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In direzione ostinata e contraria |

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Rossi
Il mondo che vorrei |

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Acqua luce gas |

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Non al denaro ... |

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In fondo al blu |

Carlo Fava
Personaggi criminali |
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"Ah,
questo Woodstock! Come eravamo tutti belli, dentro e fuori,
trentacinque anni fa, quando si è fatto quel primo leggendario
Woodstock". "Ah, questo Bob Dylan! Croce e delizia
di tanti di noi quel 2 dicembre 1965, indimenticato e indimenticabile,
tutto, il prima e il dopo. Il prima sul camper Volkswagen di
Allen Ginsberg che mi spiegava Mr Tambourine man". "Ah
questo Fabrizio! Bello, doce, gentile e va bene, questo capita
a molti, ma a lui era capitata una cosa capitata solo a lui,
una voce, una voce, una voce che quando diceva Buongiorno come
stai era come sentire un suono ultraterreno". "Ah,
questo Vasco Rossi! E' nato a Zocca" (va beh, non tutti
possono nascere belli, dolci e gentili. Però è
l'unico che qualche pagina oltre si becca un secondo "Ah,
Vasco, Vasco, dolcissimo Vasco, fascinoso al di là del
pensabile" - NdR). "Ah, questo Bruce Springsteen",
"Ah, questo Lorenzo Cherubini, Alias Jovanotti", "Ah,
questa Patti Smith", "Ah, Piero Ciampi".
Questi alcuni degli incipit di una serie di quadretti olografici
che Fernanda Pivano dedica "Ai miei amici cantautori",
conscia o meno di scippare il titolo a un noto Lp di Ornella
Vanoni del 1968. Il libro invece è più recente
(2005) e ne parliamo adesso in seguito alla scomparsa dell'autrice.
Purtroppo non ci viene da parlarne bene. Fernanda Pivano , come
si può vedere dagli incipit citati sopra, era un'entusiasta
per natura. Che però una che aveva conosciuto Hemingway
e Scott Fitzgerald possa andare in brodo di giuggiole per Jovanotti
mi sembra un po' eccessivo. O che riservi lo stesso entusiasmo
a Dylan, Springsteen Vasco Rossi, Patti Smith che forse (e dico
forse prudenzialmente) hanno dato contributi diversi all'evoluzione
della musica rock.
Ma tant'è. Se vi da fastidio la faciloneria critica e
siete allergici agli entusiasmi, piantate pure qui con la lettura.
Se invece siete tra quelli che amano conoscere i dietro le quinte,
i "chi-conosce-chi-chi-frequenta-chi" allora questo
è il libro per voi. La Nanda conosce tutti. Alcuni però
non li saluta con l' "Ah, quel ..." di prammatica.
Non so, Guccini non gode di questo entusiasmo, De Gregori non
esiste nemmeno, Vinicio Capossela invece sì, ma, come
Ligabue, non ha diritto all'"Ah ..." della Pivano.
I quadretti riguardano, oltre ai nomi già citati anche
DAvid Bowie, Laurie Anderson, John Cage ("Ah, questo John
Cage! Un altro eroe degli anni Sessanta"), Kurt Cobain,
The Fugs, Jim Morrison, Lou Reed, Ravi Shankar ("Ah, quest'India).
Al di là della forma enfatica e di questa tendenza, ma
in fin dei conti giustificata, della Pivano a leggere la realtà
sempre come se fosse vista solo dalla sua parte, si leggono
facilmente. Diciamo che due neuroni, due neuroni e mezzo bastano
per seguire i discorsi che, in gran parte sono pettegolezzi
da smart set.
Ogni tanto compare qualche intermezzo in forma di intervista:
a Capossela ("Come hai conosciuto Tom Waits?"), a
Guccini ("Io ho scoperto l'America nel 1956, dimmi quando
e come l'hai scoperta tu") e, a introduzione del tutto
c'è invece un'intervista a Fernanda Pivano fatta dai
due curatori del libro, Sergio Sacchi e Stefano Senardi che
forse è il pezzo più interessante del volume.
In coda i due chiedono se la Nanda voleva ricordare qualche
altro cantautore che non era entrato nel libro e lei cita Mauro
Pagani per il suo lavoro su "Creuza de ma" e per quello
sulle canzoni napoletane con Massimo Ranieri, Morgan (anche
per aver riscritto "Non al denaro, non all'amore, né
al cielo"), Carlo Fava per "Personaggi Criminali",
Lucio Quarantotto, Giulio Casale e Pino Marino. Quasi più
interessante quest'ultima lista che non gli artisti (straconosciuti)
di cui si parla nel libro.
La vera Pivano, la Pivano di valore sta altrove e non in questo
volumetto (caro anche perché del tutto privo di apparato
iconografico), ma la compagna di strada e attenta ascoltatrice
e sincera appassionata del mondo dei cantautori, quella che
negli ultimi tempi andava dicendo che i poeti in Italia non
esistono più, ma ci sono i cantautori, ecco, questa è
proprio lei.
Fernanda
Pivano (A cura di Sergio Sacchi e Stefano Senardi)
"I miei amici cantautori"
Mondadori - 2005
(finito di stampare nell'ottobre 2005)
201 pagine - € 15,00
Nelle librerie
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