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BiELLE Eventi

Demetrio Stratos

Una, cento, mille voci
Facebook: ricordiamo Demetrio Stratos

Il 13 giugno 1979, trent’anni fa, ci lasciava Demetrio Stratos. La sua voce unica ha attraversato la musica degli anni sessanta e settanta. Oltre mille amici si sono messi d’accordo per ricordarlo su Facebook. Una iniziativa semplice di persone che lo hanno conosciuto, ci hanno lavorato insieme o semplicemente hanno amato la sua voce.

Tutti insieme metteremo qualcosa che lo ricordi sulle nostre pagine, un esperimento di memoria collettiva, un modo semplice e pulito di usare FB, in un momento nel quale non mancano le polemiche sui social network.

Pensiamo in questo modo di onorare un grande della musica che ci ha emozionato con le sue creazioni e con le sue sperimentazioni. Un amico che ci ha lasciato troppo presto e troppo presto è stato dimenticato da un Paese che non ha memoria per le cose belle che ha prodotto.


Lo sapevo e me lo immaginavo che sarebbero stati in tanti a risvegliarsi dopo 30 anni tutti a dire che Demetrio è morto. Allora io dico e ribadisco, che Demetrio è ancora con noi, ci segue e tutte le volte che almeno due persone parlano o si scambiano pareri ed esperienze sul lavoro e ricerca di Demetrio lì si forma un capannello di amici identico a quelli che si formavano al termine delle sue performance. E poi morto è ciò che non ha più vita, e non direi che si addica a Demetrio. Tanto è vero che c'è una persona molto importante che si dice, "non avrò vissuto aspettando Stratos tanto tempo e lui non c'è ad aspettarmi?", è un concetto che mi è molto piaciuto, perché lei se lo aspetta vivo, come è vivo nel suo cuore e in tanti di ognuno di noi. La mia proposta è di eliminare la parola "morto" da questo e tutti gli altri blog che parlano di Demetrio Stratos.
Raffaello Stratuz Regoli (dal gruppo Facebook: Ricordiamo Demetrio Stratos)

Efstratios Demetriou, stregone, illusionista e cantante di rock & roll.

La piccola piazza era gremita di gente che parlava a bassa voce e a capo chino. Sonny ben presto riconobbe Mauro e Betta. In piedi in un angolo, con la faccia provata e gli occhiali scuri calati sugli occhi. Ogni tanto arrivava qualcuno, parcheggiava in qualche modo e si univa agli altri, scivolando mestamente di gruppetto in gruppetto. Poco dopo spuntò anche Marchino. Si salutarono da lontano, con uno sguardo e un cenno del capo. Alle due e mezza in punto un lungo furgone grigio fece il suo ingresso nel piazzale: accostò al marciapiede e spense il motore a poca distanza da Sonny e dagli altri. Lentamente tutti si avvicinarono, spiando con pudore al di là del grande vetro azzurrato. Poi piano piano, senza parlare, ognuno tornò alla sua macchina, si sedette e attese. Qualche minuto più tardi il carro funebre si mosse. Dietro di lui le automobili si accodarono, una a una, e lo seguirono fino a imboccare l'autostrada. Mauro guidava, in silenzio: gli altri guardavano distrattamente l'incessante processione di prati e campi di grano che scorreva fuori dal finestrino. "Sapevi da molto che stava male?" chiese Sonny dopo un po' di chilometri. "Da un paio di mesi. Da quando è incominciata". "Ma, alla fine, si sa esattamente cosa gli è successo?" "Il sistema immunitario ha smesso di funzionare" "Ma ... così all'improvviso?" "Non so cosa dirti. Negli ultimi tempi ci vedevamo spesso e tutto sembrava normale. Lo sai, finalmente avevamo trovato un accordo per quella benedetta ipotesi di band nuova di zecca su cui stavamo lavorando da mesi. formazione, soldi, genere musidale, tutto quanto. Avevamo cominciato a provare e già al terzo giorno ero gasatissimo. Era solo l'inizio, ma si sentiva nell'aria che sarebbe potuto venirne fuori qualcosa di speciale. Poi,. al primo concerto, al sound check Demetrio non si è presentato. Sua moglie ha telefonato per dirci che non si sentiva bene. Siamo andati a casa sua per sapere come stava. Era molto pallido, diceva di avere la gola piena di minuscole ferite che non rimarginavano. Devo ammettere di aver pensato subito che si potesse trattare di qualcosa di grave. Dopo qualche giorno sono arrivati i primi responsi, e non erano per niente confortanti. All'inizio non ci volevo credere. Sembrava impossibile che l'incredibile fisico di quell'uomo così grande, grosso e pieno di energia, all'improvviso si fosse inceppato. Sono andato a trovarlo in ospedale ... ho incontrato Gianni Sassi, che oltre a essere il suo produttore discografico, mentore e molto altro, era anche il suo migliore amico. "I medici dicono che non c'è più niente da fare" ha sussurrato fissandomi con occhi spalancati, incapace di aggiungere altro". Efstratios Demetriou, stregone, illusioniosta e cantante di rock & roll.
Mauro Pagani. Da "Foto di gruppo con chitarrista" (Rizzoli)

Dai Ribelli agli Area
Stratos nacque ad Alessandria d'Egitto da una famiglia di origine greca.Tredici anni di vita li passò in quella città multietnica, studiando pianoforte e fisarmonica al prestigioso Conservatoire National d'Athènes (Conservatorio).
Nel 1962 si trasferì a Milano dove si iscrisse alla facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Nel 1966, dopo aver già formato nel 1963 un gruppo musicale studentesco di soul, blues e rhythm and blues si unì come pianista e voce solista al gruppo beat de I Ribelli con i quali resterà fino al 1970 e con cui registrerà svariati 45 giri di successo, come "Pugni chiusi", "Chi mi aiuterà" e "Oh Darling!", e un LP.Dopo l'esperienza dei Ribelli, pubblica nel 1971 un 45 giri per l'etichetta Numero Uno di Lucio Battisti, e fonda nel 1972 con Fariselli, Tofani, Capiozzo e Djivas il gruppo degli Area, che si affermerà in Italia e all'estero sulla scia della fusion e del prog. A lato della discografia ufficiale degli Area, per cui Stratos è ricordato, Stratos coltivò un'importante esperienza solista con una notevole discografia perlopiù centrata su sperimentazioni e ricerche vocali. Il suo studio della voce come strumento, memore dell'esempio dei vocalist più avanzati della musica neroamericana come Leon Thomas, lo portò in seguito a raggiungere risultati al limite delle capacità umane: nella sua massima esibizione raggiunse i 7000 Hz (un "normale" tenore può arrivare mediamente i 523 Hz, mentre un soprano - quindi una donna - può raggiungere i 1046 Hz) ed era in grado di padroneggiare diplofonie, trifonie e quadrifonie (due, tre e quattro suoni contemporaneamente emessi con la voce). Compì ricerche di etnomusicologia ed estensione vocale in collaborazione con il CNR di Padova e studiò le modalità canore dei popoli asiatici.Nel 1978 lasciò gli Area per dedicarsi esclusivamente alla ricerca vocale. In quest'anno accrebbe la sua fama internazionale partecipando, su invito di John Cage, a concerti tenuti al Roundabout Theatre di New York; è proprio di questo periodo "Event" con Merce Cunningham e la Dance Company, eseguito con la direzione artistica di Jasper Johns, quella musicale di Cage e la collaborazione di Andy Warhol per i costumi.Morì prematuramente al Memorial Hospital di New York, all'età di 34 anni, colpito da una gravissima forma di anemia aplastica (ma la causa diretta della morte fu un collasso cardiocircolatorio) il 13 giugno 1979, alla vigilia del grande concerto di Milano, promosso per raccogliere fondi per garantirgli la costosa degenza.

Discografia

Con I Ribelli
1969 - I Ribelli

Con gli Area
1973 - Arbeit Macht Frei
1974 - Caution Radiation Area
1975 - CRAC!
1975 - Are(A)zione
1976 - Maledetti (maudits)
1976 - Concerto Teatro Uomo
1976 - Parigi Lisbona
1977 - Anto/Logicamente
1978 - Gli dei se ne vanno, gli arrabbiati restano!
1979 - Event '76

Da solista
Cantata Rossa per Taal al Zaatar - 1976
Metrodora - 1976
O'Tzitziras O'Mitziras - 1978
Cantare la voce - 1978
Recitarcantando - 1978
Rock'n roll exhibition - 1979
Le Milleuna - 1979

45 giri
Con i Ribelli
1966 A la buena de dios/Ribelli
1966 Per una lira/Ehi...voi!
1966 Come Adriano/Enchinza bubu
1967 Pugni chiusi/La follia
1967 Chi mi aiuterà/Un giorno se ne va
1968 Come sempre/Nel sole, nel vento, nel sorriso, nel pianto
1968 Yummy Yummy Yummy/Un posto al sole
1969 Obladì Obladà/Lei m'ama

1969 Goodbye/Josephine
1970 Oh! Darling!/Il vento non sa leggere

Con gli Area
1973 - L'abbattimento dello Zeppelin/Arbeit Macht Frei (Cramps, CRSNP 1701)
1974 - L'internazionale/Citazione da G. L. Jackson (Cramps, CRSNP 1702)

Partecipazioni a raccolte live
1976 - Parco Lambro
1979 - 1979 Il concerto - Omaggio a Demetrio Stratos (Cramps, 5203 001)

Fariselli: un'esperienza forte
.

Patrizio, tu hai lavorato con Demetrio negli Area dal 1972 al 1979. Anni molto importanti. Come è stato l'incontro? Li avete fondati assieme, no?

Guarda parlare degli Area non è semplice come raccontare la favoletta dei fratelli che tracciano un solco e da lì fanno nascere una città. E' una cosa sfumata nel tempo. Nel corso di un anno Demetrio, Patrick Djvas, Giulio Capiozzo e Paolo Tofani hanno fondato il gruppo, un'esperienza durata dieci anni.

Un'esperienza molto forte. Gli Area quando sono usciti erano un gruppo di "rottura", come si diceva allora.

Devo dire che l'effetto che facevamo era proprio questo (ridiamo). Noi avevamo il problema di fare la nostra musica e seguire i nostri spazi artistici e l'impatto con i nostri ascoltatori non è stato del tutto semplice agli inizi.

Non c'erano gruppi come voi in Italia

Uhm, mah, sì e no. No, diciamo la verità. Poi sembra che uno voglia incensarsi...

Magari ce n'eran di migliori, ma come voi nessuno!

Ecco, bravo. Il problema è che noi ci siamo formati attorno a un progetto intransigente nei confronti della propria arte e questo era nel Dna di tutti quelli che sono entrati in questo collettivo. Non era difficile incontrare delle difficoltà nella comunicazione. Alla fin fine quando introduci delle personalità così particolari è possibile che il progetto stesso sia abbastanza dirompente.

Anche perché eravate un gruppo di forti personalità ...

Eh sì, diciamo di sì
(segue)



Mauro Pagani e le città aromatiche

E’ dedicato a Demetrio Stratos il festival senese “La città aromatica”, in programma a Siena dal 24 al 28 agosto. La presentazione, oggi a Roma, della nona edizione della rassegna senese promossa dal Comune di Siena e diretta da Mauro Pagani, ha tenuto a battesimo il progetto “Per Demetrio Stratos: manifesto per la musica futura”. Oltre allo stesso Mauro Pagani erano presenti Gino Castaldo, Stefano Senardi e Pasquale Minieri, firmatari con lo stesso Pagani del “Manifesto per la musica futura”, a cui attraverso il sito www.stratossfera.com, online da oggi, è possibile aderire. (segue)
Video

Pugni chiusi



Dal vivo alla Tsi




Dal vivo + intervista




Luglio, agosto, settembre nero



Marco Fabi e "Daddy's Dream"

Ricorrono oggi i trent’anni dalla scomparsa del grande cantante di origine greca Demetrio Stratos, front-man dei Ribelli e voce indimenticata degli Area. Per l’occasione il cantautore romano Marco Fabi ha ultimato la registrazione di “Daddy’s Dream”, una delle canzoni del repertorio soul-blues di Demetrio. E’ un “tributo” particolare: autore della musica di “Daddy’s Dream” è infatti suo padre Adriano Fabi. (segue)
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