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23/02 - Uscirà il 21 marzo prossimo il nuovo album di Stefano
Giaccone, "Viper Songs" (La locomotiva
distribuzione Venus)
Il prossimo 21 marzo sarà pubblicato il nuovo lavoro di Stefano
Giaccone intitolato "Vipers songs" (Canzoni viperine).
Si tratta di un disco pensato, scritto e registrato interamente
in inglese, in Galles, presso lo studio di Dylan Fowler, ormai da
diversi anni collaboratore di Stefano. Questo lavoro è stato
scritto con il commediografo e attore Peter Brett.
Si è trattato di un lavoro affascinante, ma lungo, concretizzatosi
in un lavoro di studio protrattosi per più di un anno, dal
dicembre 2007 al dicembre 2008.
Il modo migliore per farvi entrare in questa nuova fatica di Stefano,
è sicuramente lasciarvi alle sue parole, che costituiscono
anche la presentazione del libretto del cd:
"Raccontare la genesi, il crescere di un lavoro discografico
potrebbe essere utile, soprattutto per noi che ne siamo gli autori.
Mi è capitato di entrare con maggiore precisione emozionale
in mie canzoni, come facendo uso di una “sonda semantica”,
anni dopo averle scritte. Non è una novità. Scrivere
canzoni è la cosa più vicina al sognare che conosco,
anche quando si tratta di temi realistici, di attualità,
personali. Questo album nasce da un incontro, tra due uomini adulti,
entrambi dediti, in ambiti diversi e esperienze professionali dissimili,
alla Parola. La canzone, una micro-storia di fatti e emozioni con
accordi di chitarra o piano, e il Teatro. Entrambi scriviamo, storie
brevi, poesie, romanzi. Entrambi suoniamo la chitarra (acustica
io, flamenco Peter), entrambi siamo appassionati di jazz e blues.
Questa è la nostra Madre Lingua,forse più di quelle
che usiamo per parlare, italiano, inglese, tedesco o spagnolo. Peter
aveva suggerito di provare a rendere alcune mie canzoni in lingua
inglese. Abbiamo scelto l’album del 1998 “Le stesse
cose ritornano" (uscito a nome Tony Buddenbrook) e da esso
tre brani: “Il sarto”, “L’uomo sulla luna”
e “La vena d’oro”, perché Peter trovava
all’interno delle liriche la storia di un medesimo personaggio,
nel suo Tras Os Montes della vita. Il personaggio potrebbe essere
il sottoscrittto, ma sarebbe una bugia, come tutte le canzoni, tutte
le poesie. Siccome “non dare falsa testimonianza” è
un comandamento della Chiesa, e di essere comandato non mi è
piaciuto mai, allora scrivo. Canzoni, poesie e letteratura sparsa.
Il lavoro sulle tre canzoni iniziali in realtà è risultato
più un riscrivere, un “ripassare dentro antiche acque”.
I possessori dell’album originale del 1998 troveranno in questo
libretto, oltre al nuovo testo inglese, una nuova traduzione. Poiché
ora sono diventate canzoni nuove, cantate con una Lingua nuova e
venti anni dopo (o più indietro? o di lato?). Peter nel frattempo
mi consegnava due storie brevi, scritte da lui. Vi rimando alla
sua biografia, per una conoscenza più approfondita. Io mi
limito a dire di un incontro, artisticamente e umanamente fondamentale,
di enorme ispirazione. Si è deciso a quel punto di mettere
insieme un album di testi recitati, canzoni, suoni ma soprattutto
la presenza emozionante di musicisti e amici di vecchia e nuovissima
data. Dylan Fowler, Frankie Armstrong, Max Brizio, Gillian Stevens,
Margaret Brett, Aite Tinga, Dave Newell e Cheryl Christopher. Il
primo album, pensato, scritto e registrato interamente in inglese.
Il fatto ha creato uno scarto interiore tra me, ma penso di poter
dire anche Peter, e il suono/semantico delle parole. Il risultato,
che ci è apparso evidente solo durante la lunga lavorazione,
è stato quello di creare una sorta di “terra/lingua
franca”, dove poter situare la memoria di un uomo giovane,
maturo e anziano. O se volete di vari personaggi accomunati da un
sentiero in quota o sulla costa, ma sempre un sentiero nel mondo:
la sua gente, la sua miseria e la meraviglia del vivere" .
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Estamos
in todas partes
Una
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Sul web
Stefano Giaccone su Splinder
La
Locomotiva
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