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Le BiELLE RECENSIONI
Umberto Sangiovanni: "Calasole"
Eccolo il concept! Dalla parte dei cafoni
di Leon Ravasi


Ascolti collegati


Umberto Sangiovanni
Controra

Carlo Muratorii
La padrona del giardino

Riccardo Tesi
Lune

Riccardo Tesi
Thapsos

Eugenio Bennato
Sponda sud

Teresa De Sio
A sud! A sud!

 

Musicisti:
Umberto Sangiovanni (pianoforte e fisarmonica)
Rossella Riuni (voce e cori)
Simone Salza (sax soprano e clarinetto)
Marco Siniscalco (contrabbasso e basso)
Massimo D'Agostino (batteria e percussioni)
Pericle Odierna (ciaramella)

Peppe Barra (voce recitante in Don Nicola)
Ciccio Merolla (percussioni in Calasole)

Tutti i brani sono scritti e arrangiati
da Umberto Sangiovanni
Direzione artistica:
Umberto Sangiovanni e Mauro Buttinelli
Registrato e mixato presso lo studio
La Controra, Roma e Blue Studio, Roma
Progetto grafico: Veronica Faracco

Tracklist

01. Incantami
02. Craje
03. Calasole
04. Maddalena
05. Annammurari
06. Solo a Curnite
07. Don Nicola si diverte
08. Sole rosso
09. La meddica
10. Vine a curnite
11. La calandreddda
12. Peppì

Lo stile di Umberto Sangiovanni è facilmente riconoscibile: ibridazione di schemi e strutture jazz con canti della musica popolare, affidati a una magnifica voce femminile (Rossella Ruini). "Calasole" in questo non si differenzia dal precedente (e bellissimo) "Controra". Anche in questo caso la musica si insinua leggera, sembra non prendere la predominanza, finché non ti trovi affatuato e colpito da una melodia che è già passata. Quello è il momento per riascoltarla. Perché oltre alla magia questo disco si porta dietro contenuti.

"Calasole" è coprodotto da Casa Di Vittorio e al grande sindacalista a bracciante di Cerignola è dedicato, dal suo conterraneo Sangiovanni che per farlo si è appoggiato a molti documenti scritti, a poesie, a canti della tradizione e al suo estro compositivo ed esecutivo. E partendo dalla tradizione, dal ricordo di Di Vittorio il pensiero si è spostato facilmente ai braccianti attuali, sia locali, sia (ormai soprattutto) emigranti.

Pochi strumenti conducono la danza: piano, fisarmonica, sax, clarinetto e la base ritmica, ma la suggestione è palpabile e, per qualche strano motivo, musica e canto, per quanto tradizionali, assumono parte di quelle spezie d'Africa che bastano a dare una connotazione più ampia e un respiro mediterraneo al discorso. Che avrebbe potuto anche essere affrontato solo su base storica, ma che così si fa decisamente più incisivo e porta avanti la lezione di Di Vittorio, grande "capo" della Cgil, nato sul finire dell''800 e morto nel 1957.

Tra i vari brani "Craje" ha un testo ispirato alla poesia di Michele Sacco, bracciante di Cerignola: "In questi campi / che lavoro e canto / inq uesti campi / che lavoro e canto / la mia gola è sempre secca / Il soprastante non mi permette di bere / e mi tratta come uno schiavo" (tradotto dal pugliese). I testi di "Calasole", "Maddalena", "Sole Rosso" e "Vin'a Curnite" sono tratti dal libro "La memoria che resta -. Vita quotidiana, mito e storia dei braccianti nel Tavoliere delle Puglie" di G. Rinaldi e P.Sobrero (Aramiré, Lecce, 2004). "Don Nicola si diverte - La risata", recitata da Peppe Barra ha il testo i Matteo Salvatore, Otello Profazio e A. Fascetti. E una frase di Di Vittorio apre il libretto, fornendo una sorta di chiave di lettura dell'opera: "... voi mi comprenderete e mi perdonerete se io sento il bisogno di proclamare qui un attaccamento particolare, fisico direi, con i braccianti di Cerignola e della Puglia, con i "cafoni" ai quali mi onoro di appartenere e apparterrò per tutta la vita"

E così, cafoni a nostra volta, braccianti di musica, ci onoriamo di apprezzare le musiche di Sangiovanni quando canta e fa cantare "Ardimi sole e accarezzami vento" o, meglio, "Gardame sol'e strusceme viento" ("Sole rosso") oppure "Canta l'allodola / canta e canta / sopra le spine fa i versi dei canti d'amore / chiama il miettore / chiamali tutti / che è venuta l'ora". ("La calandredda") o ancora: "Chi vuole lavorare venga a Curnite (il nome di una masseria - NdR) / C'è l'aria buona e non ci si ammala mai / ... / Il proprietario però è un problema / vuole che lavoriamo molto ma vuole spendere poco / Il posto è bello / ma molti da qui scappano" ("Vin'a Curnite")


E poi ci sono due grandi canzoni: "Incantami" (testo di Sangiovanni, De Vivo, Santoro e musica di Sangiovanni) che introduce l'album: "Tagli di ombre nel cielo / passi rubati / e folli amori / Echi di suoni e parole / luci dal mare / e poi il colore / Strade percorse sottovento / correndo contro il tempo / di una eternità". Poesia e musica per incantare, leggerezza e brividi. E "Calasole", intesa come canzone, che si avvita su un testo sciamanico sul calare del sole ("e rispondeva un'altra donna / dove tramonterà") e sulle note arabeggianti del clarino che accompagnano il canto "Mokì mokkà / kala sole ke mò se ne va" (mokì mokkà (è un intercalare) / cala il sole che ora se ne va). Canzoni che non possono passare inosservate.

L'unico brano interamente strumentale, "Peppì" (Di Vittorio) è, come in "Controra", a fine disco. Ed è un'altra piccola perla cavata dal cilindro di Umberto Sangiovanni. "Calasole" è un album di colori vivi, ma pomeridiani, quasi che punti verso il finire della giornata di lavoro. Quel blu di Prussia del cielo, il bianco bruciato della case, il verde faticoso dei campi, il grigio della terra e il rosso incongruo di un divano che appare, imprevisto nella foto di copertina (di Giovanni Rinaldi). Sono gli elementi visuali che incarnano le storie disincarnate nella musica della Daunia Orchestra e di Umberto Sangiovanni.

Umberto Sangiovanni & Daunia Orchestra
"Calasole"
RaiTrade - 2008
Nei negozi di dischi

Sul web
Sito ufficiale
Ultimo aggiornamento: 25-03-2008
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