I musicisti che hanno accompagnato egregiamente
Stefano Tessadri in questa nuova impresa, sono quelli di sempre,
quella della Tessadri band, ossia: Mauro “Ray
Fagiano” Florean alla batteria e percussioni, Agostino Marino
al contrabbasso e Gianluca “Fast” Fasteni alle chitarre
elettriche, ai quali si sono poi aggiunti altri ospiti nei diversi
brani
Diciamo subito che Tessadri interpreta con la
consueta affascinante voce profonda, a tratti quasi sporca, questi
11 nuovi pezzi tutti firmati dalla musica ai testi dallo stesso
Tessadri, con l’unica eccezione di “Tango
di capodanno” libero adattamento da “Tango
till they’re sore” di Tom Waits.
Musicalmente poi il disco è molto vario
ed attraversa nel suo svolgersi una molteplicità di stili
davvero impressionante.
Si parte dallo stile tex mex di “Il
confine”, bel brano d’apertura, che
parla di rotaie, di polvere che brucia, di un immaginario confine,
elementi di un perfetto scenario da duelli stile Sergio Leone,
ma frutto probabilmente di pura immaginazione se “La
realtà si confonde col sogno / nei segreti rinchiusi tra
i muri di un manicomio / ed è un silenzio che non ha ma
fine / lì finisce la strada e comincia il confine”.
Ci si ritrova ad un classico rock and roll con
“Verrà da me” storia
degli ultimi istanti di vita di un condannato pronto a salire
quei gradini che decreteranno la sua fine.
C’è poi una splendida rumba, per
“Gli stessi tuoi occhi”
languida storia d’amore tra un lui e la luna, perché
“Sull’asfalto di un viale la luna fa un lago e
si ferma così / io la resto a guardare non esiste segreto
che non porti più qui / Soli resteremo ancora un po’
vivi per come si può”, il tutto è sottolineato
dal suono ipnotico di una marimba".
Un tango, un po’ sgangherato ed un po’
stralunato, è “Tango di capodanno”,
canzone che è libera traduzione di “Tango till they’re
sore”, dal disco Rain Dogs di Tom Waits, poi è la
volta di uno swing che sembra uscire da una di quelle radio in
legno degli anni ‘50, è “Putto
ribelle” tenerissima canzone dedicata da Stefano
Tessadri al figlio appena nato.
Un classico twist è il ritmo utilizzato
per “il Twist dei gemelli siamesi”,
ironica e simpatica canzone su una coppia di gemelli siamesi che
fa di disgrazia virtù, inventandosi una vita di ballerini
di twist presso un circo.
Altro episodio particolare è “La
nave”, ennesimo viaggio, questa volta a bordo
di una nave, verso la morte “ed io partii proprio quel
giorno / dove l’anima mia / non fece ritorno”.
C’è spazio anche per una canzone
“Amor di sangue”, che sembra
il riflesso della drammatica vicenda della strage di Erba, con
quei versi che recitano “Sarà una danza sarà
mattanza / di carne e sangue dentro la loro stanza / e finalmente
ci libereremo / e quel che avanza poi lo macelleremo”,
il tutto è ancora una volta a ritmo di rumba-beguine.
Ma non mancano certo in questo disco, le canzoni
d’amore, anzi forse sono le più valide in assoluto,
a partire dalla splendida “Dove andrai”
con l’accorato invito “Dove andrai andrò
/ dove sarai sarò / ma aspetta e prima o poi arriverò
/ ma aspetta e prima o poi / non so ancora quando / ma anche io
arriverò” rivolta dal protagonista al proprio
amato ridotto in fin di vita, a causa di una sparatoria.
Altrettanto bella è la conclusiva “Fantasma
d’amore”, costruita su sinuose atmosfere
garantite dal pianoforte che si intreccia con contrabbasso e viola,
con un testo in cui l’innamorato si rivolge all’amata
che più non è con tali parole “Da quando
ti ho ritrovata / Non sei andata via più / Forse sono impazzito
/ O realmente sei tu? / Infelice creatura / Ritornata per me /
Ma nel posto da cui tu vieni, dimmi, pace non c’è?
Pace non c’è?”.
Ma il pezzo forte è forse “Non
è più tempo di Bohème”,
struggente canzone d’amore, costruita sul pianoforte, che
se da un certo punto di vista è forse la migliore canzone
in assoluto del disco, è anche quella che mi ha fatto parlare
di “luci ed ombre”, dove le luci sono le ottime canzoni
inserite da Tessadri in questo suo nuovo lavoro, mentre per ombra
voglio intendere quella forse un po’ ingombrante di Vinicio
Capossela, che su questa canzone più che in ogni altra,
sembra aleggiare su Tessadri.