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BiELLE Concerti
Ivano Fossati a Villa Arconati
Trent’anni in una sera
di Lucia Carenini


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A Villa Arconati Ivano è di casa. Tanto che prima del concerto strimpella sul divano del camerino con aria sorniona e dopo il concerto saluterà dalla finestra il pubblico che sciama verso l’uscita. E quest’aria di casa gli fa bene: è al contempo tranquillo e carico e se la scaletta non avrà troppe variazioni rispetto a quella della serata al conservatorio di febbraio, il cambio di atmosfera lo farà il luogo. Con Fossati sul palco ci sono Pietro Cantarelli (pianoforte e tastiere) Fabrizio Barale, (chitarre elettriche), Riccardo Galardini (chitarre acustiche), Claudio Fossati (batteria) e Max Genzi (basso).

Lui da subito si lancia in una scaletta trasversale, che spazia su quasi tutta la carriera, condensando in una serata 30 anni della sua musica attingendo brani da “La mia Banda suona il rock” a “Musica moderna” - lascerà fuori solo "Ventilizaone" (e lo capiamo), "Macramé" (e lo capiamo memo) e "La disciplina della Terra".

La scaletta è molto contestualizzata, in linea con i tempi. Dalla scelta di aprire con La crisi a quella di inserire parecchi brani a tema sociale, come La guerra dell’acqua, Terra dove andare - eseguita in tono vagamente reggae - Italiani d’Argentina – “Per non dimenticare che una volta gli emigranti eravamo noi” – e Mio fratello che guardi il mondo, brani che danno un’impronta precisa allo spettacolo.

Impegno musicale e impegno sociale, con la richiesta di dare aiuto ad Amnesty. "Sono presone splendide. che fanno un lavoro importantissimo. Io li aiuto come posso, se avete voglia, parlate con loro e aiutateli anche voi".

Non mancano comunque dallo spettacolo classici come Una notte in Italia, Discanto – quasi recitata, molto ritmata, dura e notturna – La musica che gira intorno, I treni a vapore – in un arrangiamento molto diverso dall’originale, trascinata, con predominanza della batteria e qualche svisata di chitarra e La costruzione di un amore, anch’essa quasi recitata.

Un concerto che si distacca dallo stile melodico e punta su toni più bui, con una nella prevalenza di batteria e basso con gli altri strumenti che tendono a formano un corpo unico, senza lasciare spazio a virtuosismi e assoli. Basi ritmiche in primo piano e piglio vigoroso quindi, impreziosito però da momenti acustici in solo con il piano o in duo con Riccardo Galardini per esecuzioni più morbide e delicate.

Concerto generoso, insomma, con 17 pezzi in scaletta e due bis (altri 5 brani) per 2 ore di buona musica.

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Ivano Fossati
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Concerto del 13-07-2009  
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