A guardarsi
attorno l’illusione era perfetta. Il pubblico che lo scorso
14 settembre affollava (nel vero senso della parola) il Palasharp
di Milano aveva proprio le stesse caratteristiche di quello che
si vedeva ai concerti di Fabrizio. Transgenerazionale, composito
per età, classi sociali. Tanti ragazzi (che probabilmente
Fabrizio dal vivo non l’hanno mai visto). Un pubblico incredibilmente
partecipe, si respirava quella strana tensione emotiva che dopo
la morte di Fabrizio ho ritrovato solo in alcuni particolari momenti
del “dopo”, prima fra tutte la famosa serata del marzo
del 2000 al Carlo Felice.
È l’effetto De André, quello per cui basta mettere
il nome Fabrizio in una serata, in un concerto, in un evento, per
garantirsi pubblico a frotte. Gli «orfani di De André»,
li chiamano. Provano a surrogare così un'assenza. Che obiettivamente
è incolmabile. Nonostante in tanti, in troppi, abbiano deciso
di cantare le canzoni di Fabrizio, non sempre in buona fede, non
sempre con talento. E invece... Invece, con questo tour, Cristiano
è come se si fosse, legittimamente, riappropriato di un eredità,
con l’appoggio entusiasta di migliaia di deandreiani.
Diceva Fabrizio
De André, con il suo tipico understatement genovese, che
aveva deciso di aprire l’azienda agricola in Sardegna perché
«mica posso lasciare ai miei figli 100 canzoni». Forse
era falsa modestia, forse davvero non immaginava che quell’eredità
musicale, invece, si sarebbe rivelata di un valore immenso. Così
immenso da diventare difficile da gestire.
Cristiano lo ha ammesso in un’intervista: «Ero
arrivato al punto che quelle canzoni non le volevo nemmeno più
ascoltare, se passavano in radio cambiavo stazione». Mentre
il culto per l’opera del padre cresceva come un’onda
(a volte come un maroso) lui è rimasto da parte, a fronteggiare
fantasmi e qualche problema personale. C'è voluto questo
tour (De André canta De André) a rompere il cattivo
incantesimo. «Le cantano tutti, perché non devo
farlo io che sono suo figlio?». Semplice, quasi banale.
L’ondata emotiva che ha accompagnato i concerti, la reazione
del pubblico, numeroso e caloroso, è stato come un grande
sì. Sì, Cristiano, chi meglio di te?
E in effetti
è un concerto bellissimo, uno spettacolo di grandissimo
livello. Con arrangiamenti molto rock (il momento migliore per
me è una versione energetica di ‘A cimma)
per gran parte delle canzoni (salvo alcuni brani ripresentati
esattamente come li faceva Fabrizio dal vivo, come Creuza
de ma o Amico Fragile),
quindi con il coraggio di uscire dalla dimensione puramente rievocativa
(forse la più semplice per arrivare al cuore degli “orfani”).
Lo ha detto lui stesso: «C’è il rischio
che qualcuno storca il naso». Invece i nuovi vestiti
(curati da Luciano Luisi, già arrangiatore di Zucchero
e Ligabue) mostrano tutta la vitalità delle canzoni di
Fabrizio. E non ho visto nessuno storcere il naso. Cristiano canta
bene, con la sua bella voce che con gli anni migliora. Con la
SUA voce, appunto, senza nemmeno tentare (inutili) scimmiottamenti.
Suona chitarra, bouzuki, violino, tastiere, sempre magistralmente
(e questo già lo sapevamo). Aggiunge, vincendo a fatica
la timidezza, qualche intarsio di parlato sul filo della memoria,
sincero (come quando confessa di non essere più riuscito
a cantare le canzoni di suo padre per anni), ma senza retorica.
E poi la regia di Pepi Morgia rende la confezione di gran classe.
Tutti emozionati,
alla fine. Con il pubblico che si alza in piedi e si sposta sotto
il palco. E Cristiano che chiude con due bis fuori programma,
due canzoni sue, tra le più belle. Come a suggellare un
passaggio di testimone. Rubo la frase pronunciata da un amico
musicista durante il concerto: «Stasera, per la prima
volta, non ho visto su Cristiano l’ombra di Fabrizio. Ma
la sua luce».
BAND
Cristiano De André: chitarre, bouzouki, pianoforte, violino
Luciano Luisi: piano, tastiere e programmazione
Osvaldo Di Dio: chitarre
Davide Pezzini: basso e contrabbasso
Davide De Vito: batteria
SCALETTA
1. Mègu Megùn
2. ‘A cimma
3. Ho visto Nina volare
4. Don Raffaè
5. Cose che dimentico
6. Se ti tagliassero a pezzetti
7. Oceano
8. Smisurata preghiera
9. Verranno a chiederti del nostro amore
10. Medley:
Andrea, La cattiva strada, Un giudice
11. Creuza de ma
12. Fiume Sand Creek
14. La canzone di Marinella
15. Quello che non ho
16. Amico fragile
17. Dietro la porta
18. Il pescatore
19. Zirichiltaggia
20. Amore che vieni amore che va
BIS
Notti di Genova
Nel bene e nel male
PROSSIME TAPPE
24 OTTOBRE 2009
Bellinzona (Svizzera) - Palasport
"De André canta De André"
INFO: circuito on line: www.biglietteria.ch
27 OTTOBRE
2009
Mantova - Teatro Palabam
"De André canta De André"
INFO: Info Tel. 0376 224599
boxoffice@mantova.com
www.mantova.com
28 OTTOBRE 2009
Firenze - Saschall
"De André canta De André"
INFO: www.bitconcerti.it