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Le BiELLE RECENSIONI
Pan Brumisti "Quelle piccole cose"
Un romanzo generazionale in musica
di Silvano Rubino


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Musicisti:

Ricky Gianco (voce) - Gianfrancesco Calabrese (arrangiamento, programmazione) - Kerem Brera (violoncello) - Caterina Demetz (violino) - Angapiemage Galiano Persico (mandola) - Francesco Grigolo (tromba) - Alberto Patrucco (voce) - Daniele Caldarini (arrangiamento, pianoforte, Tastiere) - Francesco Gaffuri (basso fretless) - Lorenzo Contaldo (fagotto) - Sergio Bassarini (clarinetto) - Giulio Rusconi (chitarra) - Sara Calvanelli (fisarmonica) - Moni Ovadia (voce) - Maria Colegni (voce) - Oscar Yanez (basso tuba) - Stefania Ferraro ( fagotto) - Joe Damiani (percussioni) -
Roberto Vecchioni -
Giorgio Conte e Blue Bop -
Juan Carlos Flaco Biondini -
Skiantos - Gerardo Balestrieri -
Luis Eduardo Aute - Paolo Simoni - Milva -
Têtes de Bois e Sérgio Godinho -
Luca Bonaffini - Massimo Ranieri -
Peppe Voltarelli - Joan Isaac -
Mauro Pagani - Francesco Baccini -
Max Manfredi - Giovanni Maria Block - Juan Manuel Serrat - Francesco Guccini -
Maria del Mar Bonet - Massimo Priviero -
Pan Brumisti - Carlo Fava -
Stefano Bollani - Gigliola Cinquetti -
Daniele Caldarini - Fabrizio Consoli -
Mauro Ermanno Giovanardi -
Mimmo Locasciulli - Pedro Guerra -
Lu Colombo - Marco Ongaro -
Andrea Mingardi - Eugenio Finardi -
Roger Mas

Registrato e missato in troppi posti per nominarli tutti
Ideazione e produzione artistica:
Sergio Secondiano Sacchi
Produzione esecutiva:
Club Tenco/Tony Verona per Ala Bianca
Coordinamento e direzione musicale: Daniele Caldarini
e Gianfrancesco Calabrese
Progetto grafico: Roberto Molteni
Assistenza redazionale: Enrico de Angelis
Fotografie: Lucia Carenini, Roberto Coggiola, Martì Fradera, Gianni Grandi, Guillermo Luna, Roberto Molteni, Ignazio Romano, Roberto Serra
Disegni: Marco Nereo Rotelli, Sergio Staino Grazie a: Tullia Brunetto, Luciao fabbri, Maria Guerra, Clara Holgado, Mario Limongelli, Désirée Lombardi, Joan Molas, Berry Navarro, Silvio Rodríguez, Gabriella Mazzoni Ronchetti, Paulo Salgado, Tino Silvestri, Carlinhos Vergueiro

Cantato, suonato, orchestrato, registrato, mixato, masterizzato, disegnato, fotografato, curato, prodotto
esclusivamente da amici

Tracklist

Disco 1
1. Ricky Gianco - Dopo dieci anni
2. Alberto Patrucco - La grande quercia
3. Moni Ovadia e Maria Colegni - I musicanti
4. Roberto Vecchioni - I vecchi non parlano più...
5. Giorgio Conte e Blue Bop - Il matrimonio di Antonio
6. Pan Brumisti - Via dei Poeti
7. Juan Carlos Flaco Biondini - Cielo de los Tupamaros
8. Skiantos - C'è Riano, l'aghetto?
9. Gerardo Balestrieri - Giorno per giorno
10. Luis Eduardo Aute - Alla bellezza
11. Paolo Simoni - Robinson e la macchina
12. Milva - Vigna verde sopra il mare
13. Têtes de Bois e Sérgio Godinho - Lisbona quando albeggia
14. Luca Bonaffini - Italia
15. Massimo Ranieri - La fionda
16. Peppe Voltarelli - Signora poesia
17. Joan Isaac e Mauro Pagani - Il momento per lei
18. Francesco Baccini - Al festival dell'Unità
19. Max Manfredi - Rottura
20. Giovanni Maria Block - Le lune di miele

Disco 2
1. Juan Manuel Serrat - Quelle piccole cose
2. Francesco Guccini - Sulla strada
3. Maria del Mar Bonet - La danza d'amore
4. Massimo Priviero - Voglio un blues
5. Pan Brumisti - Paradise
6. Carlo Fava - L'illusionista
7. Stefano Bollani - Gli argonauti
8. Gigliola Cinquetti - Ti amerò
9. Daniele Caldarini - Ma plus belle histoire d'amour
10. Fabrizio Consoli - Gabriella degli specchi
11. Mauro Ermanno Giovanardi - La supplente
12. Mimmo Locasciulli - Quand'è dove si va
13. Pan Brumisti - Che ami il mio sorriso
14. Pedro Guerra - Per Daniela
15. Lu Colombo - 19 giorni e 600 notti
16. Marco Ongaro - Il fidanzatino
17. Andrea Mingardi - Il mio amore consegnatelo a lei
18. Eugenio Finardi - Cucciola
19. Roger Mas - Una canzone a Laura
20. Pan Brumisti - La jambalaya del ricordo e dell’assenza

Interno notte: un fumoso locale milanese, a metà degli anni '70, un gruppo di amici attorno a un pianoforte. Fuori nebbia fitta. Dentro canzoni popolari e canzoni d'autore, vino, discussioni politiche. Siamo al Brumista, lungo il Naviglio grande, luogo di incontro di un gruppo di amici, uniti dalla passione, politica, innanzitutto, ma anche musicale. La trama: nasce un gruppo, i Pan Brumisti, che con diverse formazioni dura qualche anno, mette in scena spettacoli, pubblica un disco ("I padroni della città") con la Cooperativa L'Orchestra, di cui facevano parte anche gli Stormy Six e l’Ensemble Havadià di Moni Ovadia. Attorno a questa esperienza artistica si muovono storie di uomini, di passioni musicali, di percorsi politici, di destini umani, di stimoli culturali. E soprattutto di incontri, come quello con Amilcare Rambaldi e il Club Tenco. Dentro il quale finiscono alcuni degli esponenti del gruppo, ma soprattutto molte delle loro passioni, delle loro scoperte musicali, dei loro amori. Dando in qualche modo compimento e senso agli anni e agli incontri precendenti. Scena finale: uno dei fondatori del gruppo, Antonio Silva, si affaccia sul palco del Teatro Ariston e pronuncia la fatidica frase: "Si alza il sipario sulla terza edizione della rassegna della canzone d'autore". Una storia si chiude, un'altra ne comincia. Nel segno della continuità.

Strano raccontare la trama di un disco. Ma nel caso di Quelle piccole cose, ultima uscita dei “Dischi del Club Tenco” dell'etichetta Ala Bianca, è forse la maniera più corretta di sintetizzare l'opera. Che è molto più di un prodotto discografico. Io lo definireri un romanzo generazionale. In fondo Sergio Secondiano Sacchi, Pan Brumista della prima ora, curatore del progetto (e da oltre trent'anni nel direttivo del Club Tenco), avrebbe potuto benissimo travasare quell'esperienza in un romanzo vero e proprio. O in una sceneggiatura di un film. Invece ha scelto un cd. Ed è giusto così, perché la colonna sonora di quelle vicende è ben di più di un accessorio, è parte fondante delle vicende stesse. Ma un cd con un apparato "narrativo" talmente vasto da renderlo praticamente un cd-libro. E attenzione: solo il combinato disposto tra lettura delle belle "note" di Sacchi e l'ascolto delle canzoni consente di entrare a pieno nella storia, di coglierne gli snodi, di restarne conquistati. Come un romanzo musicale, o un disco narrativo.

Il disco, presentato all'ultimo Tenco, esce a nome Pan Brumisti. E nasce come un omaggio, un regalo, ad Antonio Silva, storico presentatore del Club Tenco, che dei Pan Brumisti fece parte, per un certo periodo. Anzi proprio nei Pan Brumisti si fece le ossa per calcare il palco dell'Ariston: come racconta Sacchi, nella fase in cui il gruppo presentava uno spettacolo a metà tra teatro e canzone, a lui erano affidate le parti recitate. E dato che le presentazioni erano state un po' deboli, nelle prime due edizioni della rassegna, venne naturale pensare a lui per la terza. E la storia è continuata sino ai giorni nostri.

Un omaggio, dicevamo. Che però è molto di più di un'antologia di reperti sonori (eccezion fatta per tre brani su quaranta). Si tratta, in realtà, di una colonna sonora reincisa per l'occasione da quarantuno interpreti diversi. Antichi compagni di strada (Francesco Guccini, Roberto Vecchioni, Moni Ovadia, Eugenio Finardi) , interpreti (Milva, Massimo Ranieri, Gigliola Cinquetti) e cantanti conosciuti attraverso l’attività del Tenco. Illustri ospiti stranieri come Joan Manuel Serrat, Maria del Mar Bonet, Luis Eduardo Aute, Sérgio Godinho, Joan Isaac, Pedro Guerra e Roger Mas. Proprio la canzone di Serrat (Quelle piccole cose, che parla dei minuti oggetti rimasti a lungo quasi dimenticati in un cassetto per poi riapparire a distanza di tempo) dà il titolo al disco. E poi nomi storici come Ricky Gianco, Giorgio Conte, Mimmo Locasciulli, Andrea Mingardi, giovani come Giovanni Block, Paolo Simoni e Gerardo Balestrieri. Musicisti come Stefano Bollani e Mauro Pagani a formazioni come i Têtes de Bois. Attori teatrali come Moni Ovadia e Alberto Patrucco, rocker come Massimo Priviero e gli Skiantos. E ancora: Max Manfredi, Mauro Ermanno Giovanardi, Juan Carlos “Flaco” Biondini, Luca Bonaffini, Peppe Voltarelli, Francesco Baccini, Carlo Fava, Daniele Caldarini, Fabrizio Consoli, Lu Colombo, Marco Ongaro.

I braniprovengono dal repertorio dei Pan Brumisti, partendo da un nucleo di sette canzoni allora scritte (molto spesso in chiave ironica) espressamente per Antonio Silva, tutte a firma di Sergio Secondiano Sacchi, tranne un paio regalate al gruppo da cantautori amici (Guccini e Vecchioni). Poi ci sono canzoni scritte da Sacchi ma mai inserite in repertorio perché all'epoca giudicate troppo intimiste, tirate fuori dal cassetto, canzoni e traduzioni di Sacchi di epoche successive, in qualche modo figlie di quell'esperienza così importante. E poi esemplari della ricca galleria degli amori dell'epoca, travasati poi in quelli del Club Tenco: la canzone catalana, quella brasiliana, quella portoghese, quella francese.

Sacchi, autore di tutte le canzoni brumiste, è anche l’autore di tutte le traduzioni. Ma c’è anche da segnalare un inedito di Francesco Guccini, Via dei Poeti, cantato proprio dai Pan Brumisti, a cui il cantautore emiliano risponde con l’interpretazione di Sulla strada del gruppo milanese.

Quaranta canzoni per raccontare una storia. Inutile fermarsi a dire quali più belle, quali meno. Qua i consueti parametri di giudizio devono essere messi un po' da parte. Diciamo solo che è un disco che contiene molte perle, che complessivamente è di grande livello. Ma che anche nelle canzoni meno riuscite dal punto di vista musicale, o dei testi, nasconde qualcosa, racconta un passaggio, una sequenza, una scena, un aneddoto. Un disco che quindi merita di essere ascoltato tutto. Ma anche letto. Dedicategli un po' di tempo. Leggetevi la lunga introduzione, leggete, prima di ascoltare ogni canzone, le brevi note introduttive. Io ho fatto così e mi sono ritrovato ad appassionarmi a Quelle piccole cose e alle persone che le hanno amate. A provare una grande simpatia per Sergio, Antonio, Giovanni, Enrico e gli altri personaggi di questo romanzo. A rimanere affascinato da atmosfere che non ho vissuto (chi le ha vissute forse le assaporerà ancor meglio) e che il disco-romanzo ha la capacità di restituire intatte, filtrate di soffusa malinconia, ma mai di banale rimpianto per il bel tempo che fu. Il racconto tra parole e musica fa ampio ricorso al registro dell'ironia, a volte affettuosa, a volte più amara. Onore alla penna di Sergio Secondiano Sacchi, che in questa operazione svela un volto di autore colto e sensibile, capace di trovare sempre il tono giusto. Onore per aver saputo fare dei suoi cassetti un piccolo scrigno di memorie da condividere, un elogio dell'amicizia. Mi piace chiudere con le sue stesse parole: "Questo passato", scrive nell'introduzione alla canzone che dà il titolo al disco, "che ha continuato a rimanere in vita alimentando seppur incosapevolmente il presente, si presenterà un giorno al nostro cospetto. E sarà come se ci avessimo da sempre convissuto strettamente e ci troveremo a seguire un percorso segnato da tante pietruzze (o come suggerirebbe il professore Silva "Albo signanda lapillo"). Stupiti di imbatterci ogni tanto, magari, in qualche dimenticato dolmen. E stando al parere circostanziato di alcuni esperti, tutto ciò è meraviglioso".

Pan Brumisti
Quelle piccole cose
Ala Bianca Group 2008
Nei negozi di dischi

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Club Tenco 2008
Sul web
Ultimo aggiornamento: 27-11-2008
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