Il disco offre una dettagliata e cruda visione
del mondo del lavoro di oggi, nei testi si parla di una resistenza
nuova, di lotta al precariato, di lavoratori sfruttati, di contratti
di lavoro usurante. Sono storie che si ripetono ogni giorno, storie
nate da esperienze e sofferenze personali, nascoste dai mass media
guidati dalla politica e sottratte alla verità dell’informazione.
I Ned Ludd si sono fatti portavoce, attraverso la loro musica,
di un disagio collettivo, che nasce da una politica che ha mandato
indietro l’orologio del mondo del lavoro di quindici anni.
Quindici come le canzoni presenti nel disco,
che si apre con Lavoro e Dignità
uno splendido brano di impostazione anglosassone condotto magicamente
dal violino di Maria Letizia Beneduce e cantato dalla bravissima
Karine Polwart, quando sul finale la voce di Marino Severini traduce
recitando il testo, è quasi magia. “Un lavoro
senza dignità non è lavoro, è altro/ un lavoro
senza ferie retribuite, senza malattia pagata, senza regolare
contratto non è lavoro, è altro”, queste
parole sono macigni che dovrebbero pesare sulle coscienze di tanti
politici modernizzatori e scellerati.
Del disco Marino Severini scrive: “Le
canzoni in Lavoro e Dignità sono
belle perchè utili e viceversa, come nella migliore tradizione
popolare, la nostra. Un disco che finalmente sa da che parte stare
e che chiama da quella parte per riprendere il Grande Cammino
dell'Emancipazione. Un disco che non assomiglia a nessun altro
eppure me ne ha ricordati almeno un centinaio. Un disco che ha
una grande memoria ma che sa essere indispensabile
per
chi vuole affrontare il presente ed il futuro con Dignità.
E la conquista della Dignità non può prescindere
da quella del Lavoro liberato. La dignità passa per il
lavoro e viceversa. Quel Lavoro che è e deve restare articolo
Uno, principio primo, solco e fondamenta del nostro vivere comune
e civile”.
C’è dunque da credergli, e per credergli
basta sentire anche la successiva, Che Tempi,
un brano che racconta del mondo del lavoro più delirante
come quello dello sfruttamento, dei sottopagati, dei licenziamenti
ingiustificati. Particolarmente bello è l’arrangiamento
che si sposa alla perfezione con il cantato in romano di Spirito
e Curci.
Se l’elettro-acustica Chiuso
Per Sciopero, è caratterizzata dalla voce
di Red Zapata e dalla chitarra tagliente di Sandro Severini, la
successiva Buon Natale vede protagonista
Gigi Palla alla voce recitante e un tappeto musicale eccellente
dove spiccano il bouzuki di Gianluca Spirito e la cornamusa irlandese
di Tiarnan O’Duinnchinn.
A Zero Ore, che riprende il titolo del
disco precedente dei Ned Ludd, torna la voce di Marino Severini
insieme a quella di Sandro Bartolucci (nella parte del manager
senza scrupoli), Dino Parente e Gianluca Spirito.
Al centro del disco stanno brani come Risorsa
Umana, Pronto Per La Corsa, Il Volo e Se
36 Ore, tutte legate dal tema degli orari di lavoro
usuranti e caratterizzate ora da voci femminili di ottimo livello
(Cristina Gentili) ora dalla voce recitante di Fabrizio Pagella.
Sul finale arrivano la movimentata Oggi
hanno firmato, spinta da mandolino, ciaramella e
cornamusa, la bellissima Olanda ’74,
dedicata al gioco spregiudicato della nazionale orage, la muscolare
Alla Riscossa e una riproposizione
di Sesto San Giovanni dal repertorio
dei Gang con ospite Marino Severini.
Chiudono il disco Another kind of
love song, in cui brilla Karine Polwart alla voce
e Distinti Saluti, dedicata a Joe Strummer.
Se qualcuno ha dichiarato il combat folk morto
e sepolto, i Ned Ludd con Lavoro e Dignità ci dicono che
invece è vivo e vegeto o meglio come dicono gli americani
“Alive and Kickin’”
Ned
Ludd
"Lavoro
e Dignità"
Autoprodotto
Non in tutti i negozi di dischi o sul loro sito (www.nedludd.it)