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NEWS Novembre 2009

Club Tenco: Terza serata

Le frenesie elettroniche di Morgan e la world di Pagani
aprono e chiudono l'ultima serata dell'edizione 2009

Recensiti da Bielle
Max Manfredi: "Luna persa"
Il migliore tra i dischi imperfetti della scorsa stagione.
Elisir: "Pere e cioccolato"
Tra Parigi e Palermo, tra manouche e canzone d' autore
Ginevra Di Marco
Musica popolare e una grande interprete al servizio.
Enzo Avitabile: "Napoletana"
Una nuova pagina nella lunga carriera di Avitabile
Capossela: "Da solo"
Solipsismi d'autore, tra guizzi, lazzi e malinconie
Yo yo Mundi: "Album rosso"
Un magnifico album di resistenza umana.
Alessandro Mannarino
C'è di sicuro la personalità. Da riascoltare.
Franco Boggero
Debutto a 50 anni. Sfumature tra i capelli bianchi.
Vittorio De Scalzi: "Mandilli"
Un disco in salsa "Creuza" per l'ex New Trolls.
Franco Battiato: "Fleurs"
Pippone a mano singola. Ha stancato.
Dente:"L'amore non è bello
Astro nascente. Promessa? Conferma!


di Marco Marenco

15/11 - Nella seconda e terza serata del Tenco, il teatro Ariston generalmente accoglie il pubblico a sipario aperto; quindi, in base alla strumentazione montata sul palco, si può indovinare quale artista si esibirà per primo: un semplice passatempo che precede l’inizio delle serate, e che in questa terza serata del Tenco 2009 lascia davvero poco spazio ai dubbi.
Una serie di tastiere, sintetizzatori, computer e altri aggeggi elettronici sta attendendo sul palco Marco “Morgan” Castoldi, il “ragazzo difficile del club Tenco” - come viene definito dal presentatore Silva. Accompagnato dalla sua band (chitarra, tastiera, basso, batteria), come un ragno si contorce, si divide e si dimena tra i suoi strumenti, eseguendo alcuni brani tratti dal suo ultimo cd Italian Songbook, Vol. 1, un omaggio alla canzone d’autore italiana, dando vita ad una performance piena, sonora, frenetica, irriverente… insomma in pieno stile “Morgan”!.

Morgan può piacere o meno, e forse stasera la sua performance è andata un po' sopra le righe, ma non si può negare una sua certa genialità. Di tutt’altro stile sono i tre brani eseguiti, dopo la pausa “Tappabuchi“, da Edgardo Moia Cellerino che, affiancato da un tastierista viene premiato con il Premio SIAE – Club Tenco per il miglior autore emergente. Mah.

Accompagnato da Gianluigi di Fenza alla chitarra classica, Marco Pescosolido al violoncello e dal fratello Carlo alla cassa, sale sul palco Enzo Avitabile, premiato dal giornalista John Vignola con la Targa Tenco per l’album in dialetto. Facile battuta introduttiva per Silva, vagamente in polemica con il neo-comunicato regolamento del festivalone "Noi è da... quanto?... Ah sì, Sono solo 25 anni che noi promuoviamo la canzone d'autore in dialetto" Affascinante la ricerca sonora di questo artista che canta accompagnandosi talvolta con la pentarpa napoletana (strumento a corde tipico della zona partenopea), talvolta con un tamburo a telaio, talvolta con un particolare sassofono in legno e rame che utilizza la scala minore napoletana: arrangiamenti curati ed essenziali, ritmi ripetitivi, quasi ipnotici hanno caratterizzato la bella performance di Avitabile.

Un altro intervento “Tappabuchi” a cura di Paolo Hendel permette ai tecnici di palco di allestire


il set di Giuseppe Peveri, in arte Dente, accompagnato dalla sua band (pianoforte, contrabbasso, batteria). Nonostante l’emozione provata dal quartetto nel solcare il palcoscenico dell’Ariston, emozione confessata al pubblico con la battuta ”Siamo soliti suonare in posti come questo quindi non siamo per niente agitati!”, Dente e compagni dimostrano di saper tenere bene un palco di tale importanza, regalando al pubblico un bel set fatto di canzoni semplici, godibili con arrangiamenti minimali ma assai efficaci. Alla fine dell’esibizione Dente saluta il pubblico con la frase da ricordare della Rassegna di quest’anno: “Grazie a Luigi Tenco per averci chiamati stasera!”.La serata di sabato vede anche la presenza di un ospite a sorpresa, del tutto eccezionale: al momento della consegna del premio Tenco “I suoni della canzone” al chitarrista Juan Carlos “Flaco” Biondini, sbuca da dietro le quinte Francesco Guccini, l’uomo che, peraltro, vanta il più alto numero di presenze al Festival dopo Vecchioni e il presentatore Silva: munito del premio da consegnare al suo storico chitarrista, intrattiene poi il pubblico con una carrellata di racconti di avventurose e improbabili situazioni in cui avrebbe conosciuto il musicista argentino. Biondini infine si congeda eseguendo, accompagnato dalla chitarra, la Zamba del angel, una canzone della sua terra.

E’ ora il turno del particolarissimo esordiente Franco Boggero, accompagnato da Marco Spiccio e Federico Bagnasco, due volti noti di questa edizione del Tenco perché rispettivamente pianista e contrabbassista di Max Manfredi. Divertente l’esibizione del cantautore genovese con il suo stile un po’ Contiano (riferendoci a Giorgio, non Paolo) a metà strada tra la canzone e il cabaret. Brani come L’ha fatto cadere, Sfumature o L’appartamento -

quest’ultimo, un’ironico sguardo sulla nuova modagenovese di andare a vivere nel centro storico - hanno divertito e coinvolto il pubblico, soprattutto considera che Boggero è uno storico dell’arte e lavora proprio alla Soprintendenza per i Beni Storici e Paesaggistici della Liguria.La trentatreesima edizione del Festival Tenco si conclude con l’intervento di un veterano della canzone d’autore italiana: Mauro Pagani. Direttamente dagli Stati Uniti (dove si direbbe che stia seguendo qualche stage di canto, vista l'impostazione della sua voce di stasera. Bravo!)L’artista presenta al pubblico dell’Ariston due suoi “compagni di viaggio” con i quali collabora da un po’ di tempo: la nuova stella del nu-jazz, la cantautrice anglo-trinidadiana Z-star e il griot senegalese Badara Seck. Due voci fuori dal comune che - accompagnate da Pagani con violino e bouzouki, e dai suoi musicisti storici (Eros Cristiani alle tastiere e Joe Damiani alla batteria) – eseguono ognuna un tributo al cantautore russo Vladimir Vysotskij e un pezzo dei loro ultimi lavori discografici.

Gran finale diverso da quello delle ultime edizioni. Visto che la canzone proposta è Domani, sarebbe stato scontato vedere sul palco tutti gli artisti per una repica della proposta pro-Abruzzo in chiave Tenco. Invece no, diavolo di un Pagani, che chiude il cerchio (Domani è stata Targa Tenco in tempi non sospetti) inventandosi una Domani a tre voci con Z-star e Badara Seck.
Sotto queste note conclusive anche la regia teatrale di Pepi Morgia gioca le sue carte migliori colorando il teatro con fasci luminosi che si dipartono a raggera dal fondo del palcoscenico e contro i quali si stagliano le tre figure, protagoniste di questo bel finale.

Info


La rassegna avrà luogo a Sanremo dal 12 al 14 novembre al Teatro Ariston.

Abbonamento alle tre serate:
Poltronissima € 78,00
Poltrona € 60,00
Galleria 1ª fila € 60,00
cassa Teatro Ariston dal 19 ottobre 2009 (ore 16-22)
tel. 0184-506060

Biglietti singoli:
Poltronissima € 39,00
Poltrona € 30,00
Galleria 1ª fila € 30,00
Galleria € 18,00
cassa Teatro Ariston dal 2 novembre 2009 (ore 16-22)
tel. 0184-506060

A tutti gli spettatori verrà consegnata gratuitamente all'ingresso del Teatro una copia del libretto di sala Il Cantautore, numero unico a tiratura limitata, redatto in occasione della Rassegna.

Maggiori informazioni sulla manifestazione all’indirizzo: www.clubtenco.it

Club Tenco 2009: il quadro generale

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