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Le BiELLE RECENSIONI
Arisa: "Sincerità"
La spuma biondissima sposa la cedrata. Sincera
di Moka


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Giua

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Musicisti:
Arisa (voce); Maurizio Filardo (chitarre, lap steel, mandoloncello, cori); Giuseppe Mangiaracina (basso); Mafi (programmazione);

Ospiti: Puccio Panettieri (batteria);Fabio Rondanini (batteria, percussioni); Ernesto Tiago Sanchez (percussioni); Quartetto d'archi Hubay (violino Andre Di Cesarem, Stefano Rondoni; viola Luana Monachesi; violoncello Claudia Della Gatta); Selinunte Symphony Orchestra (percussioni)

Testi e musiche Giuseppe Anastasi e Maurizio Filardo; (tranne 4 e 7 (Anastasi/ Marco Conidi), 1, 2 e 9 (Anastasi, Filardo, Mangiaracina),

Tracklist

01. Sincerità
02. Io sono
03. La mia strana verità
04. Abbi cura di te
05. Pensa così
06. Piccola Rosa
07. Te lo volevo dire
08. Com’è facile
09. L’uomo che non c’è
10. Buona notte


Diciamolo: ad Arisa un po' bisogna crederci. Per gustarsela bisogna crederci. Il personaggio può esserci o può essere del tutto artefatto, ma se ci si crede se ne viene conquistati. E poi le canzoni, quelle almeno ci sono. Arisa non scrive i brani che canta, ma tutto quanto resta in casa, perché i brani glieli scrive il fidanzato, Giuseppe Anastasi e lei, Rosalba Pippa, li canta, li interpreta, li rende leggeri come spuma biondissima, con lo stesso retrogusto di tempi andati, di aria buona, di "sincerità", come sarebbe d'uopo per un album che così si chiama.

Arisa è stata il fenomeno dell'ultimo Festival di Sanremo, la vera "voce nuova" che ha convinto tutti. Di sicuro li ha colpiti. Aria fuori dal tempo e musiche pure, come "big" di accompagnamento sceglie il grande Lelio Luttazzi al piano, si veste in modo inconcepibile per un Sanremo, abiti di panno lenci in apparenza (e in realtà prodotti di sartoria: Clotilde), look a metà tra Betty Boop e Amelie: pallore disincarnato su cui spicca un rossetto rosso che contrasta con gli occhiali di corno scuro. Ce n'è a sufficienza per pensare che sotto ci sia un personaggio niente male. Ma il problema è se si tratta di cedrata, chinotto o Coca cola.

La prima impressione gioca a suo favore. Tutto l'album, canzone per canzone, suona fresco e dissentante. Nn saremo di fronte a capolavori, ma di sicuro a buone canzoni, cantate molto bene, proposte con classe sicura, con buona impostazione vocale, ottimamente scandite e arrangiate con gusto. Merito del gruppo di lavoro che collabora con lei: Anastasi, Maurizio Filardo e Giuseppe Mangiaracina (ossia Mafi). "Sincerità" è il singolo strappa applausi, con questa arietta da radio Eiar e questi richiami (chissà se voluti o meno, ma forse solo di atmosfera) con "Felicità" dei Bertas, con cui condivide anche la rima.

Ma anche "La mia strana verità" si fa notare per originalità e "Pensa così" si consente anche il vezzo di chiacchiere nella foresta all'interno di un brano piacevolmente divertente e divertito che parla di una sorta di zoo da favola. Un secondo ed è già mandata a memoria.

Giuseppe Anastasi peraltro la fornisce bene di parole che non pretendono di narrare le massime verità della vita, ma che sono disposte bene entro schemi immediatamente comprensibili. Poi ci pensa lei, Arisa, a metterle a posto nelle linee del canto, senza difficoltà apparente, anche quando la velocitàù del brano si impenna verso il 78 giri.

Una parola d'elogio pure per gli accompagnamenti, anche qui semplici semplici: chitarre, basso e programmazione. Nulla più, quando non intervengono gli ospiti, ma tutto fatto con molta cura e cercando sempre di distillare cedrata e chinotto anche dai suoni di plastica delle programmazioni.

Se "Piccola rosa" sceglie la strada della delicatezza, le successive "Te lo volevo dire" e "Come è facile" sono molto vivaci (e la prima anche molto simpatica). Passatempi da cantare in cortile o durante un giro in bicicletta. Arisa fa bene al buonumore. Canzoncine, intendiamoci, pop delle più bell'aria, ma fresco e dissetante: come cedrata o spuma biondissima. Vuoi ammettere come è buona sotto il sole?





Arisa
"Sincerità"
Warner Music - 2009
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Ultimo aggiornamento: 09-03-2009
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