|
"Guida
poco ragionata e molto autoreferenziale alla musica leggera
italiana da Nilla Pizzi a Mondo Marcio". Il sottotitolo
dovrebbe spiegare tutto. Il resto lo si può spiegare
in poche parole. Questo libro è una stronzata. Come quasi
tutti i libri di No Reply lascia con l'amaro in bocca. L'amaro
per tanti baldi alberi sacrificati per produrre la carta su
cui scrivere queste banalità. Resta la domanda sul "perché"
lo si voglia scrivere. E soprattutto chi lo compri. Su questo
vige il mistero.
Monina è uno a cui piace fare lo spiritoso. In quanto
crede di essere scrittore. Ma Monica non è Morozzi.
E' uno che ha scritto "Saghe mentali" con Caparezza
e "Mondo Marcio" con (per?) Mondo Marcio. Poi ha
scritto la biografia di Vasco, GeneRAPzione e due romanzi:
"Aironfric" e "Questa volta il fuoco".
Ma non preoccupatevi se non ve li rficordate. Ci penserà
il Monina a ricordarevelo. Così come ogni cinque minuti
vi ricorderà che lui fa una trasmissione su Mtv assieme
ad Ambra Angiolini, che si intitola "Stasera niente Mtv".
Non l'avete mai vista? Neanche voi? Ma che strano!
L'unica speranza o beneficio del dubbio che possiamo concedere
a Monina è che molto ironico e che quindi a fare la
figura del pirla, come in questo libro, ci goda un mondo.
Se non fosse così sarebbe irritanti. E chi siamo noi
per giudicare Monina irritante? Forse uno che a pagina 10
(ma è la seconda di testo) scrive. "Sembro uscito
da un libro di Nick Hornby, in tutto e per tutto uguale a
un suo personaggio ( è un personaggio dunque? - NdR).
Anzi, credo di essere in tutto e per tutto uguale allo stesso
Hornby" può essere giudicato irritante? No. O
folle o simpaticamente ironico. Ma la seconda chance mi sembra
meno probabile.
Forse può essere antipatico uno che a pagina 11 scrive:
"Posso solo dire che, può sembrare assurdo (lo
sembra - NdR), io da anni campo scrivendo e spesso scrivendo
di musica. Sono uno scrittore e al tempo stesso un critico
musicale (e a volerla dir tutta sono anche un reporter, cioè
uno di quei privilegiati che va in giro per il mondo, solitamente
in posti esotici e altrimenti inavvicinabili)?.
Oppure
uno che poco sotto scrive: "Ho svolto per anni il lavoro
di prima firma di Tutto musica, finche quella che era la rivista
leader del settore non è stata chiusa per logiche di
mercato che a tutt'oggi mi suonano estranee se non addirittura
illogiche e subito dopo ho iniziato a collaborare con Rocksta,
andando a prendere la rubrica che un tempo fu di Pier Vittorio
Tondelli (mica cazzi)" vi sembra forse immodesto? Anche
quando due righe sotto tira in ballo Hunter S. Thompson o
poco dopo parla di se stesso come "quello che un ufficio
stampa aggressivo e poco dotato di senso della misura potrebbe
definire il Nick Hornby italiano". Mah? Ironia, quasi
di sicuro. O no?
Il tema?
Il tema è una playlist per iPod della musica italiana.
Cento brani assemblati secondo un criterio esclusivamente
personale. Alcune delle scelte: Dove sei tu, Gocce e Universo
di Cristina Donà (niente da dire); Miccia prende fuoco
di Nada/ Zamboni (ci siamo); L'internazionale degli Area (e
questa l'avrei messa anch'io). Amico di ieri delle Orme. Stalingrado
degli Stormy Six (e siamo sempre nell'eccellenza). La storia
e La donna cannone di De Gregori. Margherita di Cocciante
(va bè, è pop, ma è bello). Anime Salve
di De André e La disciplina della terra di Fossati.
Ma poi ci sono Il cielo di Renato Zero, Dentro di me di Mariella
Nava, Piove e Demian di L'aura, Per sempre di Giorgia, Sereno
è di Drupi, Vaffanculo di Masini e I bambini fanno
oh di Povia, Neve degli Audio 2, Tutto il resto è noia
di Califano, Vita storie e pensiero di un alieno di Raf e
Ti amo di Umberto Tozzi, Liberatemi di Biagiio Antonacci,
Maggese di Cesare Cremonini, Io e te di Gianni Togni, Strani
amori di Laura Pausini, Ti sposerei perché di Eros
Ramazzotti, Ci penserò domani dei Pooh, Supercafone
di Piotta, Applausi per Fibra di Fabri Fibra, Dentro la scatola
di Mondo Marcio.
A fine libro neanche una scaletta riassuntiva della playlist,
per evitare la fatica di rileggere il libro (ebbene sì,
l'ho dovuto rileggere!). Accettabile, visto che i criteri
sono "poco ragionati e molto autoreferenziali). Sì,
se si supera l'antipatia istintiva per un personaggio che
cerca a tutti i costi di fare lui il personaggio e non le
canzoni di cui parla. Uniamoci due o tre perle. Locasciulli:
il fratello scemo di De Gregori. Paolo Conte: "ma è
un cantautore Paolo Conte?" GianMaria Testa? "Un
Paolo Conte in scala ridotta, amato dagli snob". Giorgio
Gaber e Enzo Jannacci: "non ce la faccio proprio, per
quanto mi sforzi le loro canzoni non mi piacciono".
Michele
Monina
"C'è tutto un mondo intorno"
No Reply - 2008
(finito di stampare nel settembre 2008)
304 pagine - € 14,00
Nelle librerie
|