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NEWS Gennaio 2009
E'
morto John Martyn
Il musicista inglese,
60 anni, mito della musica folk degli anni settanta
30/01 - A 60 anni è morto oggi in Irlanda,
per causa non ancora precisate John Martyn, uno dei protagonisti
del folk revival britannico degli anni '60. Da tempo versava
in cattive condizioni di salute, tra precedenti per droga
a un'amputazione alla gamba destra nel 2003 a causa di una
cisti infettatasi.
La notizia proviene dal sito ufficiale del cantante Johnmartyn.com,
che ha pubblicato un laconico messaggio: "con grande
dolore e un insopportabile senso di perdita dobbiamo annuciare
che John ci ha lasciati stamattina".
Nato nel 1948 nel Surrey e cresciuto in Scozia, Martyn
debuttò nel 1967 con il disco "London
conversation", al quale ne seguirono - nel
corso degli anni - altri diciannove. Nel 1973 pubblicò
"Solid air", la cui title track
è un tributo all'amico e collega Nick Drake. "Solid
air", col suo connubio di folk e jazz resta
un capitolo indimenticabile nella storia della musica.
Personaggio tutt'altro che facile, John aveva iniziato,
dopo il debutto in solitario di "London conversation"
a 19 anni appena compiuti, a esibirsi in duo assieme alla
moglie Beverly, con un repertorio solidamente folk, ottimo,
ma non geniale come avvenne in seguito. La sua strada artistica
Martyn la scoprì quando iniziò a lavorare
in solitudine. "Solid air" e
"Inside out" uscirono a pochi
mesi di distanza l'uno dell'altro (febbraio e ottobre 1973),
lasciando un'impronta indelebile.
Nel 1979 John
Martin arriva a suonare a Milano, nel concerto d'esordio per
la allora piccola Barley Arts di Claudio Trotta. Nella sua
discografia, nello stesso anno, esiste un live doppio: "Live
in Milan", registrato probabilmente in quella
occasione. Nonostante periodoci periodi di appannamento l'attività
di John non si è fermata fino al 2004, quando pubblica
"On the cobbles", un ritorno acustico
dove ritrova il vecchio sodale Danny Thompson al contrabbasso.
"Solid
Air"
Magie oltre il folk Per
molti questo è stato e sarà "l'album" di Joh
Martyn, il crocevia a cui arrivano, al momento opportuno, a confluire
tutti i suoi talenti e tutta la sua arte. La title track è
dedicata a Nick Drake, che morirà l'anno dopo. Profondo e vasto,
l'album gode del supporto di un gruppo di musicisti da brividi: Danny
Thompson, Richard Thompson, John 'Rabbit' Bundrick, Dave Pegg, Dave
Mattacks e Simon Nicol, ossia un bel pezzo dei Fairport Convention
e un pezzo dei Pentangle. Ci sono più di qualche spezia jazz,
incistata su un tappeto acustico in puro stile folk revival e sopra
tutto l'uso della voce, su cui si innestano intrecci ritmici sudamericani,
echi pop, psichedelia e reminiscenze blues. Una musica fusion ante-litteram,
prima che il termine venisse inventato e poi reso celebre. Inoltre
il grande talento chitarristico di John che arriverà a dire
di sé: "sono molto contento di come suono la chitarra,
sono il più grande chitarrista vivente". Forse il più
grande no, ma di sicuro "un manico" , Non solo la title
track è memorabile. Ci sono anche “Go down easy”,
“Dont’ want to Know” e “Dreams by the sea”.
E tanto altro ancora. Grande disco.