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BiELLE LIBRi
"Il tempo di Woodstock" di Ernesto Assante e Gino Castaldo
Un popolo di giovani che ha costituito una nazione
di Giorgio Maimone


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Terzo libro della serie dedicata al Festival di Woodstock è "Il tempo di Woodstock" di Ernesto Assante e Gino Castaldo. Terzo sia in ordine di uscita, sia perché è l'unico libro che sia stato critto da gente che non ha partecipato direttamente alla tre giorni epocale. Castaldo e Assante si limitano a citare fatti, raccontare episodi, anche spezzoni di interviste, ma tutte già edite e uscite su altri libri, riviste o pubblicazioni. Niente di originale sotto il profilo documentario quindi, ma indubbiamente questo è "il" libro di cui non si può fare a meno se si vuole avere un'idea di cosa successe a Woodstock.

In primo luogo è il libro più interessato alla musica e ai musicisti, quindi anche il più completo sotto questo aspetto. In secondo luogo Assante e Castaldo cercano di contestualizzare Woodstock all'interno della cultura e della macrocultura del periodo, compresi i versanti più marcatamente politici, su cui Lang, ad esempio, svicola un po'. A onor del vero "Il tempo di Woodstock" sembra che la prenda un po' troppo da lontano, perché tutte le prime 80 pagine sono dedicate al contesto e in particolare alla controcultura della West Coast, da San Francisco in qua, zone che stanno a migliaia di chilometri da Bethel e dintorni. Fatto sta però che i gruppi partecipanti invece, dai Grateful Dead, ai Jefferson Airplane, ai giovani (allora) Csn&Y vengono dalla California e la California ha indubbiamente funzionato un po' come il terreno di cultura su cui è nata, è germinata e si è concretizzata l'idea di Woodstock.

Al lungo prologo fa segue peraltro una cronaca del tutto dettagliata dei tre giorni del concerto: da Richie Havens fino a Jimi Hendrix, dilengandosi anche a spiegare (e raccontare) tutti quelli che nel film non hanno trovato spazio, sia per ovvi motivi di durata, sia, forse soprattutto, perché le loro esibizioni non erano state all'altezza della loro fama e delle attese. Il "buco" più grosso lo hanno forse fatto i Grateful Dead, non solo perché pionieri della cultura underground, ma perché devono quasi tutta la loro fama alle esibizioni dal vivo (immortalate su una tonnellata di album), ma che a Woodstock, per motivi vari, droghe, maltempo e nervosismi assortiti, non sono riusciti a fornire una prestazione degna.

Nettamente sotto tono anche Janis Joplin, penalizzata dal fatto di suonare con una band nuova. Un po' frenati, anche se molto professionali, i Creedence Clearwater Revival e i Blood, Sweat and Tears. Completamente fuori parte The Band, nonostante avesse il vantaggio di giocare in casa (abitavano a pochi chilometri da lì), penalizzata anche da una scaletta che li schiacciava tra due macinasuono come i Ten Years After e Johnny Winter. Non brillanti neanche i Jefferson Airplane, che hanno la scusante di aver suonato all'alba (ma allora cosa doveva dire Jimi Hendrix che si è esibito davanti a 50 mila persone quando altre 450 mila avevano già preso o stavano prendendo la strada di casa. Fiacchi anche la maggior parte dei gruppi acustici.

Alcune considerazioni del Castaldo-Assante pensiero vanno tenute in risalto: "In quel periodo la musica era il costante sottotesto della rivoluzione: vera o presunta che fosse. Disegnava il profilo dei tempi, aveva acceleerato le pulsioni del mondo alternativo, generava una irripetibile ezuione creativa, sembrava davvero l'agognata scienza dell'uomo nuovo. La musica era diventata a tutti gli effetti il nuovo vangelo, ovviamente apocrifo, del tumulto generazionale". "Per lungo tempo i concerti sono stati occasione di cambiamento. Si poteva arrivare in un modo e uscire in qualche modo trasformati". "L'underground, contraddicendo la sua stessa intrinseca definizione, aveva preso il potere. Le più folli e audaci sperimentazioni sonore erano ai vertici della classifiche mondiali. Di sicuro per alcuni anni la migliore musica che sia faceva al mondo era anche la più venduta".


Ernesto Assante/Gino Castaldo
"Il tempo di Woodstock"

Editori Laterza- 2009
(finito di stampare nel giugno 2009)
170 pagine - € 15,00
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Ultimo aggiornamento: 14-08-2009
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