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Le BiELLE RECENSIONI
Marco Ongaro e Storyville Jazz Band: “Anni Ruggenti”
L'apparenza, a volte, inganna...
di Fabio Antonelli


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Tracklist

Non si beve e non si fuma

Ringraziamo

Paga le tasse Al

Bonnie

Doppiopetto e Borsalino

Bourbon story blues (strumentale)

Pioggia di uomini

Faccia d'angelo

Il Nuovo Corso

Il cinema degli Anni Ruggenti

Pretty Boy Floyd

Anni Ruggenti. Gli anni tra la fine della Grande Guerra e la crisi del 1929, cosiddetti perché caratterizzati da una marcata vitalità in campo culturale e del costume e dalla spregiudicata corsa a un benessere rivelatosi poi effimero. Così recita l'introduzione del libretto annunciando il tema trattato nell'intero disco, che è un concept-album sugli anni del proibizionismo americano, caratterizzato da sonorità dizzieland che vanno dal charleston al blues, dal ragtime al fox-trot tanto in voga negli anni '20.

Verrebbe da pensare di trovarsi davanti ad un lavoro anacronistico e di maniera. Niente di più falso: si tratta invece di un disco che parla di quel periodo per coglierne gli aspetti che più lo rendono simile ai nostri giorni: dalla ricerca sfrenata al benessere e al lusso, al delirio di onnipotenza e di illimitatezza del nostro mondo occidentale; dal nostro vivere quotidiano fatto di esteriorità ed apparenza al desiderio di immortalità.

"Non si beve non si beve e non si fuma Il businnes è fondato su questo Proibiscimi qualcosa appena Vedrai come te lo trasgredisco presto" e ancora "Non si beve non si beve e non si fuma Prova a dirglielo a quello che comanda Con un sigaro che arriva su alla luna E una bottiglia di whisky ad ogni gamba" recita Non si beve e non si fuma, la canzone che apre il disco e che par guardare all'ottusità ed alla ipocrisia della nostra classe politica.

A seguire Ringraziamo con parole come "Ringraziamo il governo Che ha spiazzato gli industriali Le grandi ditte produttrici finalmente anche loro illegali Ringraziamo il legislatore Che ha inginocchiato la nazione Equiparando la roba di marca Alla nostra produzione" o più avanti "Ringraziamo sentitamente Quella banda di parrucconi Che ha pensato che la gente Sia una massa di coglioni" frase pienamente in tono con gli attacchi di Grillo di questi giorni dopo l'exploit del V-day.

Ecco poi il charleston di Paga le tasse Al, divertente canzone dedicata ad Al Capone con il ripetuto invito del ritornello "Paga le tasse Al Paga le tasse Al Sennò ti fregheranno E' lì che ti faranno il maggior mal", che sembra essere il leit-motiv del governo Prodi e ancora "Faresti proprio meglio ad istruirti Sulle imposte per la comunità Sulle entrate e sulle uscite nei registri Il profitto è contabilità", come dire che però se sai giostrarti tra le leggi e le imposte puoi far profitti come hanno fatto i "furbetti" del quartierino.

Bonnie è invece una splendida canzone d'amore che vede protagonisti i famosi Bonnie e Clyde e mette in mostra la consueta ironia di Ongaro "Con la mano stretta sulla rivoltella E la bestia finalmente in libertà Lei mi dice "Fossi solo un po' più bella" Le rispondo "Ah, lo fossi la metà", che potrebbe voler dire lo fossi almeno la metà oppure lo fossi anche solo la metà con una prospettiva totalmente differente.

Bella anche Doppiopetto e Borsalino che recita "Doppiopetto e Borsalino L'eleganza ha le sue leggi E le seguiamo Ditelo ai poliziotti Ch'è con la bella presenza Che li sfamiamo", frase che sarebbe potuta uscire dalla bocca di Al Capone allora; di un boss della mafia o di qualche pezzo grosso della politica nostrana oggi.

Pioggia di uomini con "E piovono uomini Come angeli mutilati Dei sogni orfani Del passato ingrati Del presente increduli Del futuro disperati" descrive il dramma del crollo della borsa del '29 con gli uomini d'affari che si gettavano nel vuoto dai piani alti dei palazzi, ma che mi ha ricordato la tragicità immediatamente susseguente ai colpi mortali ricevuti dalle torri gemelle l'11 settembre del 2001, con la gente che senza più speranza si gettava nel vuoto.

Faccia d'angelo, dedicata ancora ad un famoso personaggio di quegli anni, ha versi che passano dall'iniziale "E' la chirurgia plastica Coi suoi trofei Un poco di chirurgia plastica E torni chi sei" ai finali "E' la chirurgia plastica Coi suoi trofei Un poco di chirurgia plastica E non sei più chi sei", un altro ribaltamento totale di significato giocato sulle parole e affrontando un tema per altro attualissimo.

"Sul nuovo corso ci passeggia il Presidente, ci passeggia il Presidente per Natale Lo shopping si ch'è una cosa appassionante Si sta bene anche quando si sta male" e poi "Sul nuovo corso si tiene un bel discorso Ed a crederci c'è una nazione intera Bisogna farcela lottando ad ogni costo Ci si crede oppure almeno ci si spera", così si canta in Il Nuovo Corso e sembra una fotografia del mondo occidentale con i suoi consumi davvero oltre ogni reale necessità.

Il cinema degli Anni Ruggenti è una magnifica visione nostalgica del cinema di quegli anni, intrisa dell'atmosfera dei film di Bogart, della Bacall, di Gable e dell'inarrivabile Chaplin "Il bianco e nero ha acquistato il sonoro Ma per lui questo non è ancora vero E usa ancora quei piano scassati Usa ancora quei pianisti infelici E disperati".

Pretty Boy Floyd conclude il disco con un ritornello molto orecchiabile, ma la scrittura non è mai banale "Presto si passa per stupidi E si viene in fretta poi dimenticati Forse credevi ai tuoi limiti Sei morto quindi li hai superati E delle foto e degli identikit Più niente sopra i giornali", ancora una volta questo senso vano di onnipotenza che pervade il nostro mondo occidentale.

Giusto a metà del disco, non voglio dimenticare, è poi inserito un brano totalmente strumentale Bourbon story blues, opera del solo Pasetto (Sax soprano e cabaza) che dimostra, se ce ne è bisogno, la bravura della Storyville Jazz Band nel ricreare, grazie anche alla maestria delle musiche di Ongaro l'incredibile atmosfera degli "Anni Ruggenti".

Quindi, attenzione perché a volte l'apparenza inganna e dietro ad un disco di swing anni '20 si può nascondere un gioiello che è ben lungi dall'essere un semplice remake.

Marco Ongaro e Storyville Jazz Band
"Anni Ruggenti"
Edizioni Musicali Azzurramusic 2007
Nei negozi di dischi o su www.azzurramusic.it/

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Ultimo aggiornamento: 09-02-2008
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