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Le BiELLE RECENSIONI
Luca Bonaffini: “Nessuno č scomparso”
Sette personaggi, un taglio, una lettera e il jazz
di Lucia Carenini


Ascolti collegati


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Musicisti:
Luca Bonaffini: voce
Emiliano Paterlini: pianoforte
Giancarlo Campilli: basso fretless
Massimo Tuzza: batteria e percussioni

Tutte le canzoni sono di Luca Bonaffini
Tavole di Vittorio Bustaffa

Tracklist

01. Il taglio
02. Preludio nero
03. Il Collezionista
04. Interludio verde
05. L'Architango
06. Interludio giallo
07. L'Acchiappamosche
08. Interludio grigio
09. Il Biografo
10. Interludio celeste
11. Il Pentito
12. Interludio marrone
13. Il Conte
14. Interludio porpora
15. Lo strizzacervelli
16. Postludio bianco
17. La lettera

A cinque anni da “Treni” torna Luca Bonaffini. Nessuno è scomparso, dice, e ci porta a conoscere sette personagg. Parlano di loro, dei loro vizi, dei loro difetti, delle loro storture e delle loro paure. Non sono positivi, ma sono umani. Sono le miserie umane, più probabilmente, ma ognuno può ritrovarci qualcosa di un amico, un vicino, un conoscente, o, chissà, forse anche un pezzettino di se stesso.

Come in una novella Spoon River, Luca Bonaffini ci presenta il Collezionista, l’Architango, l’Acchiappamosche, il Biografo, il Pentito, il Conte e lo Strizzacervelli e ce li racconta. Senza giudicarli. Lo fa con dolcezza e con una cifra stilistica diversa da quella dei suoi lavori precedenti. ”Nessuno è scomparso", ma qualcuno è cambiato. E allora la voce si tirata su di tono e l’atmosfera rimane gentile, ma abbandona le sonorità calde e delicatamente country che conoscevamo e si sposta in un territorio più raffinato, che si muove tra il tango e il jazz, tra il valzer e i fraseggi di piano della classica moderna.

I suoni sono allo stesso tempo essenziali - Emiliano Paterlini al pianoforte, Giancarlo Campilli al basso fretless e Mazzimo Tuzza alla batteria – e raffinati. Nessun orpello, niente lustrini, minimalismo e rigore, ma soprattutto raffinatezza, ironia e sì, anche allegria.

Temi di spessore, ma presentati con lievità, non c’è retorica in questo disco, non c’è pesantezza, non ci sono banalità. Non ci sono facili slogan e non c’è niente di scontato. In compenso le parole sono accuratamente cesellate a delineare i ritratti dei personaggi. A volte sono acquarelli, più spesso carboncini o sanguigne. O pastelli, e gouaches come quelli delle illustrazioni di copertina e libretto realizzate da Vittorio Bustaffa – splendide e inquietanti – che raffigurano questi sette che sono “morti senza essere scomparsi”, come recita una nota di copertina.

Ma i sette personaggi non sono soli. Tra uno e l’altro sei interludi di piano. Poi, a guisa di pre e post-fazione Il taglio e La lettera. Sono il primo brano e l’ultimo. Uno, in bilico tra la festa e la tragedia, racconta le riflessioni di un uomo nato l’11 settembre, un uomo che sulle note di un tango-jazz si ritrova a festeggiare il suo compleanno in un giorno di dolore collettivo. L’altro è un saluto da un luogo (forse) lontano e incidentalmente dedicato a van Gogh. “E sono fermo qui a pensare/è un brutto vizio di chi ha il cervello/tanti passati da restaurare/troppi futuri da mantenere”.

Così si chiude uno dei più bei lavori del 2007. Ovviamente ignorato dai più. Ma ahimè, ormai sembra una cosa normale. Forse perché le cose intelligenti fanno paura.



Luca Bonaffini
"Nessuno è scomparso"
Teorema, 2007
Nei negozi di dischi o su http://cdbaby.com/cd/lucabonaffini (anche in mp3)

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Ultimo aggiornamento: 10-01-2008
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