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Le BiELLE RECENSIONI
Perlè: "Il blu e il nero"
Il sano rock delle origini, sudato e viscerale
di Giorgio Maimone


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Musicisti:
Perlè (voce/chitarra elettrica/basso), Alberto Malerba (pianoforte/synt), Diego Spezie (chitarra elettrica), Andrea Sarasini (chitarra elettrica / acustica), Emanuele Zantedeschi (basso), Gianni Brunelli (batteria) , Marco Ciscato (chitarra elettrica), Luca Ottoboni (basso), Cristiano Mecchi (batteria, cori), John Parish (cembalo, Hammond, Carillon), Raffaele Conati (pianoforte), GiannI Sabbioni (basso). Marco Vignuzzi (chitarra elettrica 12 corde/ chitarra baritono / pedal steel/ slide / autoharp), Lucia Campagnari (violino/viola). Claudio Sebastio (hammond), Antonio Bertamini (basso).
T testi e musiche di Gianluigi Scamperle, tranne 12 (Lou Reed), 7 (Scamperle/Conati), 4 (Scamperle / Malerba / Brunelli / Vincenzi / Ciscato)

Prodotto da Gianluigi Scamperle ad eccezione di 1,2,5,8 prodotte da Gianluigi Scamperle e Alessandro Gioia e 12 prodotta da Marco Vignuzzi. Registrato da Dario Caglioni.

Song 2,3,5, 8, 10, 11, 13 mixate da John Agnello. Song 4,6,7 mixate da John Parish. Song 1,9 mixate da Dario Caglioni. Song 12 mixata da Tommaso Colliva. Masterizzato da Greg Calbi presso Sterling Sound - New York.
Progetto grafico di Simone Lorezet e Andre Carbonari. Disegno di copertina di Gioska.




Tracklist

01. Pesca d'aprile
02. Rosa
03. Roberto Roberto
04. Fuoco spento
05. Scivola
06. Bete noire intro
07. Bete noire
08. Veleno
09. Un'onda dipinta di blu
10. La vita che va
11. Inevitabile follia
12. Caroline says
13. Al di là delle nuvole


Perlè, ossia Gianluigi Scamperle, veronese, non di primo pelo tira fuori un album di esordio che profuma del sano e buon vecchio rock delle origini: tre chitarre elettriche, basso e batteria, più una spruzzata di altri strumenti. Voce grintosa, sudori, muscoli e polvere da sparo, per un album di passioni viscerali e di assoluta sincerità. Questo è, in sintesi, il biglietto da visita di "Il blu e il nero". Tredici tracce dove la temperatura non si abbassa quasi mai, perché anche le ballate sono pervase dal ferro e dall'acciaio delle elettriche che sferragliano come facevano ai tempi e come dovrebbero sempre fare quando si parla di rock. Niente di innovativo o di mai sentito, ma un buon disco, impregnato di una sincerità a tutta prova.

Da "Pesca d'aprile" a "Rosa" da "Veleno" a "Un'onda dipinta di blu" passa il filo dorsale di ferro che innerva l'album. Il blu e il nero come due aspetti della personalità: il blu che rappresenta quello più romantico, il momento anche della speranza o della malinconia, ma positiva, e il nero invece che è cupa rabbia o disperazione, in un album che comunque ci parla di sentimenti. I moti dell'anima sono interni e la geografia deturpata appartiene all'immaginario più che al paesaggio.

Ricorda o può ricordare tanti altri, ma Perlè ha il pregio di essere se stesso e se il rock si regge su una serie di stilemi un po' abusati, dopo sessant'anni di storia, Perlé ha il merito di non calcare troppo la mano sulle questioni di stile, per puntare su un muro di suono di inossidabile passione e su testi che non toccano mai la banalità e, anzi, per restare in ambito rock, riescono ad alzarsi di una buona spanna sopra la media di quello che si trova in circolazione.

Gianlugi Scamperle, si diceva, non è un personaggio nuovo: buona parte del suo percorso artistico si è svolto nella band Kasanova, di matrice crossover-rock, per circa un decennio dalla seconda metà degli anni ’90, con 3 dischi autoprodotti. Ha poi collaborato con Roberto Cacciapaglia, ex produttore artistico della band, è stato cantante dei Konya Dance (band new wave di fine anni ’80 nata dalle ceneri dei Rosemary’s Baby), è stato cantante ed autore dei Bèté Noire (una dark band con la quale nei primi anni ‘90 ha registrato un ep a Londra).

Nel 2005 ha svestito i vecchi panni ed ha iniziato il nuovo percorso come cantautore, con il nome di Perlè. Il disco è stato concepito in totale solitudine tra il 2006 e il 2007 in un casolare della provincia veronese ed è stato realizzato da Perlè con l'aiuto di amici musicisti, fonici e produttori, tra cui Alessandro Gioia, Dario Caglioni, Marco Vignuzzi, Diego Spezie ed altri.

Registrato in parte a Verona ed in parte a Catania, l'album è stato mixato in differenti luoghi geografici (New York/Bristol/Milano) da alcuni produttori molto apprezzati da Perlè: John Agnello e John Parish ne hanno curato la maggior parte dei mixes.

"Il blu e il nero" alterna brani forti e muscolari, come "Rosa" ("Pelle nuda su di me / fatti prendere e mangiare"), con altri più introspettivi come la lenta e d'atmosfera "Scivola": "Scivola denro al letto / accanto a me / se lo vuoi / se mi vuoi / Scivola / pioggia che accarezza il cielo". A metà brano spezza la serie lo strumentale "Bete noire", omaggio al gruppo che fu e memoria del fatto che dentro di noi sonnecchia silenziosa una bestia nera. Ognuno la propria.

"Veleno" contiene dentro di sè virus e anticorpi: si parte lenta ("Se tornerò non sarò vile / ciò che io dirò ha il respiro sottile / come la neve tu sciolta nel sale / mi faria tremare, mi farai pregare") ed esplode nell'urlo liberatorio: "E' un veleno che fa male / punge al cuore e non fa respirare / carne cruda da accarezzare / che si di me è miele da spalmare". Sentito l'omaggio al mito Lou Reed con "Caroline says" e buon finale corale con "Al di là delle nuvole": "Al di là delle nuvole volerò / e io dentro il tuo ventre rinascerò / cercherò quella luce che capita / e brucia l'anima".

Sesso, amore e sofferenza. Attimi di speranza e cieli un po' più azzurri, ma il blu non resiste, perché prima o poi torna il nero e quando la vita vira in negativo non resta che l'urlo, il rock, un muro di musica da contrapporre ai muri reali. Istinto di sopravvivenza, capacità di reagire, rialzarsi dopo la batosta e riprendere la strada. Che a ritmi alterni può sembrarci blu o nera.


Perlè
"Il blu e il nero"
La Rosa/Venus - 2009
Nei negozi di dischi e sul sito

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Ultimo aggiornamento: 20-10-2009
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