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Le BiELLE RECENSIONI
Controluce: "Aprile"
Tra echi anni '70 e pop di alta qualità. Fascino
di Leon Ravasi


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Musicisti:
Simona Rotolo (Voce, chitarra acustica, synth)
Miky Marrocco (Chitarre, synth, programming)


Ospiti:
Lele Battista (pianoforte, archi, basso, chitarre, cori, organo, percussioni, glockenspiel), Giorgio Mastrocola (chitarre); Yuri Beretta (cori), Giorgio Cuccurugnani (basso); Alberto Pederneschi (batteria); Max Lotti (programming)



Testi e musiche di Simona Rotolo e Miky Marrocco
Produzione artistica: Lele Battista
Arrangiamenti: Lele Battista
Preproduzione: Controluce
Missaggio di Max Lotti

Registrato da Lele Battista presso Tigres studio
Progetto grafico e copertina Elisa de Fazio
Foto: Alessandra Di Gregorio



Tracklist

01. Natura Instabile
02. Mr Loneliness
03. Nell'oscurità
04. Rosso
05. L'indifferente
06. Ego
07. Argento
08. Occhi di cristallo
09. Fotosintesi


Un album multifacce. Un po' di psichedelia e di progressive anni '70, una bella dose di pop d'autore, ma di quello buono, un cautissimo pizzico di sperimentazione. Agitare bene ed esce "Aprile", il primo album dei milanesi Controluce, che, dopo essersi fatti le ossa nell'ambiente, hanno debuttato in duo per la Novunque di Alessandro Cesqui, seguiti e presi per mano da Lele Battista (ex La sintesi) che ha curato arrangiamenti, produzione artistica, oltre a suonare personalmente la maggior parte degli strumenti. Poi ci sono le canzoni che sono belle, interessanti, anche vagamente inquietanti, scritte a quattro mani o separatamente dal duo che si presenta sotto il nome di Controluce, ossia Simona Rotolo e Miky Marrocco. Il risultato è maledettamente buono.

I brani sono velluto che si fa accarezzare sotto la voce precisa, educata ed espressiva di Simona. Morbidezza tattile al servizio di testi che mantengono una soglia di interesse al di là del banale e un'orchestrazione acustica che non è mai pauperistica, ma dotata delle giusta robustezza per richiamare l'attenzione. Ogni passo è un azzardo in più verso il sogno: passi felpati, appoggi cauti e armonie che sembrano risalire all'indietro il corso del tempo. Solo 32'22" di musica al servizio di 9 brani, che oscillano tra i due minuti scarsi di "Argento" e i 6'18" della finale "Fotosintesi". In mezzo una vera piccola perla come "Rosso" e due dediche da sponsorizzare entrambe.

Il titolo "Aprile", dicono i due, è un omaggio all'omonimo film di Nanni Moretti, per intenderci, quello sulla crisi del partito comunista, quello di "D'Alema dì una cosa di sinistra". Ma "Rosso", invece, pur così fascinoso e suadente, non parla della crisi della sinistra, ma della passione per il vino. Ma ci va bene anche quello!

"Ora che i pensieri si fanno più leggeri / anche per merito del vino di cui hai vuotato i bicchieri / Lui che ti protegge da ogni piccolo dolore / Lui che cerca in ogni modo di allontanare le paure / Lui sa consolare anche il tuo gelido cuore / Lui sa suggerire forme nuove di attenzione / Lui che ti riscalda di premure, lui follia e leggero batticuore // Rosso, rosso come il sangue nelle vene / Rosso come le tue guance/ Rosso è il segno delle catene / Rosso, rosso come il sole al mattino / Rosso nei tuoi occhi e sulle labbra il segno del vino". Un piccolo gioiello acustico, singolo apripista del disco e anche uno dei suoi punti più alti. Che però anche sapere azzeccare il singolo è indubbio titolo di merito, soprattutto se poi gli altri brani non sfigurano al confronto.

Ci sono alternanze di colori e di scelte stilistiche: "L'indifferente" per esempio è molto pop, pure un po' leggera, soprattutto nella componente ritmica, ma riesce a rifuggire dalla banalità. Certo che preferiamo momenti come l'iniziale "Natura instabile": "Sento una voce isterica dentro di me che a tarda notte mormora. / La luce è troppo insolita per cogliere la sfumatura ironica / e sento la musica e la sua intensità sotto la pelle ruvida / sarà che fuori nevica e dentro non si sa / un'emozione limpida", oppure le ricercatezze e la lunga coda distorsiva di "Fotosintesi", dove la voce di Simona duetta con quella di Lele Battista.

Oppure come il parlato che caratterizza "Argento": "Il primo ricordo è dipinto a mano con scaglie d'argento / mi sembra di poter nuotare e questo certametne non è possibile / sono inchiodata nell'acqua e la felicità è reale", una voce filtrata che fa quasi OfflagaDiscoPax e un'atmosfera misterica che coinvolge e inquieta il giusto, senza spaventare. Come dicono loro stessi, il disco è "un'emozione limpida", fatta di accostamenti gentili e di giustapposizioni discrete: i suoni degli uccelli e i feedback dei sintetizzatori, il canto angelicato e l'eco metallico, le frasi semplici e la struttura più complessa del pensiero. Non è un disco intellettuale, anzi è un disco semplice, ma di semplicità ce n'è così tanto bisogno! "Cerco ossigeno e trovo veleno / cerco emozione e trovo distanza / cerco sincerità e trovo incomprensione", dice ancora Simona in "Occhi di cristallo", dove, come una specie di Margot Timmins, conduce i suoi personali Cowboys Junkies a disperdersi nel vento, "cercando semplicità e trovando indecisione".

Abbiamo citato più Simona che Miky perché sua è la voce, ma le canzoni sono equamente divise: "Mr Loneliness" e "Argento" solo di Miky, "Rosso" solo di Simona e le altre a quattro mani, con Miky più dedicato alle musiche e Simona ai testi. Resta comunque una sensazione molto positiva, di un disco che contiene una delle più belle canzoni dell'annata ("Rosso") e che rappresenta davvero quell'emozione limpida che il duo (con la collaborazione fattiva e totale di Lele Battista) cerca: E trova. Ottimo debutto.

Controluce
"Aprile"
Novunque/Self - 2009
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Ultimo aggiornamento: 07-12-2009
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