
Ascolti collegati

Ducoli
Brumantica |

Luca Bonaffini
Treni
|

Francesco
Camattini
Fine della storia |

Patrizia Laquidara
Funambola |

Mauro Ermanno Giovanardi
Cuore a nudo |

Morgan
Non al denaro, non all'amore, né al
cielo |
Musicisti:
Luca Bonaffini: voce
Emiliano Paterlini: pianoforte
Giancarlo Campilli: basso fretless
Massimo Tuzza: batteria e percussioni
Tutte le canzoni sono di Luca Bonaffini
Tavole di Vittorio Bustaffa
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Tracklist
01. Il taglio
02. Preludio nero
03. Il Collezionista
04. Interludio verde
05. L'Architango
06. Interludio giallo
07. L'Acchiappamosche
08. Interludio grigio
09. Il Biografo
10. Interludio celeste
11. Il Pentito
12. Interludio marrone
13. Il Conte
14. Interludio porpora
15. Lo strizzacervelli
16. Postludio bianco
17. La lettera
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A
cinque anni da “Treni” torna Luca Bonaffini.
Nessuno è scomparso, dice, e ci porta a conoscere
sette personagg. Parlano di loro, dei loro vizi, dei
loro difetti, delle loro storture e delle loro paure.
Non sono positivi, ma sono umani. Sono le miserie
umane, più probabilmente, ma ognuno può
ritrovarci qualcosa di un amico, un vicino, un conoscente,
o, chissà, forse anche un pezzettino di se
stesso.
Come in una novella Spoon River,
Luca Bonaffini ci presenta il Collezionista,
l’Architango, l’Acchiappamosche, il
Biografo, il Pentito, il Conte e
lo Strizzacervelli
e ce li racconta. Senza giudicarli. Lo fa con
dolcezza e con una cifra stilistica diversa da
quella dei suoi lavori precedenti. ”Nessuno
è scomparso", ma qualcuno
è cambiato. E allora la voce si tirata
su di tono e l’atmosfera rimane gentile,
ma abbandona le sonorità calde e delicatamente
country che conoscevamo e si sposta in un territorio
più raffinato, che si muove tra il tango
e il jazz, tra il valzer e i fraseggi di piano
della classica moderna.
I suoni sono allo stesso tempo essenziali - Emiliano
Paterlini al pianoforte, Giancarlo
Campilli al basso fretless e Mazzimo
Tuzza alla batteria – e raffinati.
Nessun orpello, niente lustrini, minimalismo e
rigore, ma soprattutto raffinatezza, ironia e
sì, anche allegria.
Temi di spessore, ma presentati con lievità,
non c’è retorica in questo disco,
non c’è pesantezza, non ci sono banalità.
Non ci sono facili slogan e non c’è
niente di scontato. In compenso le parole sono
accuratamente cesellate a delineare i ritratti
dei personaggi. A volte sono acquarelli, più
spesso carboncini o sanguigne. O pastelli, e gouaches
come quelli delle illustrazioni di copertina e
libretto realizzate da Vittorio Bustaffa –
splendide e inquietanti – che raffigurano
questi sette che sono “morti senza essere
scomparsi”, come recita una nota di copertina.
Ma i sette personaggi non sono soli. Tra uno e
l’altro sei interludi di piano. Poi, a guisa
di pre e post-fazione Il taglio
e La lettera. Sono il
primo brano e l’ultimo. Uno, in bilico tra
la festa e la tragedia, racconta le riflessioni
di un uomo nato l’11 settembre, un uomo
che sulle note di un tango-jazz si ritrova a festeggiare
il suo compleanno in un giorno di dolore collettivo.
L’altro è un saluto da un luogo (forse)
lontano e incidentalmente dedicato a van Gogh.
“E sono fermo qui a pensare/è
un brutto vizio di chi ha il cervello/tanti passati
da restaurare/troppi futuri da mantenere”.
Così si chiude uno dei più bei lavori
del 2007. Ovviamente ignorato dai più.
Ma ahimè, ormai sembra una cosa normale.
Forse perché le cose intelligenti fanno
paura.
Luca
Bonaffini
"Nessuno
è scomparso"
Teorema, 2007
Nei negozi di dischi o su http://cdbaby.com/cd/lucabonaffini
(anche in mp3)
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