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BiELLE Film
"Wall-e" di Andrew Stanton


Titolo originale: Wall-e

Regia:
Andrew Stanton

Sceneggiatura:
Matt Greenhalgh

Produzione: 2008;
Durata: 98 minuti circa;
Formato audio: DTS 5.1 (ita, ted), DTS HD Master Audio 5.1 (ing) Formato video: 16:9/Letterbox 2.39:1;
supporto: Blu-ray Disc

Un film di fantascienza? No, d'amore!
di Lucia Carenini

Esce in doppio dvd e Blue Ray il miglior film (di animazione) del 2008

Attesissimo in Blu-ray arriva Wall-E, ultima fatica degli studi Pixar, indiscussi maestri nel campo dell'animazione 3D. La trama è nota e adatta ad un pubblico di tutte le età: grattacieli di rifiuti, nessun uomo, un silenzio assordante e lui, Wall-E, unico ‘abitante’ del pianeta terra. Lasciato acceso dagli umani, il robottino continua a fare il suo compito da oltre 700 anni 800 anni, ovvero raccogliere, compattare e stoccare rifiuti. Fino a quando, dal cielo ancora pieno di smog, compare un’elegante e supertecnologica robot femmina di nome Eve. Per Wall-E è amore a prima vista e per seguirla andrà nello spazio, in una galattica avventura con la salvezza del mondo da portare a compimento.

Di Wall-e abbiamo parlato con Alan Barillaro, supervisore all'animazione.

Lo scenario apocalittico ha dei riferimenti pittorici o ve lo siete inventato voi?
L’ispirazione degli scenari è un omaggio ai classici della fantascienza, dal Pianeta delle scimmie a Blade runner a 2001 odissea nello spazio.

Avete utilizzato tecniche particolari per l’animazione?
E’ stato tutto un work in progress. Abbiamo sviluppato nuove tecniche man mano che ci trovavamo di fronte a un ostacolo. Ad esempio, c’è stata una grande discussione sul fatto che Wall-e dovesse avere o meno i gomiti. All’inizio del film, l’avevamo disegnato con, perché così poteva piegare le braccia e aveva una gamma di movimenti maggiore. Ma quando lo guardavamo, non sembrava corretto. Lui era stato ideato per svolgere un compito preciso, quello di inserirsi della spazzatura nello stomaco e compattarla. Perché avrebbe dovuto avere i gomiti? Non aveva senso. Così gli abbiamo messo degli estensori che gli permettevano di posizionare le braccia in modo diverso.
Nonostante la relativa semplicità dei suoi movimenti, animare Wall-E è stato un compito duro. Ha tanti controlli diversi, cinquanta solo per la testa. E poi abbiamo dovuto ridurre i suoi movimenti al minimo per renderli realistici, perché delle azioni troppo comuni e umane l’avrebbero reso innaturale e ridicolo. Ed era l’ultima cosa che volevamo. Così abbiamo osservato dei veri robot industriali e abbiamo parlato con gli scienziati che hanno costruito i robot per la Nasa. Siamo andati a un congresso di robotica, ma anche a vedere le stazioni di riciclaggio per studiare i compattatori e gli altri macchinari in azione. E per la seconda parte, per capire a cosa potessero assomigliare degli umani dopo centinaia di anni nello spazio, abbiamo studiato gli effetti dell’assenza di gravità e l’atrofia da non utilizzo.

Wall-e è squadrato, graffiato e un po’ arrugginito, invece Eve è affusolata, elegante e lucidissima. A me ricorda molto i prodotti Apple. E’ un caso o qualcosa di più?

(ride) Beh, in effetti Eve nasce dalla mano di Johnny Ive, il responsabile del design dell’iPod.

Come siete arrivati alla scelta di non usare le parole? La prima parte è quasi un silent movie…

Andrew (Stanton, il regista) ebbe l’idea di Wall-e già nel 1994, ma non c’erano i mezzi tecnici sufficienti, o i tempi non erano maturi. Non so. Quello che so è che fin dall’inizio doveva essere un film muto o quasi. E sinceramente l’idea ci terrorizzava. Ci siamo studiati tutta una serie di film muti degli anni ’20 per capire come trasmettere le emozioni senza usare le parole.

Sì, in effetti Wall-e ha qualcosa di Buster Keaton…

Beh, grazie, ci fa piacere che lo riconosci. Sì, in effetti le sue espressioni stralunate e malinconiche e la sua mimica sono state una grande lezione per noi. E’ stato illuminante, anche perché Wall-e tutto sommato è un robottino vecchio di 700 anni che si innamora di una sonda supertecnologica. Ci piace pensare, fatte le dovute proporzioni, che in Wall-e è un po’ come se Keaton avesse fatto un film con Sigourney Weaver, ecco.

Ci sarà un sequel?

No. Non c’è nulla che ci porti in questa direzione. E’ nato, è cresciuto, è completo e ci piace che sia così

Dopo aver ricevuto una quantità di premi, adesso sono arrivate ben 6 nomination Dall’Academy. Vi aspettate l’Oscar?

Beh, 6 nomination sono davvero un bel colpo. La Pixar non ne aveva mai prese così tante per un solo film. E questo è già un grandissimo premio.

Quello che colpisce è la cura che permea la realizzazione di questo doppio Blue Ray, a partire dalla resa video, su livelli di assoluto riferimento (aiutato dalla provenienza digitale del materiale di partenza), passando per il ben riuscito comparto audio (migliore in lingua originale) e finendo con una abbuffata di extra di tutti i tipi (commenti audio al film, corti anche inediti, giochi interattivi e un documentario sulla storia della Pixar). Insomma: assolutamente da non perdere.


Una frase:

"Non possiamo permetterci di non fare niente per il nostro pianeta, perchè è proprio questo che abbiamo fatto per tutto il tempo, niente, Auto, niente!" (il capitano della Axiom)


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Ultimo aggiornamento: 01.03-2009
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