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Stazioni
lunari prende terra |

Nada
Luna in piena |

Gianna Nannini
Grazie |

Patrizia Laquidara
Funambola |

Cristina Donà
Piccola faccia |

Susanna Parigi
In differenze |
Musicisti:
Beatrice Antolini: (voce, grand
piano, upright piano, electric guitar, Thunderbird bass, Hohner
cembalet, percussioni, moog, farfisa, batteria, basso semi-acustico,chitarra
acustica, synth, cello, hammer, wind, floor, hands, woodblock,
human cuica, marimba, glockenspiel, congas, vibrafono, drum fingers,
organo, piatti).
Luca Cavina: basso elettrico; Paolo Mongardi: bateria; Tim Trevor
Briscoe: sax; Federico Fantuz: wah wah guitar; Francesco Candura:
basso; Enrico Pasini: tromba; Samuele Bucelli: cuica; Marco Fasolo:
mirror
Scritto, suonato e prodotto da Beatrice Antolini, Mixato da Marco
Fasolo (Jennifer Gentle), masterizzato da Max Trisoto
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Tracklist
01. New Manner
02. Funky Show
03. Morbidalga
04. A New Room For A Quiet Life
05. Modern Lover
06. Clear My Eyes
07. Pop Goes To Saint Peter
08. Sugarise
09. Secret Cassette
10. Double J
11. Taiga
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I
testi sono in inglese, lingua che non mastico (anche se qualche
volta lei mastica me) e sul libretto comunque non sono riportati.
Le musiche sono di stampo new rock internazionale, gli atteggiamenti
in copertina, nel libretto e nelle interviste sono da femme fatale
e allora questa Antolini cosa ha di partecipare? Personalità.
Quando non c'è una caratteristica principe che reclama
la sua attenzione sopra tutte le altre, ma un disco ti intriga
e di conquista comunque, la spiegazione non può che stare
nella personalità dell'artista.
Ampio spazio è lasciato alla musica che può essere
morbida e accogliente come in New Manner,
anche se sottilmente inquietante, o aggressiva e schizzata come
in Funky show (titolo che rispecchia
in pieno il brano). Beatrice canta e suona praticamente di tutto:
grand piano, upright piano, electric guitar, Thunderbird bass,
Hohner cembalet, percussion (mi raccomando, tutto in inglese perché
il prodotto è fatto per il mercato internazionale!) , ma
anche moog, farfisa, batteria (mi sono stancata dell'inglese)
, basso semi-acustico, marimba, glockenspiel, congas, vibrafono,
drum fingers, organo, piatti. Assieme a lei ogni tanto un sax,
un basso, una tromba, una batteria. Un album solipsista, risolto
in se stesso e specchio della regina-come-sono-brava-come-sono-bella.
Il problema è che lo è davvero: brava e bella.
L'unico problema a gioco lungo potrebbe essere il narcisismo che
si percepisce scorrere lungo tutto l'album. Beatrice Antolini
è brava, ma si piace. E quindi non è il miglior
giudice di se stessa. Forse collaborare con qualcuno potrebbe
fare meglio alla sua vena che comunque, lo ripetiamo, è
tra le più sature viste in circolazione. Questo disco un
po' obliquo strega quando passa dalle atmosfere tenui di "Morbidalga"
ai piccoli sperimentalismi di "A new room for
a quiet life", per poi tornare tranquilla ma
vagamente psichedelica nella breve "Modern Lover".
Brano per brano infatti ci inerpichiamo per sentieri che ccambiano
sostanzialmente il paesaggio di fondo. Come a comporre un mosaico
molto sfaccettato che presenta diversi aspetti della stessa personalità
in un condominio che pare densamente abitato.
"A due" segue, a due anni di distanza
(ecco il due?) il primo album "Big saloon"
che già dimostrava tutto il bene che si possa pensare della
Antolini. Due parole su di lei, tratte dal suo MySpace: nata a
Macerata, inizia a suonare dall'età di tre anni, dimostrando
interesse per qualsiasi cosa che emettesse suono. Frequenta il
Conservatorio, si diploma come attrice al Teatro Colli di Bologna
e inizia a scrivere, per usarle sulla scena, le canzoni che, in
buona parte, andranno a confluire in "Big Saloon".
Partecipa come ospite agli ultimi dischi di Baustelle e Bugo e
alla fine arriva ad "A due".
Un percorso
netto con pochi ostacoli, molta voglia di fare anche in campi
diversi e una bella sicurezza di sé. Brava è brava
e brani come "Pop goes to Sain Peter"
(titolo niente male) lo confermano in pieno. Per Beatrice i paragoni
che vengono naturali sono internazionali e non italiani. Abbiamo
indicato di fianco un percorso di ascolti, ma è soprattutto
per affinità femminile più che musicale. Solo con
Nada certi accenti inquietanti possono avere un'eco anche sotto
forme del tutto diverse. Le atmosfere alla Goblin di alcuni brani,
intercalate da una vocetta acuta e insinuante appartengono più
alla categoria del cartoon che a quella dell'horror, specie nella
lunga e conclusiva "Taiga",
oltre sette minuti dove gli incubi vagano liberi.
Voce sicura, presenza, personalità. Beatrice ha tutto per
essere la chanteuse del terzo millennio. Chissà se la scelta
dell'inglese si presenta come un passaggio temporaneo o una cifra
carateristica precisa. In questo modo c'è ancora troppo
effetto mascheramento. Beatrice Antolini, il talento mascherato.
Beatrice
Antolini
"A due"
Urtovox - 2008
Nei negozi di dischi e su iTunes
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