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BiELLE Eventi
De Andrè canta De Andrè in concerto
Cristiano canta Fabrizio e non ne esce schiacciato
di Lucia Carenini


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De André canta De André e non ne esce schiacciato. Supera a pieni voti un esame che è in qualche modo molto difficile. De André canta De André e brilla di luce propria, esce dall’ombra (imponente) di Fabrizio. Cristiano canta le canzoni di Fabrizio e con quelle canzoni guadagna una dimensione sua.

La parola chiave della serata è emozione. Il concerto è toccante, in qualche momento quasi doloroso. Non perché sia brutto, tutt’altro, ma perché è così intenso da far male. Così come stringe lo stomaco il pensare a cosa debba provare lui lì sul palco a cantare quelle canzoni su un palco, come ha fatto tante volte con un padre che non c’è più. Felicità e dolore che si mescolano e si confondono. Almeno questo è quello che arriva. E non c’è neanche il tempo di cercare di capire i tecnicismi o di ascoltare con un orecchio critico, perché quelle aperte sono le orecchie dell’emozione. Così si passa sopra a qualche passaggio da aggiustare, a qualche piccolo tiro da regolare, a qualche scelta (poche, per la verità) che si sarebbe potuta fare in modo diverso.

Un concerto intenso e coraggioso. Coraggioso perché Cristiano ha avuto la forza di prendere le canzoni di Fabrizio e di ribaltarle. Ha preso ‘A cimma e ne ha fatto una versione rock che uno pensa ‘A cimma rock? Un delirio. E invece no, ha un suo senso, ci sta tutta. Nello stesso modo ha avuto la forza di prenderne altre e di farle così com’erano. Amico fragile è assolutamente filologica e Verranno a chiederti del nostro amore, è lui al piano da solo. Toccante, quasi struggente.

Racconta qua e là qualche aneddoto. Divertente la storia del suo incontro con De Gregori, che per l’undicenne Cristiano era un mito. “Ero stato in vacanza con mia madre, in un hotel di montagna che aveva una piccola discoteca all’interno. A me non piaceva ballare, ma ero diventato amico del Dj perché al momento dei lenti metteva sempre Alice. Canzone mi prendeva come musica, ma che soprattutto mi faceva frullare in testa mille pensieri. Così tempestavo gli amici e mia madre di mille domande come “ma perché Alice guarda i gatti?” e “cosa vuol dire che girano nel sole?” e “che cos’ha nel cappello il mendicante arabo?” e ovviamente nessuno mi rispondeva. Tutti cambiavano discorso o accampavano qualche scusa. Poi dalla montagna andammo in Sardegna, a casa di mio padre che era lì con qualcuno a scrivere per il suo nuovo disco. Arrivammo un pomeriggio che lui dormiva e scese ad aprirci un ragazzo biondo, coi riccioli che gli scendevano sulle spalle. Mi disse “Piacere, Francesco” io lo guardai a bocca aperta, era il ragazzo della foto sulla copertina di Alice. Non ci potevo credere, Francesco de Gregori era a casa mia. Cominciai immediatamente a tempestarlo di domande, alle quali lui non rispondeva. Poi finalmente un mattino mi chiamò e mi disse che quella notte lui e Fabrizio avevano scritto una canzone e che l’avevano dedicata a me. E che in quella canzone c’erano tutte le risposte alle mie domande. Prese la chitarra e mi cantò Oceano. E forse in quella canzone le risposte c’erano, ma io non ci avevo capito nulla”.

Un concerto da ascoltare con le orecchie dell’anima. E un bravo a Cristiano.

BAND
Cristiano De André: chitarre, bouzouki, pianoforte, violino
Luciano Luisi: piano, tastiere e programmazione
Osvaldo Di Dio: chitarre
Davide Pezzini: basso e contrabbasso
Davide De Vito: batteria

SCALETTA
1. Mègu Megùn
2. ‘A cimma
3. Ho visto Nina volare
4. Don Raffaè
5. Cose che dimentico
6. Se ti tagliassero a pezzetti
7. Oceano
8. Smisurata preghiera
9. Verranno a chiederti del nostro amore
10. Medley:
Andrea, La cattiva strada, Un giudice
11. Creuza de ma
12. Fiume Sand Creek
14. La canzone di Marinella
15. Quello che non ho
16. Amico fragile
17. Dietro la porta
18. Il pescatore
19. Zirichiltaggia
20. Amore che vieni amore che va

BIS
Notti di Genova
Nel bene e nel male

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Concerto del 14-09-2009  
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