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Le BiELLE Interviste
Mauro Pagani: "avremmo fatto un gruppo di rock delle radici"
Il concerto per Demetrio? Andammo per dir messa
di Giorgio Maimone


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Incontro Mauro Pagani nel posto solito delle nostre interviste: a pranzo un giorno feriale, in un'osteria sui Navigli. Sempre la stessa. La chiacchierata dura l'intero tempo di un pranzo (oltre 45 minuti per chi la pazienza di ascoltarla tutta). Mauro, diciamo che sono tre i temi che sostanzialmente vogliamo toccare: Demetrio Stratos, attualità di questi giorni, dall’altro il libro e dal terzo la musica. Ossia Mauro Pagani. Ci siamo fermati tanti anni fa con Creuza de Ma e adesso? Partiamo da Demetrio.

Mah sai, mi trovo in una strana situazione. Parlo volentieri di Demetrio anche se mi rendo conto che di Demetrio dovrebbero parlare Patrizio Fariselli, gli altri degli Area, i Ribelli, Di Cioccio che ci ha lavorato assieme al Santa Tecla prima che nascesse tutto. In realtà tutto è successo per il libro …

… che tu lo chiudi sul funerale di Demetrio …

Perché in realtà nell’ultimo anno della vita di Demetrio ci vedevamo spesso.

Carnascialia e altri progetti …

Prima Cuba. Il viaggio a Cuba in agosto che è stato divertente, siamo stati assieme, c’era tutto il gruppo Canzoniere del Lazio, Area … eravamo nello stesso posto a dormire e si passava tutto il tempo insieme. Tornati da lì credo che abbiamo fatto prima il mio disco “Mauro Pagani ‘78” in cui ci sono tre pezzi con Demetrio, due con gli Area e uno con Demetrio da solo. Poi Carnascialia e poi in realtà verso marzo c’è stata quella jam session al Massimo …

Quel disco di Rock & roll

Sì, questa serata di Rock & roll all’insegna di “Riscopriamo le radici”. Erano anni di superimpegno e avevamo voglia di un po’ di basic rock & roll e in realtà lì dietro c’era un po’ un’idea di gruppo. Stavamo mettendo assieme un gruppo che doveva uscire per la Cramps sempre.

… che avrebbe fatto rock delle radici? Il gruppo, intendo …

No, abbiamo fatto il concerto di rock delle radici, però da lì l’idea era di fare un vero gruppo nel quale non dico volessimo fare mainstream, però volevamo fare una band di rock & roll che non ci distraesse dai nostri percorsi: lui avrebbe continuato a fare le sue ricerche sulla voce, io le mie robe però come gruppo assieme avremmo fatto altro. In realtà l’idea non era male perché voleva dire convogliare un po’ di esperienza della Pfm, un po’ di quella degli Area, più Calloni, più Stefano Cerri, Più Tofani. Eravamo “noi vecchiacci” più un po’ di giovani. Era interessante. E poi Demetrio non è venuto alle prove del primo concerto che doveva essere in marzo al palazzotto dello sport di Cucciago, a Cantù. Le prove erano di pomeriggio, il concerto alla sera. Lui non è venuto. Lo abbiamo cercato e ci ha detto “Guarda non sto bene”. La sera stessa lo hanno ricoverato e lì …

… è tramontato tutto.

E’ tramontato tutto e poi c’è sempre questo momento della vita di ognuno di noi che succede che un amico vero ti muore di fianco. Ed è uno di quei passi verso un paradigma….

Tu chiudi proprio il libro su quello. Il concerto a Milano in memoria di Demetrio Stratos …

Io lo salto il concerto, non ne parlo.

E’ stato un po’ un concerto che ha chiuso un’epoca quello. E’ come se fosse finita la parte bella ed eroica del movimento.

C’è stata questa tragica coincidenza. E’ stato l’ultimo concerto di solidarietà e di movimento. Già con delle grosse contraddizioni dentro perché, come ricordo sempre, Cardini e gli altri furono fischiati proprio nel concerto per Demetrio. E tu dici “cazzo siete qui proprio per celebrare Demetrio, arriva gente che, come lui, fa ricerca e voi la fischiate?” C’erano già brutti segni del tempo. Noi eravamo molto frastornati … Sì, è stata una coincidenza …

Però è stato davvero una pietra miliare … forse una pietra tombale …

Sì, esatto. E fra l’altro in fondo il movimento si era chiuso prima. Bologna era stata nel ’77 ed è considerata la situazione di autosciolgimento del movimento. Lotta continua si scioglie nel ’76. Pasolini è morto il 2 novembre 1975. Potere operaio si era già sciolto. L’Mls si è già sciolto ed è già nata Dp. C’è proprio una spaccatura: alcuni scelgono la via parlamentare e parte la lotta armata. Moro infatti è del 1978. Nel 1979 abbiamo già fatto i conti con la fine dell’utopia.

Il movimento era già finito, ma lì ne abbiamo preso atto.

Al concerto si è “detto messa”, in fondo.

(Fine prima parte)
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Intervista effettuata il 16-06-2009
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