
Ascolti collegati

Marco Paolini e Mercanti di Liquore
Sputi |

Flavio Oreglio e i Luf
Giù |

Mercanti di Liquore
Mai paura |

Mercanti di Liquore
La musica dei poveri |

Mercanti
di Liquore
Ch/ te/ ne/fai/ di/un/titolo? |

Mercanti di Liquore
Live in Dada |
Musicisti:
Marco Paolini (voce)
Mercanti di Liquore:
Lorenzo Monguzzi (voce, chitarre, percussioni, tastiere)
Piero Mucilli (fisarmonica, piano elettrico)
Simone Spreafico (chitarra, percussioni)
Ospiti:
Alessamdro Parilli (basso, stick)
Sebastiano De Gennario (batteria)
Gabriele Pezzini (djembè in Karma kola)
Giovanni
Lucifero (piano in Marta)
Michela Ollari (voce in Marta)
Testi: Marco Paolini, Andrea Bajani, Lorenzo Monguzzi, Michela
Signori
Musiche: Mercanti di Liquore
"Torta nello spazio" liberamente ispirata a "La
trta in cielo" di Gianni Rodari. Liberomercato di Luporini,
Gaber, Monguzzi, Spreafico, Mucilli.
Foto: Remo Gennari
Progettografico: Zampediverse
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Tracklist
01.
Mrs Thacher
02. Il rischio
03. O la borsa o la vita (financial radio)
04. La bolla dei mari del sud
05. Lista della spesa
06. Angelino Sempreinpiedi
07. Il Vangelo secono Margaret Thatcher
08. Belle epoque
09. Bancomat
10. Miserabile amica
11. Oro nero
12. Karma kola
13. La torta nello spazio
14. Marta
15. La carrucola
16. Rossana
17. Liberomercato


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Capita
poche volte, ma capita di essere totalmente d'accordo con un disco.
Capita più di frequente che piaccia o che non piaccia, ma
capita di rado di trovarsi "ideologicamente" d'accordo
con un disco. Anche perché i dischi, da qualche tempo in
qua, rifuggono dalla politica. In questo caso no, non solo Marco
Paolini e i Mercanti di Liquore non rifuggono dal tema, ma lo affrontano
a testa bassa. E per soprammercato ci parlano di economia! In un
album? Ma sono matti? No, sono bravi. Tanto di cappello per un disco
che dà brividi di eccitazione e di piacere ogni volta che
lo si ascolta.
Sembra di
essere tornati ai tempi del migliore Dario Fo: il grande istrione
in palcoscenico che ti parla di temi sociali e politici, intervallati
da irriverenti canzoncine, secondo l'antico adagio latino "ridendo
castigat mores". C'è però una variazione. Quelle
di Fo, spesso, erano canzonette puramente di servizio per il testo.
Queste dei Mercanti di Liquore sono canzoni. E anche belle canzoni!
Ci può essere un dubbio e anche giustificato. Tanto per
riallacciarsi a cose già dette in passato da noi. Un prodotto
seriale come un disco può ospitare brani parlati o un prodotto
a teatro-canzone come questo, senza stancare a gioco lungo? Forse
no, forse sì. Come in "Sputi",
il precedente episodio della collaborazione tra il commediografo
veneto e la band monzese, l'alchimia tra le parti è miracolosamente
mantenuta. E poi (vivaddio!) che piacere sentire dire ogni tanto
qualcosa di sinistra!
Partiamo dall'iniziale "Mrs Thatcher".
Dolce partenza acustica, voci in italiano e in inglese, di grande
suggestione, fino all'entrata del recitato, sostenuto dalla stessa
musica. E qui sta il cuore di tutta l'operazione, il suo senso
ideologico. "Dopo di lei la politica non conta più
niente, c'è solo l'economia, dopo la Thatcher tutto era
in vendita hanno scritto i giornali. Come ha fatto signora? C'erano
regole. Per quanto ne so io di Monopoli. Uno punta a Viale Dei
Giardini, parco della Vittoria poi mette case e alberghi e allora
le cose non vanno mica male. Se però ti capita la stazione
Nord, l'acqua potabile, la corrente elettrica non ci puoi mettere
le case sopra. Al massimo tiri su le ventimila lire per uscire
di prigione senza passare dal via. Come? Lei ha messo le case
sulla Stazione Nord, sull'Acqua potabile, sull'Energia elettrica?
Signora non si può, è proibito dal regolamento.
Lei si è mangiata il foglietto del regolamento? E come
ha chiamato questa regola? Deregulation? " Cos'è?"
"S-regolamento!" "Ah beh!".
Tutti tendono a dimenticarselo, soprattutto in quella parte di
centro-sinistra, ormai solo centro e non sinistra, che con queste
idee ha flirtato (vero Massimo D'Alema?). Con l'avvento della
Thatcher è finita l'economia come l'avevamo intesa fino
allora, non solo noi, ma anche il mondo del capitale. Niente più
regole, libero mercato, le aziene pubbliche devono fare profitto.
E i metodi, i metodi ... mica staremo a sottilizzare? E così
niente più manutenzione nei servizi pubblici, anzi, meglio
ancora, niente più servizi pubblici. Su questo brodo di
cultura è poi ovvio che prosperino i Caimani. Mercanti
e Paolini proprio in questo sono bravi, nel raccontare queste
vicende, senza mai dimenticare il lato artistico del lavoro.
Se "Il rischio" è una
canzone funzionale, ideologica e generazionale ("Sono
l'unico a cui hanno comprato un eskimo blu!") che parte
da fatti privati per raccontare la gestione del capitale (e "O
la borsa o la vita" è una delizia di
radiocronaca di una probabilissima radio finanziaria stile Radio
24), "La bolla nei mari del sud"
è invece una magnifica canzone in sè. Atmosfere
acustiche, canto appena accennato a voce doppiata: dà il
senso del tempo, nell'incrocio tra bolle economiche e voglia di
capitale. Recitativo e canto si intrecciano a meraviglia, per
creare un'impasto che ti dà, tanto per citare la canzone,
"l'illusione dell'intelligenza". E' bellissima, senza
altri termini. Di quel gruppo delle canzoni necessarie e mai sufficienti.
Il coro finale sillaba: "Cirio, Argentina, Parmalat",
ossia gli scandali finanziari più grossi degli ultimi anni,
quelli in cui migliaia di risparmiatori hanno perso i loro risparmi.
"Lista della spesa" è
un breve monologo spassoso, mentre "Angelino
Sempreinpiedi" è un'altra canzone di
servizio. Gradevole, ma non molto di più. E peraltro abbastanza
simile ad altri episodi "narrativi" dei Mercanti. Oh,
intendiamoci, sempre oro rispetto al panorama circostante, qualcosa
meno rispetto al resto del disco, ma con un vantaggio. Ti si attacca
come carta moschicida! La senti una volta e la canti per il giorno
intero.
"Il vangelo secondo Magaret Thatcher"
è un altro esempio di teatro-canzone e una mazzata sui
denti al liberalismo e a tutti i suoi epigoni. "Bell'epoque"
è cantata in milanese, suonata in punta di dita. Canzone
low-fi e low-profile. Canzone dall'aplomb jannacciano, come è,
in fin dei conti nelle corde dei Mercanti di Liquore (ricordate
"Apecar"?) che ti si infiltra
nei polmoni come nebbia e come nebbia ti parla della memoria che
se aggiornata ad oggi: "Per i sciuri la Master class,
per i puarett Low cost" (Per i ricchi la Master Class,
per i poveretti il Low Cost). "L'ho sentuu al telegiurnal
ma l'savevi già da un po' / l'è turnada l'età
dell'oro, l'è turnada la Belle Epoque / Dai Miranda, fà
i valis! E desmet de lavà i padel! / Ghe lo Sciattul chel
partiss, fem un viacc in mess ai stell" (L'ho sentito
al telegiornale ma lo sapevo già da un po' / è tornata
l'età dell'oro, è tornata la Belle Epoque / Dai
Miranda, fai le valigie! E smettila di lavare le padelle / C'è
lo Shuttle che parte, facciamo un viaggio in mezzo alle stelle).
Grande momento di canzone d'autore.
"Miserabile amica" è
forse i pezzo centrale del disco, sia come collocazione che come
intenzione, visto che riporta il termine che dà il titolo
al disco. Altra atmosfera soffice e testo pregnante; forse leggermente
moralistica, ma indubbiamente d'effetto. "Karma
kola" è un pezzo di ispirazione etnica,
un rock-etnico, ma di difficile memorializzazione. Canzone-teatro
o teatro-canzone ancora una volta, su ritmo molto sostenuto e
con ricchezza di strumenti e coralità di interventi, quasi
a contrastare la rassegnata e voluta povertà degli altri
brani. "La torta nello spazio"
è un pezzo bandistico e obliquo che si ispira a "La
torta in cielo" di Gianni Rodari per il testo. Ci
sono poi due canzoni al femminile: "Marta",
interpretata benissimo da Michela Ollari dei Terramare: brano
difficile da dimenticare, sia perché molto orecchiabile,
sia perché in assoluto vale e "Rossana",
recitativo su musica con un grande Marco Paolini. Canzone struggente,
sotto forma di lettera a una figlia (in sottofondo il ticchettio
della macchina da scrivere) e che chiude col canto molto ispirato
di Lorenzo Monguzzi, sulle stesse parole della prima parte. Si
chiude con "Liberomercato"
che parte da Paolini per arrivare a Gaber e Luporini reinterpretati
dai Mercanti di Liquore ("La libertà non è
stare sopra un albero / non è neanche il volo di un moscone
/ la libertà non è uno spazio libero / la libertà
è partecipazione") e si temina con un rock dissonante
e rumoristico, colonna sonora adeguata al libero mercato.
Ho lasciato in fondo due esilaranti monologhi di Marco Paolini:
"Bancomat" e "La
carrucola". Esilaranti per come li rende lui.
Tragici per il contenuto. "Bancomat"
è sugli acquisti a rate: il papà chiede al figlio
perché fa i debiti per comprarsi una macchina grossa. "Compratene
una più piccola e pagala subito" "Papà!
Quant'è che non ti compri una macchina! Non te la lasciano
pagare tutta adesso! Chiamano i Carabinieri se non fa i debiti!
E' peggio di un ladro uno che prova a non fare debiti. Se tutti
abbiamo debito, uno con l'altro ci teniamo d'occhio e siamo tutti
più tranquilli! "La carrucola"
ancora peggio: fa ridere parlando di un incidente sul lavoro e
partendo da una lettera che l'incidentato scrive al padrone e
alla "Spettabile Inail di Treviso" per spiegare
la meccanica dell'incidente. Puro teatro! "Tu ridi Italia,
ma io volevo dirti, tante volte quando ti succede un incidente
sul lavoro in cantiere un po' mona sei tu. Anche quando ti succede
in macchina a guidare tante volte un po' mona sei tu. Quello che
non capisco io è perché se lo stesso tipo di incidente
ti succede all'estero in divisa ti mettono la bandiera sulla bara,
se ti succede in cantiere sei mona e basta!". Altro
da aggiungere? Niente.
Unica pecca, se vogliamo, di un disco che è quasi perfetto,
un libretto non all'altezza che riporta i testi i soli tre brani
(questioni di diritti? Ma non protestiamo contro le norme del
libero mercato?) e per giunta con una fastidiosa inversione di
senso di lettura tra titolo e testo. Minuzie.
"Miserabili" resta un grande esempio
di teatro-canzone civile e sociale, attorno un tema molto difficile
da mettere in musica. Ci hanno lavorato parecchio, perché
il disco doveva uscire in autunno ed è uscito in primavera.
Ma il risultato è eclatante. Uno dei migliori dischi sentito
non solo quest'anno. Imperdibile? Di più. Essenziale.
Marco
Paolini e Mercanti di Liquore
"Miserabili"
V2/Universal
- 2008
In tutti i negozi di dischi
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