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Le BiELLE RECENSIONI
Corde oblique: "The stones of Naples"
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di Giorgio Maimone


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Musicisti:
Corde Oblique is
Riccardo Prencipe: Composer, guitarrist, liutist.

Live Band:
Claudia Sorvillo (vocals)
Edo Notarloberti (violin)
Alessio Sica (drums)
Umberto Lepore (bass)

The lyrics and melodies are like dresses that Riccardo weaves for the singers and musicians who worked on this new album:

Edo Notarloberti (violin) from the bands: Argine, Ashram.
Alessio Sica (drums) from the band Argine.
Caterina Pontrandolfo (vocals on 'La quinta ricerca', 'La città dagli occhi neri', 'Dal castello di Avella')
Floriana Cangiano (vocals on 'Venti di sale', 'Barrio Gotico')
Claudia Sorvillo (vocals on 'La gente che resta', 'Flying')
Monica Pinto (vocals on 'Nostalgica avanguardia') from the band Spaccanapoli.
Geraldine Le Cocq (vocals on 'Like an ancient black and white movie') from the french band Mediavolo.
Alessandra Santovito (vocals on 'Flower bud') from the band Hexperos (ex Gothica)
Edo Notarloberti (violin) from the bands: Argine, Ashram.
Luigi Rubino (piano, keyboards) from the band Ashram.
Franco Perreca (clarinet)
Alessio Sica (drums) from the band Argine.
Franco Paolo Manna (daf, riq, italian tamburin, sea drum, zarb, sheker, caxixi, bells, cajon, frame drum on all tracks, except 'Barrio Gotico')
Umberto Lepore (bass)
Michele Maione (frame drum, italian tamburin, riq, cajon on 'Barrio Gotico')
Francesco Forgione (contrabass on 'Flower bud') from the band Hexperos.

Tracklist

01. La quinta ricerca
02. Venti di sale
03. Flower bud
04. Flying
05. Like an ancient black and white movie
06. La città dagli occhi neri
07.Nostalgica avanguardia
08.The quality of silence
09. Barrio gotico
10. Dal castello di Avella
11. La gente che resta
11.Piscina mirabilis




Per l'esattezza il nome del gruppo è Riccardo Prencipe's Corde Oblique. Come dire che il gruppo non c'è, ma c'è il maestro Riccardo Principe che compone testi e musica e suona ogni ben di dio di chitarra e liuto. Eppure il risultato è affascinante e complesso come se il gruppo (che in realtà c'è anche se figura come "ospiti") esistesse veramente. "The stones of Naples" è un album molto professionale, di inquietante bellezza, che soffre solo di un limite: lo stesso che Riccardo Prencipe cita in calce al suo secondo brano, "Venti di sale". "Molte volte la cultura può essere una forte inibizione" (Federico Zeri).

L'unico difetto che posso trovare in questo disco è infatti un eccesso di erudizione. Tutto spira cultura tra le spire di quest'album: dagli eleganti bianco e neri delle fotografie del libretto (in maggior parte di Paolo Liggeri), alla traduzione in due lingue di tutti i testi (italiano e inglese o viceversa, visto che alcuni brani sono scritti in inglese dalla stesso Riccardo), alle citazioni d'autore che aprono ogni singolo brano, fino alla dedica che le chiude. Dediche non di poco conto, visto che il primo brano è dedicato a Marcel Proust e il quinto a Roberto De Simone.

Lo stesso Riccardo Prencipe, oltre che compositore e sommo chitarrista (vero, diplomato al Conservatorio di Napoli) è storico dell'arte ed ha tratto il titolo dell'album dall'omonimo libro di Caroline Bruzelius, storica dell'arte dedita allo studio dell'architettura medievale a Napoli. Tanta cultura rischia a volte di appesantire la struttura, ma sono briciole di critica all'interno di un'opera che invece, brano dopo brano, non finisce di interessare e stupire. C'è sempre una voce femminile a cantare, ma la voce cambia sei volte, con Caterina Pontrandolfo che canta tra brani, Floriana Cangiano e Claudia Sorvillo 2 e Monica Pinto, Geraldine Le Cocq e Alessandra Santovito uno a testa. L'accompagnamento è ricco, affidato a violini, clarinetti, percussioni, basso e contrabbasso, piano, flauto, batteria e la decina di percussioni suonate da Francesco Paolo Manna (daf, riq, tamburello, sea drum, zarb, shaker, caxixi, bells, cajon).

C'è Napoli tra i solchi, ma non la Napoli delle cartoline: le sonorità sono solo vagametne folk-mediterranee. La musica di Riccardo Prencipe coglie suggestioni e suggerimenti dalla musica da camera, dal folklore, dalla musica medievale e da esperienze anche più vicine. Forse è esagerato parlare di contiguità con le esprienze progressive, però qualcosa degli ultimi lavori di Jenny Sorrenti, a livello di ispirazione, di spunti e anche di internazionalità della proposta si potrebbe persino cogliere, all'interno di un percorso che resta comunque molto personale e di sicuro più culturale che emotivo.

Tra i brani che più rubano l'attenzione segnaliamo l'iniziale "La quinta ricerca", dal testo impegnativo e ficcante: "Ciclopi ridenti / sono due continenti / uno marita l'Arte / e l'altro, cieco, sente. // Un uomo alla ricerca / di sole sensazioni / forse non sa niente / ma mi ha insegnato il suono. // Sono le sensazioni / che tengono per mano / la mano di qualcuno./ Sono le parole / che accompagnano per mano ... / la Storia". Pregnante anche la "Barrio gotico" che traccia come un itinerario in musica tra Napoli e Barcellona dove "due donne in una stanza / l'una si muove, l'altra si guarda / distratto in un sorriso / )cielo coperto, carta di riso) / che prova a raccontare / la biografia con uno sguardo; / questo canto visivo / è di chi crede, è linfa d'ulivo".

Ancora da segnalare un arrangiamento in versione acustica del brano "Flying", degli inglesi Anathema e la finale, prima dello strumentale "Piscina mirabilis", "La gente che resta". Introdotta da una frase del pittore Annibale Carracci: "Noi altri depintori abbiamo da parlare con le mani". Filosofia non di piccolo momento servita sotto forma di canzone. Non è il primo disco di Riccardo Prencipe, in questo suo progetto solista di Corde Oblique, ma il quinto. E' una Napoli in bianco e nero che vi si affaccia, verace sì, ma non come siamo abituati a prenderla: non un film, ma una serie di fotografie su lastre d'argento. Materiale ricercato, da maneggiare con cura, prendendosi il tempo per gustarlo appieno. E anche se non tutti i riferimenti arrivano sempre a fondo, basta che ci comportiamo come se "la Storia fosse un naufragio di intenti / e noi i capitani di questa pia zattera al vento". ("Nostalgica avanguardia")

Corde oblique
"The stones of Naples"
Prikosnovenie/Audioglobe - 2009
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Ultimo aggiornamento: 16-07-2009
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