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NEWS Novembre 2009

Musica, il sistema tiene

Da un indagine della Iulm risulta che il settore musicale
nel 2008 è andato bene. Ma sul digitale siamo in coda.

Il boom di nicchia del vinile (+300%), cresce la vendita di strumenti musicali

Passando ai segmenti del “grande settore”, l’editoria musicale, che solo un secolo fa rappresentava ancora il settore di punta della musica, cresce del 4,8%, ma il suo peso è di soli 16 milioni di euro, il contributo più basso dell’intera filiera. Gli strumenti musicali invece vedono una crescita del 3,4% a 399 milioni e l’elettronica audio di consumo crolla del 17,7% a 728 milioni. Tra i settori marginali non vanno trascurati gli 1,6 milioni di euro prodotti da You Tube per la visione di filmati in streaming. Le vendite di vinile segnano poi un vero piccolo boom, crescendo del 300% a 9 milioni di pezzi, che però rappresentano solo l’1% del mercato. Nella vendita dei vinili, dopo l’anno orribile del 2006 (3 milioni di pezzi), siamo tornati sui livelli di inizio millennio. Continuano a scendere invece le vendite di video musicali, calate dai 154 milioni di pezzi del 2003 agli attuali 90 milioni di pezzi. In forte crescita il mercato degli album digitali, partito solo dal 2004 e cresciuto fino a 113 milioni di pezzi, mentre i singoli digitali hanno venduto nel 2008 1.494 milioni di pezzi, contro 1.202 dell’anno precedente. Su scala internazionale la posizione italiana dà invece da pensare: in un mercato che è comunque calato da 24.807 milioni di dollari a 23.006 milioni gli Stati Uniti tengono sempre la leadership, ma il Giappone si sta avvicinando. I primi 5 mercati vendono globalmente il 75% del totale mondiale e l’Italia occupa l’ottavo posto.


24/11 - La crisi colpisce duro, ma il settore della musica in Italia tutto sommato regge e, nel 2008, si comporta meglio del Pil. Sono questi i dati che emergono dal Rapporto 2009 sull’economia della musica in Italia, realizzato dall’università Iulm.

Dalla ricerca emerge che il fatturato complessivo del settore musicale italiano nel 2008 è stato pari a 3,9 miliardi di euro (-4% rispetto al 2007). Una flessione lieve - determinata dalla pesante flessione del comparto dell’elettronica di consumo – che, considerato uno scenario economico caratterizzato da un Pil in calo dell’1% (pari a un calo dei consumi dello 0,9%), testimonia che il sistema gode di un buono stato di salute generale. “Se escludiamo la flessione di circa il 18% dell’elettronica di consumo audio – il sistema musica avrebbe fatto registrare un modesto -0,1%, comportandosi come un prodotto culturale e un bene necessario in tempi di crisi”, commenta Luca Barbarito, professore di Economia alla Iulm e coordinatore della ricerca. Nel 2008 la discografia ha generato a livello mondiale un fatturato retail complessivo di 27,8 miliardi di dollari, in calo del 7% sul 2007, ma in termini di volume i consumi sono invece saliti del 2,7%.


L’importanza della musica dal vivo

La ricerca ha identificato de macro aree di riferimento: il “piccolo settore”, nel quale rientrano tutto il ciclo dalla produzione alla distribuzione e fruizione di musica e il “grande settore” che comprende gli attori più esterni al comparto, come i produttori e distributori di strumenti, di musica stampata, chi fa formazione musicale e produce elettronica di consumo: il “piccolo settore” comprende 6 diverse modalità di fruizione della musica: musica su supporti fisici, musica digitale, musica sparsa (divisa a sua volta tra esercizi dove la musica è attività primaria come radio, tv discoteche e altri dove non lo è, come supermarket, locali, bar, scuole di ballo), musica dal vivo, sincronizzazione (supporto a film, tv, pubblicità). La musica su supporti fisici mostra, secondo i dati Siae, un aumento dello 0,5% nel numero di unità vendute (per un fatturato di 499 milioni di euro), testimoniando un’inversione di tendenza rispetto all’anno precedente, favorita dalla riduzione del prezzo dei cd e soprattutto dalle vendite in edicola. La musica digitale è il segmento che fa registrare la crescita maggiore, come nelle aspettative (+35% e un fatturato di 38 milioni di euro), con notevoli margini di miglioramento. La musica sparsa rappresenta il segmento di maggiori dimensioni con un fatturato di 1.147 milioni di euro (-1,5%) per gli esercizi che si basano sulla musica e di 56,6 milioni (+8,2%) di diritti per gli esercizi che non vivono principalmente di musica. La musica dal vivo è la seconda tipologia di consumo per volume di affari (755 milioni di euro), ma subisce una flessione dell’1,7% dall’anno precedente. “Ai supporti fisici – dice ancora Barbarito – ha giovato la riduzione dei prezzi (-3% in media), mentre il digitale cresce, ma è lontano dall’aver espresso tutte le sue possibilità. Tra i comparti di fruizione della musica sono sempre le discoteche (933 milioni) e la musica dal vivo (755 milioni) le principali forme di fruizione. La piccola flessione per entrambi i comparti è dovuta all’aumento del prezzo dei biglietti”.

Nel rapporto tra fisico e digitale l’Italia perde ancora posizioni, in quando l’82% delle vendite sul territorio nazionale sono ancora per il supporto fisico e solo il 9% per quello digitale contro rispettivamente 63% e 36% degli Stati Uniti. Su scala internazionale l’Italia si piazza al quindicesimo posto nel mondo per il valore in milioni di dollari del proprio mercato digitale, preceduta anche dall’Indonesia. Altro record negativo per il nostro Paese è sulla vendite degli strumenti musicali, dove l’Italia rappresenta solo il 2% del mercato mondiale, contro il 42% degli Stati Uniti, dove ogni persona spende 20/25 dollari all’anno in strumenti per fare musica e gli italiani solo 6 dollari a testa. Infine per quanto riguarda la distinzione tra l’uso in mobilità o fisso dei siti da cui è possibile comprare musica digitale, i dati del 2008 mostrano una continua tenenza alla diminuzione delle quote del mobile, di cui oltre la metà è costituita da suonerie. L’acquisto da internet è salito del 41% a 9,02 milioni di euro in Italia, quello da mobile (telefonia) è sceso del 34% a 5,41 milioni.


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