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Le BiELLE RECENSIONI
Stefano Tessadri : "Passione e veleno"
Luci ed ombre. Quella ingombrante di Capossela
di Fabio Antonelli


Ascolti collegati


Stefano Tessadri
Malocuore

Federico Sirianni
Onde clandestine

Massimo Bubola
Ballate di terra & acque

Federico Sirinni
Dal basso dei cieli

Massimiliano Larocca
La breve estate

Vinicio Capossela
Canzoni a manovella

 

Musicisti:

Stefano Tessadri (voce, chitarra, piano); Mauro “Ray Fagiano” Florean (batteria e percussioni); Agostino Marino (contrabbasso): Gianluca “Fast” Fasteni (chitarre elettriche, acustiche, slide, banjo)

Ospiti:Paolo Di Lello (armonica)
Segio Armaroli (marimba, bottigliofono, rumori)
Sergio Comisc Pangada (steel guitar)
Valentino Finoli (clarinetto basso)
Nadia Galimberti (coro)
Giuliano Mattioli (arpa)
Socrate Verona (viola)

Tutti i brani sono scritti
da Stefano Tessadri, tranne "Tango di Capodanno", adattamento di "Tango till thery're shore" di Tom Waits

Produzione artistica: Stefano Tessadri e Gianluca "Fast" Fasteni
Produzione esecutiva: Alessandro Cesqui, Agostino Marino, Stefano Tessadri

 

Tracklist

01. Il confine
02. Verrà da me
03. Dove andrai
04. Gli stessi tuoi occhi
05. Tango di Capodanno
06. Putto ribelle
07. Non è più tempo di Bohème
08. Il twist dei gemelli siamesi
09. Amor di sangue
10. La nave
11. Fantasma d’amore



E’ decisamente un bel disco il nuovo lavoro di Stefano Tessadri “Passione e veleno”, ormai giunto al suo terzo disco dopo l’esordio di “Dietro ogni attesa” e il precedente “Malocuore”. E’ edito questa volta dalla Universal e porta con sé, fin dal titolo, quel carattere di dualità che lo contraddistingue per molti aspetti.
Vi è infatti un continuo oscillare tra la vita e la morte, l’odio e l’amore, la passione e il veleno, anche gli stessi gemelli siamesi, protagonisti della divertente “Twist dei gemelli siamesi”, sono segno evidente di questa dualità.

I musicisti che hanno accompagnato egregiamente Stefano Tessadri in questa nuova impresa, sono quelli di sempre, quella della Tessadri band, ossia: Mauro “Ray Fagiano” Florean alla batteria e percussioni, Agostino Marino al contrabbasso e Gianluca “Fast” Fasteni alle chitarre elettriche, ai quali si sono poi aggiunti altri ospiti nei diversi brani

Diciamo subito che Tessadri interpreta con la consueta affascinante voce profonda, a tratti quasi sporca, questi 11 nuovi pezzi tutti firmati dalla musica ai testi dallo stesso Tessadri, con l’unica eccezione di “Tango di capodanno” libero adattamento da “Tango till they’re sore” di Tom Waits.

Musicalmente poi il disco è molto vario ed attraversa nel suo svolgersi una molteplicità di stili davvero impressionante.

Si parte dallo stile tex mex di “Il confine”, bel brano d’apertura, che parla di rotaie, di polvere che brucia, di un immaginario confine, elementi di un perfetto scenario da duelli stile Sergio Leone, ma frutto probabilmente di pura immaginazione se “La realtà si confonde col sogno / nei segreti rinchiusi tra i muri di un manicomio / ed è un silenzio che non ha ma fine / lì finisce la strada e comincia il confine”.

Ci si ritrova ad un classico rock and roll con “Verrà da me” storia degli ultimi istanti di vita di un condannato pronto a salire quei gradini che decreteranno la sua fine.

C’è poi una splendida rumba, per “Gli stessi tuoi occhi” languida storia d’amore tra un lui e la luna, perché “Sull’asfalto di un viale la luna fa un lago e si ferma così / io la resto a guardare non esiste segreto che non porti più qui / Soli resteremo ancora un po’ vivi per come si può”, il tutto è sottolineato dal suono ipnotico di una marimba".

Un tango, un po’ sgangherato ed un po’ stralunato, è “Tango di capodanno”, canzone che è libera traduzione di “Tango till they’re sore”, dal disco Rain Dogs di Tom Waits, poi è la volta di uno swing che sembra uscire da una di quelle radio in legno degli anni ‘50, è “Putto ribelle” tenerissima canzone dedicata da Stefano Tessadri al figlio appena nato.

Un classico twist è il ritmo utilizzato per “il Twist dei gemelli siamesi”, ironica e simpatica canzone su una coppia di gemelli siamesi che fa di disgrazia virtù, inventandosi una vita di ballerini di twist presso un circo.

Altro episodio particolare è “La nave”, ennesimo viaggio, questa volta a bordo di una nave, verso la morte “ed io partii proprio quel giorno / dove l’anima mia / non fece ritorno”.

C’è spazio anche per una canzone “Amor di sangue”, che sembra il riflesso della drammatica vicenda della strage di Erba, con quei versi che recitano “Sarà una danza sarà mattanza / di carne e sangue dentro la loro stanza / e finalmente ci libereremo / e quel che avanza poi lo macelleremo”, il tutto è ancora una volta a ritmo di rumba-beguine.

Ma non mancano certo in questo disco, le canzoni d’amore, anzi forse sono le più valide in assoluto, a partire dalla splendida “Dove andrai” con l’accorato invito “Dove andrai andrò / dove sarai sarò / ma aspetta e prima o poi arriverò / ma aspetta e prima o poi / non so ancora quando / ma anche io arriverò” rivolta dal protagonista al proprio amato ridotto in fin di vita, a causa di una sparatoria.

Altrettanto bella è la conclusiva “Fantasma d’amore”, costruita su sinuose atmosfere garantite dal pianoforte che si intreccia con contrabbasso e viola, con un testo in cui l’innamorato si rivolge all’amata che più non è con tali parole “Da quando ti ho ritrovata / Non sei andata via più / Forse sono impazzito / O realmente sei tu? / Infelice creatura / Ritornata per me / Ma nel posto da cui tu vieni, dimmi, pace non c’è? Pace non c’è?”.

Ma il pezzo forte è forse “Non è più tempo di Bohème”, struggente canzone d’amore, costruita sul pianoforte, che se da un certo punto di vista è forse la migliore canzone in assoluto del disco, è anche quella che mi ha fatto parlare di “luci ed ombre”, dove le luci sono le ottime canzoni inserite da Tessadri in questo suo nuovo lavoro, mentre per ombra voglio intendere quella forse un po’ ingombrante di Vinicio Capossela, che su questa canzone più che in ogni altra, sembra aleggiare su Tessadri.

Però voglio qui ribadire che, appena diradatasi quest’ombra, “Passione e veleno” torna ad essere un gran disco, godibilissimo e che certamente dimorerà a lungo nel mio lettore, oltre che nel mio cuore.

Stefano Tessadri
"Passione e veleno"
Novunque / Universal - 2008
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Ultimo aggiornamento: 18-05-2008
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