Una Brigata
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Le
BiELLE Interviste
Claudio
Lolli: Gli Zingari "rivisti" da Luca Carboni La
necessità della libertà e della felicità di
Alessandro
Giuntella
In queste settimane, su alcune
radio, è in rotazione la cover che Luca
Carboni canta di “Ho visto anche degli zingari
felici”, brano storico, forse uno dei suoi
pezzi più famosi di Claudio Lolli.
Il nuovo album che Luca proporrà a partire
dal 16 Gennaio 2009 s’intitola Musiche Ribelli,
una raccolta di canzoni che in fatto di contenuti
dei testi e in alcuni casi anche di suoni, risultano
fuori dai canoni normali della canzone leggera
alla Battisti in cui i testi erano molto meno
impegnati ma arrivavano molto prima al pubblico.
In un periodo in cui le canzoni impegnate pressoché
non esistono, quanto pensa sia importante proporre
un lavoro del genere, far riscoprire il significato
e la bellezza di certi brani come Ho visto anche
degli zingari felici? E quanto le ha fatto piacere
il fatto che un artista come Luca, nel realizzare
un album di rivisitazioni, abbia pensato (e scelto
come singolo lancio) anche a una canzone di Claudio
Lolli che forse è stato colpevolmente dimenticato
nel tempo fra i grandi da omaggiare?
Mi ha fatto molto piacere, ma non
è solo una gratificazione personale. Credo
che Luca stia facendo, con queste Musiche ribelli,
un'operazione di spessore, rimuovere dalla rimozione
canzoni che hanno rappresentato i vertici della
produzione italiana.
Il pezzo si rivolge ai ragazzi
dell’epoca (1976), ma se dovesse spiegare
ad un ragazzo di oggi l’essenza vera del
brano… chi sono questi zingari?
Gli zingari sono quelli che non hanno
casa, quindi neanche un padrone di casa, quindi
neanche un padrone. Il nomadismo della libertà
e della felicità. La necessità della
libertà e della felicità.
Ci può parlare della
storia di questo brano? Perché per esempio
scelse di dividerlo in due,un’introduzione
e una parte finale? Crede che la versione aggiornata
e unificata, cantata da Luca e Riccardo Sinigallia
abbia mantenuto in pieno lo spirito e il contenuto
del brano stesso?
Il brano era diviso in due parti perchè
tutto l'album era un continuum, un disco concept,
una suite in cui tutte le canzoni erano legate,
musicalmente e concettualmente, da un segreto
profondo. Uno dei primi e pochi concept album
in Italia, sicuramente uno dei pochissimi di un
cantautore. Luca lo ha aggiornato e addolcito
ma credo che, per questi tempi molto meno combattivi,
abbia scelto lo spirito giusto.
Nel nuovo album di Luca saranno
presenti anche canzoni di Jannacci, De Andrè,
De Gregori, Finardi e molti altri cantautori impegnati.
Perché secondo lei oggi nel mondo musicale
italiano non ci sono personaggi del vostro calibro
che con la sola arma delle note cercano di combattere
i mali della nostra società?
Il mondo è cambiato. Noi
avevamo degli obbiettivi, dei nemici, molto dichiarati,
aperti e riconoscibili. Poteva non essere difficili
schierarsi. Oggi c'è nebbia, non sai bene
chi sia il nemico, né se eventualmente
esista. E' molto più difficile usare la
musica come mezzo politico. Nessuno sa più
di che cosa si sta parlando. Potresti scrivere
una canzone contro Bush? E chi cazzo è?
(Era, per fortuna!).
Si dice che una canzone da sola non può
cambiare la storia. Secondo lei, qual’è
veramente la forza che una canzone può
avere dal punto di vista sociale?
La forza della poesia e della canzone, che è
la sua sorellina minore, è quella straordinaria
di scardinare il linguaggio, il deragliamento
di tutti i sensi, scardinando il linguaggio si
scardinano tutte le regole standard della vita
sociale. La poesia è utopica, dice quello
che non si può dire, è spiazzante
e spaesante. Così il lettore, o l'ascoltatore,
quando è alla stazione deve per forza chiedersi
per dove fare il biglietto. Cioè deve avere
un progetto. Questa è politica. Questa
è la Politica. Sposta; l'utopia sposta
e la poesia è la sua voce.
Piazza Maggiore, cuore pulsante di una
città sempre viva dal punto di vista culturale,
fulcro di una Bologna storicamente attenta alle
problematiche sociali con particolare riferimento
ai giovani. Quanto è cambiata secondo lei
Piazza Maggiore dal 1976 ad oggi? E i ragazzi
che la frequentano oggi, secondo lei, sono gli
stessi di quelli di 30 anni fa in fatto di spirito
e voglia di cambiamento oppure ha notato delle
differenze?
Non lo so, non ho nostalgia. Guardo avanti e non
giudico le differenze. Anzi, le trovo sempre interessanti,
importanti ed educative. Sono i vecchi che devono
imparare dai giovani, non viceversa. E lo dico
anche se sono un insegnante.
E dal punto di vista musicale,come vede
la Bologna di oggi?
Sommersa, ma non conformista. Questo Bologna non
lo sarà mai, c'è troppa tradizione,
c'è troppa musica che gira intorno, qualcosa
uscirà...
In un'intervista a www.personesilenziose.com,
Riccardo Sinigallia ha affermato: ”Credo
ci sia banalità nei testi che arrivano
alla radio e alla televisione, ma ci sono molti
artisti in Italia che scrivono canzoni bellissime
ed emozionanti che sono automaticamente fatti
fuori dai circuiti che portano alla cultura popolare
di oggi solo perché emozionano veramente
e quindi vengono considerati eccessivi o non funzionanti”.
E’ d’accordo?
Assolutamente d'accordo. La mia storia d'altra
parte è lì, anzi qui, a testimoniarlo.
Cosa c'è ora nel futuro di Claudio
Lolli?
Un disco di canzoni d'amore (il titolo
è originale, "Love songs") con
due grandi jazzisti italiani. Spero che uscirà
a Marzo del 2009.
L'intervista
è stata pubblicata originariamente su www.personesilenziose.com
che ringraziamo vivamente