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Tracklist
Non si beve e non si
fuma
Ringraziamo
Paga le tasse Al
Bonnie
Doppiopetto e Borsalino
Bourbon story blues (strumentale)
Pioggia di uomini
Faccia d'angelo
Il Nuovo Corso
Il cinema degli Anni Ruggenti
Pretty Boy Floyd
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Anni
Ruggenti. Gli anni tra la fine della Grande Guerra e la crisi del
1929, cosiddetti perché caratterizzati da una marcata vitalità
in campo culturale e del costume e dalla spregiudicata corsa a un
benessere rivelatosi poi effimero. Così recita
l'introduzione del libretto annunciando il tema trattato nell'intero
disco, che è un concept-album sugli anni del proibizionismo
americano, caratterizzato da sonorità dizzieland che vanno
dal charleston al blues, dal ragtime al fox-trot tanto in voga negli
anni '20.
Verrebbe da pensare di trovarsi davanti ad un lavoro
anacronistico e di maniera. Niente di più falso: si tratta
invece di un disco che parla di quel periodo per coglierne gli
aspetti che più lo rendono simile ai nostri giorni: dalla
ricerca sfrenata al benessere e al lusso, al delirio di onnipotenza
e di illimitatezza del nostro mondo occidentale; dal nostro vivere
quotidiano fatto di esteriorità ed apparenza al desiderio
di immortalità.
"Non si beve non si beve e non si fuma
Il businnes è fondato su questo Proibiscimi qualcosa appena
Vedrai come te lo trasgredisco presto" e ancora "Non
si beve non si beve e non si fuma Prova a dirglielo a quello che
comanda Con un sigaro che arriva su alla luna E una bottiglia di
whisky ad ogni gamba" recita Non si beve e
non si fuma, la canzone che apre il disco e che par
guardare all'ottusità ed alla ipocrisia della nostra classe
politica.
A seguire Ringraziamo
con parole come "Ringraziamo il governo Che ha spiazzato
gli industriali Le grandi ditte produttrici finalmente anche loro
illegali Ringraziamo il legislatore Che ha inginocchiato la nazione
Equiparando la roba di marca Alla nostra produzione"
o più avanti "Ringraziamo sentitamente Quella
banda di parrucconi Che ha pensato che la gente Sia una massa
di coglioni" frase pienamente in tono con gli attacchi
di Grillo di questi giorni dopo l'exploit del V-day.
Ecco poi il charleston di Paga le tasse
Al, divertente canzone dedicata ad Al Capone con
il ripetuto invito del ritornello "Paga le tasse Al Paga
le tasse Al Sennò ti fregheranno E' lì che ti faranno
il maggior mal", che sembra essere il leit-motiv del
governo Prodi e ancora "Faresti proprio meglio ad istruirti
Sulle imposte per la comunità Sulle entrate e sulle uscite
nei registri Il profitto è contabilità",
come dire che però se sai giostrarti tra le leggi e le
imposte puoi far profitti come hanno fatto i "furbetti"
del quartierino.
Bonnie è invece
una splendida canzone d'amore che vede protagonisti i famosi Bonnie
e Clyde e mette in mostra la consueta ironia di Ongaro "Con
la mano stretta sulla rivoltella E la bestia finalmente in libertà
Lei mi dice "Fossi solo un po' più bella" Le
rispondo "Ah, lo fossi la metà", che potrebbe
voler dire lo fossi almeno la metà oppure lo fossi anche
solo la metà con una prospettiva totalmente differente.
Bella anche Doppiopetto e Borsalino
che recita "Doppiopetto e Borsalino L'eleganza ha le
sue leggi E le seguiamo Ditelo ai poliziotti Ch'è con la
bella presenza Che li sfamiamo", frase che sarebbe potuta
uscire dalla bocca di Al Capone allora; di un boss della mafia
o di qualche pezzo grosso della politica nostrana oggi.
Pioggia di uomini con
"E piovono uomini Come angeli mutilati Dei sogni orfani Del
passato ingrati Del presente increduli Del futuro disperati"
descrive il dramma del crollo della borsa del '29 con gli
uomini d'affari che si gettavano nel vuoto dai piani alti dei
palazzi, ma che mi ha ricordato la tragicità immediatamente
susseguente ai colpi mortali ricevuti dalle torri gemelle l'11
settembre del 2001, con la gente che senza più speranza
si gettava nel vuoto.
Faccia d'angelo, dedicata
ancora ad un famoso personaggio di quegli anni, ha versi che passano
dall'iniziale "E' la chirurgia plastica Coi suoi trofei
Un poco di chirurgia plastica E torni chi sei" ai finali
"E' la chirurgia plastica Coi suoi trofei Un poco di chirurgia
plastica E non sei più chi sei", un altro ribaltamento
totale di significato giocato sulle parole e affrontando un tema
per altro attualissimo.
"Sul nuovo corso ci passeggia il Presidente,
ci passeggia il Presidente per Natale Lo shopping si ch'è
una cosa appassionante Si sta bene anche quando si sta male"
e poi "Sul nuovo corso si tiene un bel discorso Ed a
crederci c'è una nazione intera Bisogna farcela lottando
ad ogni costo Ci si crede oppure almeno ci si spera",
così si canta in Il Nuovo Corso e
sembra una fotografia del mondo occidentale con i suoi consumi
davvero oltre ogni reale necessità.
Il cinema degli Anni Ruggenti
è una magnifica visione nostalgica del cinema di quegli
anni, intrisa dell'atmosfera dei film di Bogart, della Bacall,
di Gable e dell'inarrivabile Chaplin "Il bianco e nero
ha acquistato il sonoro Ma per lui questo non è ancora
vero E usa ancora quei piano scassati Usa ancora quei pianisti
infelici E disperati".
Pretty Boy Floyd conclude
il disco con un ritornello molto orecchiabile, ma la scrittura
non è mai banale "Presto si passa per stupidi
E si viene in fretta poi dimenticati Forse credevi ai tuoi limiti
Sei morto quindi li hai superati E delle foto e degli identikit
Più niente sopra i giornali", ancora una volta
questo senso vano di onnipotenza che pervade il nostro mondo occidentale.
Giusto a metà del disco, non voglio dimenticare,
è poi inserito un brano totalmente strumentale Bourbon
story blues, opera del solo Pasetto
(Sax soprano e cabaza) che dimostra, se ce ne è bisogno,
la bravura della Storyville Jazz Band nel ricreare, grazie anche
alla maestria delle musiche di Ongaro l'incredibile atmosfera
degli "Anni Ruggenti".
Quindi, attenzione perché a volte
l'apparenza inganna e dietro ad un disco di swing anni '20 si
può nascondere un gioiello che è ben lungi dall'essere
un semplice remake.
Marco
Ongaro e Storyville Jazz Band
"Anni Ruggenti"
Edizioni Musicali Azzurramusic 2007
Nei negozi di dischi o su www.azzurramusic.it/