the
revolution?”.
I suoni duri
non si ammorbidiscono certo con il successivo “Supermarket
Italia”, brano finalista nel 2002 all’allora
Premio Recanati (ora Musicultura), che affronta il tema dell’ipocrisia
tutta italiana capace di farsi bella nel lottare contro gli zingari,
per poi magari sfruttare la prostituzione oppure vendere armi
agli stessi paesi contro i quali si agisce con disprezzo, le sonorità
sono molto dure con le chitarre di Cufone sugli scudi e le percussioni
di Leonardo Di Angilla ad ammorbidire e colorire il pezzo.
Ecco però
che con “Echi di luna” si
cambia registro, in questo primo brano cui si fa riferimento alla
luna, quindi in un’atmosfera decisamente notturna, prende
vita un intimo dialogo dettato da un viaggio interiore che parte
dall’adolescenza “Quand’ero sole “annuvolivo”
/ per la vergogna d’apparir sereno / quand’ero grandine
picchiavo / perché il mio pianto fosse udito dal cielo…
dal cielo…” fino all’oggi “Adesso che
son notte e mi piace vestirmi di stelle / avvolgere silenzi aprendo
il mio scialle / echi di luna ascoltar nell’oblio / dove
non osa la mano di Dio”. Brano reso sognante dalla
lead guitar di Marco Fecchio.
Una sognante
armonica apre “I nostri piccoli passi”,
che inizia ancora una volta da una riflessione notturna “Quanto
distano le stelle più vicine dalle scarpe che indosso?
/ Non lo so… Certamente molto più della somma dei
passi che ogni uomo in una vita muoverà…!”
che rende bene la piccolezza umana, soprattutto se confrontata
con la dimensione cosmica. Un brano dolce e riflessivo, da meditazione.
Non c’è
tempo per prender fiato, eccoci immersi nella rockeggiante “Bambino
disobbediente”, canzone che ha permesso a
Pieretto di essere finalista al Festival “Una casa per Rino”
nel 2004 e vincere poi il Premio della critica assegnatogli dal
sito Rockol. Il brano caratterizzato dal pianoforte suonato stile
Jerry Lee Lewis da Antonello “Jantoman” Aguzzi, dai
cori di bambini disobbedienti e dalle sfrenate chitarre elettriche
suonate dallo stesso Pieretto e Davide Dabusti è di quelli
che ti entra in testa sin dal primo ascolto ed è un inno
alla libertà che potrebbe essere cantato, con ovvia ironia,
anche dai bambini di tante scuole italiane.
Dopo un brano
energizzante era giusto darsi una calmata, ecco allora che Pieretto
cala l’asso nella manica, “A un metro
dalle nuvole” è una splendida canzone
acustica (forse la migliore dell’intero disco) dallo sviluppo
lento e riflessivo, il tema è ancora la libertà,
ma il percorso per raggiungerla è difficile eccolo, infatti,
cantare “E a volte su quel muro poi ci alziamo con il
dito verso il cielo / ed un rosario di domande / le tasche piene
di “perché”? / ed un pugno chiuso di “farò!
/ se mi cerchi sono qui a un metro dalle nuvole… / Qui in
libertà”.
Ecco che
con “Stanotte” ritornano
prepotentemente le atmosfere notturne in un brano rock piuttosto
classico e romantico, alla Ligabue direi, giusto per dare un’idea,
non è tra i miei brani preferiti, però si lascia
ascoltare.
Più
interessante è certamente il successivo “Perché
un’idea” cantato con l’amico Andrea
Parodi, sia per il testo molto forte e poetico che parla della
forza delle idee “Perché un’idea può
andare oltre i divieti della legge / il silenzio dei giornali,
le barriere materiali / penetrare nelle case, spalancare le finestre
/ più di ogni ribellione, più di una rivoluzione”
sia per la musicalità rabbiosa che vede all’opera
Pieretto e Cufone alle chitarre elettriche e Fecchio alla slide
guitar.
La voce recitante
di Giuseppe Ballerini, sorretta dalle percussioni di Marino Chieregato,
introduce con questi versi “… E questa notte canto
alla notte / d’un canto d’incanto che commuove la
Luna / e possa cadere sul mio splendore una lacrima sola / d’argento
e fortuna…” la seguente “Luna
brigante” che ha come protagonista la prima
donna assoluta dei cieli notturni, ossia la luna, testo poetico
e musica sognante grazie anche al contributo di musicisti come
Chicco Santulli e la sua chitarra dobro ed il solito Cufone alla
chitarra elettrica ed al cembalo.
Chiude il
disco, o lo apre, come si diceva all’inizio un altro dei
pezzi più belli dell’intero lavoro, si tratta di
“Artigiano di parole” un
brano voce, chitarra e armonica, un po’ alla Bennato delle
origini, che mette a nudo l’intenso mondo poetico di Pieretto
“E la vita mia si snoda in un filo impercettibile /
e agli estremi in equilibrio stiamo noi / in contrarsi lì
nel mezzo senza mai cadere giù / è il prodigio misterioso
dell’amore… / Misero artigiano di parole / ogni dolore
è già la scusa per una nuova canzone”.
Ecco cos’è
Paolo Pieretto, un onesto artigiano di parole, capace di commuovere
e smuovere dal quotidiano torpore, perché autentico e sincero
e poi “artigiano di parole” mi richiama alla mente
quel biglietto da visita con cui si presentò alcuni fa
l’amico Max Manfredi inviandomi un suo disco e che riportava
la definizione “Intagliatore di musica e di parole”,
all’insegna di un comune senso di artigianato della canzone
d’autore.
Paolo
Pieretto
"Artigiano di parole"
Pomodori Music / Venus Distribuzione - 2009
Nei migliori negozi di dischi
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