Una Brigata di memoria, di cultura, di utopie,
di speranze, d'informazione, dell'uomo.

 














 
BiELLE LIBRi
"Woodstock" di Michael Lang (con Holly George-Warren)
Tre giorni di pace e musica visti dall'interno
di Giorgio Maimone


Ascolti collegati


AaVv
Woodstock - il film

Massimo Priviero
Rock & poems

Slowfeet
Elephant's memory

Bob Dylan
Modern times

Bruce Spingsteen
Seeger's sessions

Shel
Acoustic circus


Libri analoghi



Se il libro di Elliot Tiber pè un romanzo, quello di Mkie Lang è una cronaca. Una cronaca precisa e dettagliata dei giorni che hanno preceduto il festival e di quelli che l'hanno seguito. "Chi si è radunato lungo il perimentro del palco rimane a bocca aperta di frotne alle performance offerta da Jimi Hendrix e dal gruppo che lo accompagna. Sono stati in piedi tutta la notte, forse non dormono da parecchio, come molti di noi. Jimi ha le unghie sporche, ma indossa una camicia di pelle bianca con le frange che gli dà un espertto regale. Fradicio di sudore Jerry Velez, percussionista giovanissimo, suona freneticamente i tumba. John Sultan, derviscio vestito color porpora agita le maracas e colpisce le percussioni con una specie di mazzuolo. Al fianco di Jimi i soldali Jerry Lee alla seconda chitarra e Billy Cox al basso. Mich Mitchell, fenomenale batterista degli Experience nons i ferma un attimo".

In questo quadro a suo modo epico, Jimi Hendrix inizia a suonare "The Star spangled banner", in una versione ricca di distorsioni e feedback. "Galvanizzati ed esultati applaudiamo la straordinaria esibizione. Non ho dubbi: l'inno nazionale non sarà mai più lo stesso. Jimi è riuscito a cogliere l'insieme di esperienze che ci fa sentire un tutt'uno e a dargli voce: tutta l'inquietudine e il disorientamento vissuti da noi giovani americani cresciuti negli anni Sessanta si riversano fuori dalle torri di altoparlanti". Inizia così il libro e questo è anche il suo succo. La musica come linguaggio universale per unire quei 500 mila giovani e farne la Woodstock nation di cui ancora si parla.

Mike Lang ha avuto una visione ed è riuscito a realizzarla. Certo non era da solo. Anzi forse l'idea del festival non è uscita né da lui nè dal suo socio, Art Kornfeld, entrambi ben visibili nel film, ma dai finanziatori ("giovani con capitali illimitati"), ossia John Roberts (colui che alla fine si accollò le perdite) e Joel Rosenman. Lang e Kornfeld volevano semplicemente aprire uno studio di registrazione a Woodstock e magari fare incidere un disco a chi abitava nella zona (Dylan compreso). Come poi sia andata lo sappiamo tutti.

Langa parte a raccontare da lontano. Da ragazzino a New York (un po' precoce, a undici anni aveva già avuto un rapporto sessuale, guidato la macchina e a suonare uno strumento, la batteria. A 14 aveva già preso la patente, sfidato la morte su una moto e prese le prime droghe. Fatti suoi.), fino agiovane commesso in un negozio di materiali per la droga a Miami. Proprio a Miami Lang riuscì a organizzare i primi festival musicali, fino ad arrivare a una manifestazioni da 25 mila persone con Jimi Hendrix sul palco. Da lì nasce la prima idea di Woodstock.

Il modo che Lang sceglie per raccontarci il tutto è di basarsi soprattutto su testimonianze di chi c'era. Quindi le pagine sono continuamente spezzettate da incisi di decine di persone o di artisti che raccontano la loro verità e i loro ricordi sull'accaduto. Le interviste sono quasi tutte dovute a Holly George-Warren che ha scritto il libro assieme (o per conto di) Lang.

Particolarmente interessante (perché credo fosse questo che ci si poteva aspettare da un libro simile, è tutta la parte dedicata ai contatti con gli artisti, la storia di chi è stato scelto e per quali motivi, la storia di chi non è venuto (e per quali motivi), tra cui spiccano la defezione di John Lennon perché l'Fbi gli aveva tolto nel periodo il visto per entrare negli Stati Uniti e la rinuncia a malincuore ai Rolling Stones che avrebbero probabilmente messo in ombra gli altri partecipanti. Infatti se alcuni dei presenti (come Creedence, Jefferson Airplane, Gratuful Dead, Blood, sweats and tears) erano già famosi, molti altri dei partecipanti a Woodstock famosi non lo erano e devono quasi tutta la loro carriera al festival. E' il caso di Joe Cocker, di Crosby, Stills, Nash & Young, degli Sha Na Na, dei Santana e anche degli Who che, pur famosi in Inghilterra, in America erano abbastanza agli inizi.

Novità sconvolgenti non ce ne sono. Molte curiosità sì. E soprattutto la sensazione che il Festival sia andato bene nonostante tutto, nonostante perfino la mancanza di organizzazione e di capacità previsiva su tantissime cose (dal cibo, al blocco stradale, dall'impossibilità di far pagare i biglietti, alle scalette senza capo né coda). Tutto è andato bene per il lavoro instancabile dei volontari e per il pubblico, questa immensa
Woodstock Nation che ha voluto a tutti i costi celebrare tre giorni di pace, amore e musica, impegnandosi in prima persona perché questo succedesse. E' successo. E' stato un successo!

Michael Lang
"Woodstock"

Arcana - 2009
(finito di stampare nel maggio 2009)
236 pagine - € 18,50
Nelle librerie

Su Bielle


Sul web
Sito ufficiale
Ultimo aggiornamento: 14-08-2009
HOME