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NEWS Agosto 2009

OrientOccidente al via in Toscana

Dai Modena alla Piccola Banda Ikona, da Sparagna a Ovadia

appassionato contributo alla battaglia contro ogni razzismo. Con Moni Ovadia (voce); Ivanta Balteanu (canto); Paolo Rocca (clarinetto); Massimo Marcer (tromba); Albert Florian Mihai (fisarmonica); Luca Pagliani (chitarra); Marian Serban (cymbalon); Marin Tanasache (contrabbasso); Virgil Tanasache (violino); Mauro Magiaro (suoni). Una produzione Promo Music.

Venerdì 7 agosto, a Bucine, all’Anfiteatro del Teatro Comunale alle ore 21.30, concluderà questa settimana eccezionale per le musiche del mondo nel Valdarno il Coro delle Mondine di Novi. Il canto delle mondariso, le mondine della valle del Po, è una delle forme musicali popolari più ricche e antiche. Sono una parte fondamentale della tradizione del canto operaio e contadino italiano. A quelle canzoni corali è stato affidato il compito di tramandare una cultura che nel tempo rischiava di perdersi. Voci di donne, generazioni diverse che hanno condiviso la stessa esperienza di lavoro. I “racconti di risaia” che si accompagnano al canto rappresentano l'esigenza di rinnovare lo stile della narrazione, di andare in profondità, di mettere a nudo le esperienze anche individuali. Per Orientoccidente il Coro delle Mondine di Novi (Modena) si presenta con due ospiti che rappresentano un ponte di continuità con la ricerca musicale di oggi : Jessica Lombardi (piva emiliana, flauto) e Massimiliano Fabianelli, fisarmonicista dei Modena City Ramblers.

I concerti inizieranno alle ore 21,30 e l'ingresso è gratuito.

01/08 - Settimana di fuoco, la prossima per Orientoccidente: quattro importanti appuntamenti che segnano questa edizione del festival (in attesa di una parte finale altrettanto scoppiettante...).

Lunedì 3 agosto, a San Giovanni Valdarno, in piazza Masaccio alle ore 21.30, sarà di scena l’Orchestra Multietnica di Arezzo. Un percorso di culture e di tradizioni, di pace (e di fuga dalla guerra), di nomadismo e di amore per le proprie radici. Un ensemble aperto, un workshop permanente che ha fatto dell’O.M.A., diretta da Enrico Fink, un punto d’incontro per molti musicisti stranieri residenti nell’area aretina (sono rappresentate almeno dodici nazionalità diverse) e musicisti italiani. Musiche tradizionali dei popoli del Mediterraneo che si incrociano con la tradizione italiana ed europea e inventano un repertorio contaminato, basato sull’intreccio della cultura araba ed ebraica, fino all’est Europa, al Bangladesh, alla taranta pugliese.

 

Martedì 4 agosto, a Montevarchi, in piazza Varchi alle ore 21.30, si presenteranno la Piccola Banda Ikona e Ambrogio Sparagna.
Un grande omaggio al Mediterraneo, alle sue contraddizioni e al suo fascino millenario, alle sue tante culture. Una rilettura della tradizione popolare del centro-sud italiano con melodie balcaniche, greche, sefardite. Fondata da Stefano Saletti (già leader dei Novalia), Ikona riunisce alcuni protagonisti della world music italiana e si caratterizza per la forza vocale delle due cantanti (una siciliana, l'altra pugliese). Per Orientoccidente si avvale della presenza straordinaria di Ambrogio Sparagna, uno dei maggior virtuosi dell’organetto diatonico, per tre anni maestro concertatore della Notte della Taranta e direttore dell'Orchestra Popolare Italiana dell'Auditorium di Roma. Con Stefano Saletti (bouzuki, oud, chitarre, voce); Barbara Eramo (voce, chitarra); Ramya (voce); Mario Rivera (basso); Carlo Cossu (violino, voce); Gabriele Coen (clarinetto, sax, flauti); Leo Cesari (batteria e percussioni) e Ambrogio Sparagna (organetto).

Giovedì 6 agosto, a San Giovanni Valdarno, piazza Masaccio alle ore 21.30, sarà la volta di quello che si prefigura come l’ “evento” di questa già straordinaria edizione di Orientoccidente, Moni Ovadia, celebre attore, musicista, scrittore, proporrà in esclusiva per la Toscana uno dei suoi spettacoli più vibranti e d’impegno civile: “Ebrei e Zingari – Senza Confine”. Gli ebrei e il popolo degli “uomini” per secoli hanno condiviso lo stesso destino: un tratto comune ha segnato la loro storia spesso tragica. Il nomadismo non era vocazione originaria, ma solo una risposta, di dignità e di indipendenza, alle persecuzioni: i due popoli chiedevano solo di vivere nella loro identità. Lo spettacolo è un recital di canti e storie rom, sinti ed ebraiche che racconta la comune sorte delle genti in esilio. “La musica e teatro” ha affermato Ovadia nel presentarlo “sono arti rappresentative e comunicative che possono e devono scardinare conformismi e convenienze per proclamare la libertà e la dignità di ogni singolo essere umano”. La serata del 6 agosto è anche il nostro piccolo ma

 


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