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BiELLE Eventi

Mantova

Tre giorni (e mezzo) di pura passione

Un festival che nasce per restare"Abbiamo preso cinque piazze di Mantova e le abbiamo abbinate a cinque passioni: le Bollicine, il ghiaccio, la carne, il piccante e il fritto. Dopo non restava che riempirle di significati e di eventi. Ci siamo divisi i compiti, io e Roy Paci: da un lato le degustazioni e gli eventi, dall'altro la musica. Con un interessante territorio di confine che è l'area Fusion, in cui grandi cuochi interagiscono con musicisti, non sovrapponendosi e basta, ma miscelando le loro arti". Così il Gastronauta Davide Paolini traccia i contorni del Festival delle Passioni, il nuovo festival, apertosi il 2 luglio a Mantova, sulle ceneri di quello che era stato il Mantova Musica Festival. Esauritasi, quasi per consunzione naturale, quella vicenda, ora per le piazze di Mantova la musica si propone in un connubio ravvicinato e, se non innovativo almeno nuovo, con la gastronomia. "Non è un'esperienza sporadica - specifica ancora Paolini - siamo qui per restare. Per ora il primo accordo è per una manifestazione triennale, ma non abbiamo certo intenzione di fermarci lì". Il Festival si tiene quest'anno dal 2 al 5 luglio e per ogni passione prevede musica ed eventi particolari. "Ad esempio nell'area bollicine segnalo una "verticale" di chinotto, domenica alle 19, tutta da verificare. Nell'area della carne invece Peppe Cotto, re del Ciauscolo, morbido salame marchigiano, proporrà, assieme alle sue imitazioni (è imbattibile nel fare Totò) un aperitivo speciale con vino cotto guarnito con una fetta di Ciauscolo al posto dell'arancia o del limone. Ma ogni area ha la sua particolarità. Nel fritto, ad esempio, Mirko Credito riduce in pastella le icone del nostro tempo, in una performance in cui saranno fritti cellulari, iPod e computer. In questo caso si tratta di roba non mangereccia". (segue)



Dalle bollicine al fritto, dal ghiaccio al piccante

Le passioni selezionate a Mantova obbediscono a categorie un po' bizzarre: sia dal punto di vista gastronomico che musicale. Le Bollicine (colore indicativo giallo) hanno sede in piazza Alberti, il Ghiaccio (blu) in piazza Mantegna, la carne (rosa) in piazza Canossa, il piccante (rosso) , il fritto (salmone) alle Pescherie. Ci sono poi due altre categorie (e colori): il Clubbing (verde) riservato alle ore notture presso il Papa's Cafè e la fusion (fucsia) al Clos Wine Bar. Tutti gli spettacoli, i concerti e gli eventi del festival sono gratuiti. Le degustazioni, che si svolgeranno nelle cinque piazze tematiche, sono a numero chiuso e a pagamento. Gli appuntamenti del Progetto Speciale Fusion sono gratuiti e aperti a tutti fi no ad esaurimento posti. E’ possibile prenotare i biglietti per le degustazioni del festival fi no al 1 luglio 2009, tramite il sito internet www.festivaldellepassioni.it all’indirizzo mail info@festivaldellepassioni.it, specificando nome, cognome, indirizzo, numero di telefono, numero di degustazioni e corrispondente numero di biglietti desiderati. I biglietti, una volta prenotati, potranno essere ritirati presso l’Info Point, negli orari e nei giorni sopra indicati. A partire dal 2 fino al 5 luglio, i biglietti per le degustazioni potranno essere acquistati direttamente all’Info Point. - Il costo dei biglietti per le degustazioni e’ indicato sul sito internet del festival e sul presente programma in corrispondenza di ogni degustazione. Tutte le informazioni, aggiornate in tempo reale, stanno sul sito.

Il ghiaccio in musica degli Ariadineve, il piccante della De Sio

Se Davide Paolini tiene la barra del timone per quanto riguarda le degustazioni, Roy Paci è il centro motore per quanto riguarda la musica. Anche la scelta dei cantanti che si esibiranno nelle serate del festival si uniforma alle categorie sopra citate. Così nel blu del ghiaccio vediamo appropriatamente gli Ariadineve (con Lele Battista) per affinità metereologica, Pier Cortese non si sa bene perché, Arisa l'ultima scoperta del festival di Sanremo. Nel rosa della carne si esibiranno Jiandri + L'Aura e Beatrice Antolini, nel rosso del piccante Teresa De Sio con Peppe Voltarelli e Rita Botto con Mario Venuti, nel giallo delle bollicine Voodoo Soundclub e Gianluca Petrella (featuring Siré, danza e percussioni), Max Brigante Dj Set e Montefiori Cocktail. Mentre sotto il verde di Clubbing si è già esibito Frankie Hi-nrg (giovedì) e ci sarà spazio per i Dj-set di Ringo e Albertino. La parte più interessante è però quella chiamata Fusion (colore Fucsia) che vede l'incontro ravvicinato di chef e musicisti inusuali. Si è partiti giovedìì con l'incontro tra Mauro Uliassi (di Uliassi sul porto di Sinigallia nelle Marche) e Paolo Angeli, giovane prodigio dell'avanguardia jazz che si esibisce con la sua chitarra sarda preparata - strumento orchestra a diciotto corde, ibrido tra chitarra baritono, violoncello e batteria. Venerdì confronto-scontro tra Enrico Crippa del Piazza Duomo di Alba con Beatrice Antolini, star emergente della scena indie-rock italiana. Sabato Massimo Bottura de La Francescana di Modena incrocia lame, forchette e ugola con Stefano Fresi, ironico cantante lirico. Infine domenica Massimiliano Alajmo, il più giovane tre stelle Michelin al mondo (delle Calandre di Rubano - Padova) si incontra con Pasquale Mirra, il miglior vibrafonista italiano. Dai loro incontri ci si può aspettare vibrazioni, colori e profumi, nonché accostamenti sorprendenti.

Curiosando tra i piaceri e doveri
"Il cibo e la musica - è scritto nella presentazione del Festival - hanno un comune denominatore: possono innescare forme incontrollabili di passione. Sentimenti che toccano tutti i protagonisti dell'esperienza, da chi la propone a chi intende viverla intensamente. Cibo e musica, coinvolgendo le diverse comunità di appassionati possono, a Mantova, toccarsi, confrontarsi e creare momenti di consumo conviviale e condiviso". Tra i punti forti di questa prima edizione l' arena dei food blogger:il Festival delle Passioni esplora le nuove forme di comunicazione e le culture digitali con la creazione, dell'Arena dei Blogger. Una squadra, formata da alcuni tra i food blogger italiani più importanti, segue la manifestazione, raccontandola in prima persona e in modo non istituzionale. Tra di essi: Blog & wine, Dissapore, Fiori di Frolla, La cucina di Calychantus, Lo spilucchino, Ombra nel portico, Soavemente wine blog, Vino da Burde. Inolktre la redazione del Gastronauta, portale dedicato agli itinerari enogastronomici e ai prodotti tipici italiani, ideato da Davide Paolini, incontra il pubblico degli appassionati e dei golosi.
Davide Paolini: il cibo

Dopo l’esordio come giornalista, Davide Paolini fa della sua passione per il mondo della gastronomia un vero e proprio lavoro. Dal 1983 con lo pseudonimo de Il Gastronauta fi rma la rubrica per il Sole 24 Ore e collabora con numerose testate e con Radio 24, dove nel 1999 comincia la trasmissione Il Gastronauta. Negli anni un pubblico crescente ha sposato la fi losofi a del Gastronauta, colui che ha scelto di mangiare con la propria testa, fuggendo i luoghi comuni culinari. Davide Paolini è inoltre docente di Turismo enogastronomico alla Facoltà di Gastronomia dell’Università di Parma ed è stato creatore di molti eventi tra cui: Taste, Territori in Festival, Viaggio nelle diversità, Università della Spesa e collaboratore di Squisito!

Roy Paci: la musica
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Trombettista, compositore ed arrangiatore, inizia a suonare all’età di 13 anni con alcuni gruppi di jazz tradizionale siciliano, esibendosi nei locali jazz più famosi d’Italia. Nel 1998 fonda l’etichetta indipendente Etnagigante, nel 2005 cura la colonna sonora della trasmissione Markette di Piero Chiambretti, mentre nel 2006 è ospite fi sso, insieme alla band Aretuska, della trasmissione comica Zelig Circus.
Il Mantova Musica Festival 2004

Nasce nel 2004 per iniziativa di Nando Della Chiesa che sceglie in questo modo di reagire all'edizione del Festival di Sanremo capitanata da Tony Renis. E' un vero e proprio Controfestival, anche se la parola non va mai usata. Si tiene in marzo (freddo boia) e più che la piazza (peraltro assai usata) viene privilegiato l'utilizzo del Teatro Ariston (e anche qui entra in gioco l'omonimia e la sfida con Sanremo). "Abbiamo immaginato - diceva il primo manifesto del festival - un festival che sia punto di incontro e di fusione di diversi generi, non solo della musica, ma dell'arte più in generale. La scrittura, il teatro, la conversazione, il cinema, la narrazione storica, la satira. Con la musica sempre al centro, luogo di convergenza ma anche di irradiazione verso le esperienze creative. Un festival che sia punto di di incontro per le generazioni. Non solo di giovani, anche se ai giovani molto saprà offrire. Perché non solo loro amano la musica. E anzi essi stessi scoprono continuamente con meraviglia e passione rinnovata filoni e autori che hanno riempito le discoteche o le colonnine porta cd dei loro genitori. Un festival che sia appuntamento, momento di identità attuale e futura, certo anche civile, per giovani e meno giovani che verranno da ogni parte d'Italia". Un progetto valido e interessante che meritava di essere portato avanti, anche perché costituiva, contemporaneamente, un punto di incontro anche tra generazioni diverse di musicisti, una panoramica su quanto di buono poteva fornire l'Italia sotto il profilo dei cantautori (o dei gruppi) emergenti grazie all'atività della commissione di selezione che ogni anno ascoltava migliaia di dischi, demo o provini in arrivo da tutta Italia. Il secondo anno, l'edizione del 2005 si svolse in giugno, Bielle era presente nell'organizzazione dell'evento. Solo che molti conti non tornarono. E non economici, ma artistici e di comportamento. Il Mantova Musica Festival iniziò a perdere i pezzi: fuori Franco Fabbri, direttore artistico dimezzato e fuori anche Bielle che aveva "osato" criticare il lider maximo, il timoniere sicuro e sopra ogni dubbio: il reuccio Nando Dalla Chiesa. Da lì, casualmente, iniziò il declino.

La cronaca dal Festival 2004
Le edizioni successive

2005
"Un festival senza precedenti e dall'identità inconfondibile. Ricco di musica, di musiche, di tutti i tipi e in tutte le forme, capace di tratteggiare l'insieme del panorama musicale nazionale e di offrirne sintesi e scorci particolarissimi e originali. Ma ricco anche di altre venature culturali, letterarie o teatrali, satiriche o affabulatorie. E dotato di un cuore civile, che batte ora per un tema ora per l'altro. Sottopelle, discreto, ma presente e che finisce quasi per fare da cifra unificante per tutto l'evento. Una volta contro una certa aria di compiacienza verso la mafia, la volto sensibile ai grandi valori della costituzione. Un festival capace di attrarre artisti e intellettuali diersissimi tra loro e di garantire l'unitarietà della loro presenza tessendo insieme linguaggi e biografie all'apparenza incomunicabili".

2006: “Italia-Italie”: è il tema della terza edizione del Mantova Musica Festival. Il quale riafferma così la propria scelta di proporre ogni volta agli artisti della musica un filo conduttore, una dimensione narrativa entro la quale collocaree reinterpretare la loro produzione. Per provarea dare un senso unitario a ciò che in apparenzaè slegato e diverso.“Italia-Italie” per indicare l'esistenza, dentro una stessa nazione e dentro una storia comune, di più culture che camminano accanto, che si parlano, che si confondono e si intrecciano".
2007: "I corpi non attraversano i muri. Il pensiero sì. La musica anche. La musica passa tra i muri, li avvolge, li circonda e alla fine li sgretola. La metafora di Gerico non è solo il frutto di una mirabolante fantasia narrativa. E' l'impronta lasciata perfino nella sacralità biblica da ciò che gli uomini avevano sperimentato nei millenni: la forza della musica, la sua potenza distruttrice dell'ordine costituito e delle divisioni. La musica si supera, perché entra nelle forme di comunicazione, le rappresenta mentre cambiano, le interpreta nel loro bisogno di cambiamento. Amplificandole. La musica esalta la funzione dell'ascolto, che non ha confini".

2008: "La velocità e la lentezza. Tra questi due poli si è scissa e poi dibattuta la cultura degli anni a noi contemporanei. La velocità come obbligo. Quella pretesa dalla società globalizzata, dal moltiplicarsi delle scadenze e degli impegni quotidiani, dalle distanze da riempire continuamente: nel lavoro come nelle amicizie, nei consumi come nell'amore. La velocità come opportunità. Quella consentita dalla telematica: nella comunicazione, nell'informazione, nella circolazione di nuove idee, immagini e linguaggi. Ma proprio nel cuore delle trasformazioni che hanno esaltato il bisogno della velocità si è fatto progressivamente strada il mito della lentezza. Non più simbolo di arretratezza, di tecnologie superate o delle scartoffie e dei costumi delle pubbliche amministrazioni più polverose. Ma simbolo di autonomia di pensiero, di qualità della vita, di ricerca di un nuovo umanesimo".

La cronaca del festival 2005
La cronaca del festival 2006
La cronaca del festival 2007
Il festival 2008
La fine del Festival
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