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BiELLE LIBRi
"Taking Woodstock" di Elliot Tiber (con Tom Monte)
Il romanzo di un sogno giovanile (e presto il film)
di Giorgio Maimone


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Tra tutti i libri su Woodstock, usciti impetuosi questa primavera in vista del quarantennale della manifestazione è il meno in tema. Elliot Tiber (nome d'arte di Eliyahu Teichberg) ha avuto un ruolo marginale (ma fondamentale) nell'organizzazione dei tre giorni di pace, amore e musica e il libro lo rispecchia. Sostanzialmente Tiber ha offerto un terreno (che non andava bene) e una licenza (che andava bene) per far svolgere il festival a Bethel, quando i tentativi di organizzarlo a White Kill, nella sede originarimente scelta, erano falliti.

Tiber e i suoi genitori gestivano un malandatissimo Motel (El Monaco) a Bethel che è stato baciato dalla sorte essendo stato scelto come sede operativa dall'organizzazione di Woodstock, Micheal Lang in primis. Ma se cercate informazioni sul Festival questo libro non fa per voi. infatti nei tre giorni del festival Elliot ha al massimo sentito le musiche portate dal vento, ma non è mai riuscito ad andare sul posto. Questo libro è invece un romanzo, una cronaca romanzata di come un ragazzo degli anni '60 viveva la sua epoca, la sua diversità (Tiber era gay quando ancora era difficile esserlo) e la musica e gli spettacoli del suo tempo. Non a caso, volendo realizzare un film sull'evento Ang Lee per il suo "Taking Woodstok" si è ispirato proprio al libro di Tiber che era il più adatto per questo scopo. Proprio per gli stessi motivi è il libro che parla meno di musica in assoluto.

Tutto sta a sapere esattamente cosa si vuole trovare in un libro. Se siete dei fans dei Ten Years After e avete voglia di sapere cosa hanno fatto, cosa hanno suonato, quali droghe hanno preso prima e dopo, questo non è il vostro libro. Se invece volete leggere un libro ben scritto che racconta con notevole humor la storia personale di Elliot Tiber, senza nemmeno pretendere che diventi una storia epigrammatica di una generazione, ecco un magnifico e agile volumetto che si legge in poco tempo e con poche preoccupazioni per la verità storica.

Da segnalare solo un fatto: che mentre Elliot Tiber parla sempre in modo entusiastico di Michael Lang (il vero organizzatore di Woodstock) e ne parla spesso, perché è stato l'uomo che bene o male gli ha cambiato la vita, Lang si limita a citare un paio di volte Tiber e con accenti tutt'altro che entusiasti. Esempio: "Chi più tardi descrisse Mike Lang come un folletto cosmico non si sbagliava poi di molto. I capelli ricci che gli scendevano fino alle spalle incorniciavano due occhi grandi, rotondi e luminosi. Le guance, anch'esse rotonde, avevano una fossetta nel mezzo e la bocca, grande, rivolta verso l'alto, era aperta in un sorriso, come fosse eternamente felice" (Tiber). "Le indicazioni di Elliot ci condussero a uno dei motel più squallidi che avessi mai visto. Dall'insegna cadente su cui si leggeva El Monaco, capimmo di essere giunti a destinazione. Il tipo paffuto venuto ad accoglierci si presentò: era Elliot tiber. Scoprii che in realtà si chiamava Eliyahu Teichberg e che era cresciuto a Bensonhurst, a un passo da casa mia" (Lang).

Non sono le sole differenze tra i due: per Elliot Mike è arrivato in elicottero, Mike parla di una macchina. Lang dice di aver scoperto poi che Tiber era un suo vicino di casa a New York, Tiber racconta che appena arrivato Lang glielo disse, aggiungendo "abbiamo giocato a baseball insieme da bambini". Quisquillie e pinzillacchere, come è giusto dire, soprattutto di fronte alla portata del Festival. .

Non c'è dubbio che il materiale di Elliot non si pone come obiettivo quello di ristabilire la veridicità sul Festival, ma solo quello di divertire e raccontare. Dispiace forse solo un po' che entrambi (Tiber e Lang) abbiano avuto bisogno di ricorrere a un ghost writer per scrivere i propri libri. Ciò detto i due libri sono esattamente complementari. Aver letto uno porta voglia di leggere l'altro e viceversa e le informazioni che si trovano su uno dei due libri sull'altro non ci sono o sono leggermente differenti. Il racconto di Tiber non disdegna di pigiare il pedale sul comico o sul grottesco, raccontando una tipica famiglia ebrea dello stato di New York con un tocco simile a quello che potrebbe utilizzare Woody Allen.
Il film dovrebbe avere gioco facile nel rendergli giustizia.

Elliot Tiber
"Taking Woodstock"

Rizzoli - 2009
(finito di stampare nel maggio 2009)
246 pagine - € 17,00
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Ultimo aggiornamento: 14-08-2009
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