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Dalida
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Musicisti:
Renaud Garcia Fons (basso), François Couturier, Nathalie
Lorriere e Alessandro Gwis (pianoforte), Andrea Innesto e Gabriele
Bolognesi (sax), Andrea Braido e Toti Panzanelli (chitarre), Luca
Trolli (batteria), Adel Shams El Din (percussioni), Jean Louis
Matinier (fisarmonica), Quartetto Florestano (archi).
La supervisione artistica è di Dario Carli. Il brano “C’est
fini la comedié” è stato arrangiato da Mauro
Paoluzzi, alla batteria Dave Ruffy, al basso Gary Tibbs, al piano
Seamus Beaghen, alla chitarra Andrea Braido, strings/keyboards
Alessio Graziani.
Arrangiato dal Maestro Fulvio Maras
Il CD è stato registrato in Normandia al Digital Factory
studio del regista Luc Besson, e in Italia allo Studio HRS di
Roma.
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Tracklist
01.
Fini la comédie
02. Salma ya salama
03. Col tempo
04. J’attendrai
05. Comme si tu étais là
06. Darla dirla dada
07. Il venait d’avoir 18 ans
08. Pour en arriver là
09. Bambino
10. Salma ya salama (arranged by F. Maras)
11. Darla dirla dada (arranged by F. Maras)
12. Bambino (arranged by F. Maras)
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Grande
musica, bisogna ammetterlo. Anche se viene dalla metà del
secolo scorso. Ma la grande musica non ha età e Patty Pravo
in questo caso, come in molti altri della sua lunga carriera, tira
fuori in modo imprevisto, il meglio dal suo capace cilindro. E'
un omaggio a Dalida, affettuoso, lungo e composito, che si snoda
in 12 capitoli. Il vantaggio principale è che la signora
Nicoletta Strambelli, dall'altro dei suoi 60 anni ce avrebbe compiuto
poco tempo dopo aver inciso il disco, non ha voluto rifare Dalida.
Ma ha deciso di essere se stessa, dando quindi una propria lettura,
a volte affatto divergente, a volte in totale sintonia con quella
della cantante italo-egiziana.
Dodici canzoni, ma in realtà sono dieci,
perchè ci sono due versioni divergenti di "Darla
Dirla Dada"e di "Bambino"
(con l'inevitabile accento francese sull'ultima "o".
Sarebbe la napoletanissima "Guaglione"
di Aurelio Fierro che nel 1956 vinse il Festival della canzone
napoletana). In realtà in un disco in francese, dedicato
alla canzone francese, per una cantante che in Francia ha avuto
gloria e fama, di Francia ce n'eè pochina. "Avec
le temp" di Leo Ferré è cantata
in italiano, nella bellissima versione a cui Patty già
ci ha abituato ossia "Col tempo",
"Bambino" è italiana,
"Darla dirla dada" è
greca, "J'attendrai" è
attribuita erroneamente a Holland e Dozier (e in italiano è
ben nota come "Tornerai" ma
gli autori sono stati Dino Olivieri e Nino Rastelli che l'hanno
composta ispirandosi alla Madama Butterfly di Puccini nel 1933)
e l'iniziale "Finì la comédie"
vede tra gli autori i Fratelli La Bionda.
Ma questo non toglie un'oncia al piacere del disco che aggiunge
ai pezzi già fatti da Dalida la sorpresa della bellissima
"Salma ya salama" cantata
in arabo, a simboleggiare le radici di Jolanda Giliotti, di origini
calabresci, ma nata ad Alessandria d'Egitto. "Salma ya salama"
è meravigliosa e non è la sola a sapere pesantemente
di spezie mediorientali. Anche la seconda versione di "Bambino"
e la prima di "Darla dirla dada" devono molto al loro
essere originarie di Paesi all'interno del bacino del Mediterraneo,
quasi anche in questo disco si tenesse a mente il discorso caro
a tanti musicisti napoletani, come Eugenio Bennaio o Daniele Sepe,
di una koiné mediterranea comune. Forse sono volo pindarici
troppo altri e inadeguati all'occasione, ma la sensazione resta
anche dopo alcuni ascolti. Come se da Marsiglia, città
di mare, si fossero seguite rotte di bolina verso le altre coste
del mare interno. Con sbarco a Napoli.
Il disco comunque è inciso per i mercati internazionali
e si sente, da come suona, e dalle pretese mantenute. A qualsiasi
latitudine "Spero che ti piaccia ...pour toi"
suona bene. Migliorabile, forse, sarebbe solo il titolo.
E' persino pleonastico dirlo, ma Patty incanta con un enorme massa
di classe distribuita su tutti i brani. Il cambio delle lingue
né la inquieta né la deconcentra. Si muove agile,
come se l'avesse sempre fatto. E forse, in un certo senso lo ha
davvero fatto. L'unico dispiacere è quando il disco finisce.
E' troppo presto. E resta il rammarico per non aver sentito altre
canzoni di Dalida in bocca a Patty. Come sarebbe stata "Mama"
e "L'ultimo valzer" e la "Dan
dan dan" con cui ha vinto la sua Canzonissima?
Piccolissima curiosità in merito. Gli autori di "Dan
dan dan" erano Righini e Lucarelli, ossia i Girasoli,
di cui Patty Pravo, in quello stesso periodo, aveva inciso una
grande versione di "Roma è una prigione".
Tutto quanto si muoveva entro i confini della Rca.
Patty
Pravo
"Spero che ti piaccia ... pour toi"
Kyrone Gp Music
- 2007
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