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Le BiELLE RECENSIONI
Marco Paolini e Mercanti di Liquore: "Miserabili"
L'economia e il disastro della Thatcher. Essenziale
di Giorgio Maimone


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Musicisti:
Marco Paolini (voce)
Mercanti di Liquore:
Lorenzo Monguzzi (voce, chitarre, percussioni, tastiere)
Piero Mucilli (fisarmonica, piano elettrico)
Simone Spreafico (chitarra, percussioni)

Ospiti:
Alessamdro Parilli (basso, stick)
Sebastiano De Gennario (batteria)
Gabriele Pezzini (djembè in Karma kola)
Giovanni Lucifero (piano in Marta)
Michela Ollari (voce in Marta)

Testi: Marco Paolini, Andrea Bajani, Lorenzo Monguzzi, Michela Signori
Musiche: Mercanti di Liquore
"Torta nello spazio" liberamente ispirata a "La trta in cielo" di Gianni Rodari. Liberomercato di Luporini, Gaber, Monguzzi, Spreafico, Mucilli.

Foto: Remo Gennari
Progettografico: Zampediverse

 

Tracklist

01. Mrs Thacher
02. Il rischio
03. O la borsa o la vita (financial radio)
04. La bolla dei mari del sud
05. Lista della spesa
06. Angelino Sempreinpiedi
07. Il Vangelo secono Margaret Thatcher
08. Belle epoque
09. Bancomat
10. Miserabile amica
11. Oro nero
12. Karma kola
13. La torta nello spazio
14. Marta
15. La carrucola
16. Rossana
17. Liberomercato



Capita poche volte, ma capita di essere totalmente d'accordo con un disco. Capita più di frequente che piaccia o che non piaccia, ma capita di rado di trovarsi "ideologicamente" d'accordo con un disco. Anche perché i dischi, da qualche tempo in qua, rifuggono dalla politica. In questo caso no, non solo Marco Paolini e i Mercanti di Liquore non rifuggono dal tema, ma lo affrontano a testa bassa. E per soprammercato ci parlano di economia! In un album? Ma sono matti? No, sono bravi. Tanto di cappello per un disco che dà brividi di eccitazione e di piacere ogni volta che lo si ascolta.

Sembra di essere tornati ai tempi del migliore Dario Fo: il grande istrione in palcoscenico che ti parla di temi sociali e politici, intervallati da irriverenti canzoncine, secondo l'antico adagio latino "ridendo castigat mores". C'è però una variazione. Quelle di Fo, spesso, erano canzonette puramente di servizio per il testo. Queste dei Mercanti di Liquore sono canzoni. E anche belle canzoni!

Ci può essere un dubbio e anche giustificato. Tanto per riallacciarsi a cose già dette in passato da noi. Un prodotto seriale come un disco può ospitare brani parlati o un prodotto a teatro-canzone come questo, senza stancare a gioco lungo? Forse no, forse sì. Come in "Sputi", il precedente episodio della collaborazione tra il commediografo veneto e la band monzese, l'alchimia tra le parti è miracolosamente mantenuta. E poi (vivaddio!) che piacere sentire dire ogni tanto qualcosa di sinistra!

Partiamo dall'iniziale "Mrs Thatcher". Dolce partenza acustica, voci in italiano e in inglese, di grande suggestione, fino all'entrata del recitato, sostenuto dalla stessa musica. E qui sta il cuore di tutta l'operazione, il suo senso ideologico. "Dopo di lei la politica non conta più niente, c'è solo l'economia, dopo la Thatcher tutto era in vendita hanno scritto i giornali. Come ha fatto signora? C'erano regole. Per quanto ne so io di Monopoli. Uno punta a Viale Dei Giardini, parco della Vittoria poi mette case e alberghi e allora le cose non vanno mica male. Se però ti capita la stazione Nord, l'acqua potabile, la corrente elettrica non ci puoi mettere le case sopra. Al massimo tiri su le ventimila lire per uscire di prigione senza passare dal via. Come? Lei ha messo le case sulla Stazione Nord, sull'Acqua potabile, sull'Energia elettrica? Signora non si può, è proibito dal regolamento. Lei si è mangiata il foglietto del regolamento? E come ha chiamato questa regola? Deregulation? " Cos'è?"
"S-regolamento!" "Ah beh!
".

Tutti tendono a dimenticarselo, soprattutto in quella parte di centro-sinistra, ormai solo centro e non sinistra, che con queste idee ha flirtato (vero Massimo D'Alema?). Con l'avvento della Thatcher è finita l'economia come l'avevamo intesa fino allora, non solo noi, ma anche il mondo del capitale. Niente più regole, libero mercato, le aziene pubbliche devono fare profitto. E i metodi, i metodi ... mica staremo a sottilizzare? E così niente più manutenzione nei servizi pubblici, anzi, meglio ancora, niente più servizi pubblici. Su questo brodo di cultura è poi ovvio che prosperino i Caimani. Mercanti e Paolini proprio in questo sono bravi, nel raccontare queste vicende, senza mai dimenticare il lato artistico del lavoro.

Se "Il rischio" è una canzone funzionale, ideologica e generazionale ("Sono l'unico a cui hanno comprato un eskimo blu!") che parte da fatti privati per raccontare la gestione del capitale (e "O la borsa o la vita" è una delizia di radiocronaca di una probabilissima radio finanziaria stile Radio 24), "La bolla nei mari del sud" è invece una magnifica canzone in sè. Atmosfere acustiche, canto appena accennato a voce doppiata: dà il senso del tempo, nell'incrocio tra bolle economiche e voglia di capitale. Recitativo e canto si intrecciano a meraviglia, per creare un'impasto che ti dà, tanto per citare la canzone, "l'illusione dell'intelligenza". E' bellissima, senza altri termini. Di quel gruppo delle canzoni necessarie e mai sufficienti. Il coro finale sillaba: "Cirio, Argentina, Parmalat", ossia gli scandali finanziari più grossi degli ultimi anni, quelli in cui migliaia di risparmiatori hanno perso i loro risparmi.

"Lista della spesa" è un breve monologo spassoso, mentre "Angelino Sempreinpiedi" è un'altra canzone di servizio. Gradevole, ma non molto di più. E peraltro abbastanza simile ad altri episodi "narrativi" dei Mercanti. Oh, intendiamoci, sempre oro rispetto al panorama circostante, qualcosa meno rispetto al resto del disco, ma con un vantaggio. Ti si attacca come carta moschicida! La senti una volta e la canti per il giorno intero.

"Il vangelo secondo Magaret Thatcher" è un altro esempio di teatro-canzone e una mazzata sui denti al liberalismo e a tutti i suoi epigoni. "Bell'epoque" è cantata in milanese, suonata in punta di dita. Canzone low-fi e low-profile. Canzone dall'aplomb jannacciano, come è, in fin dei conti nelle corde dei Mercanti di Liquore (ricordate "Apecar"?) che ti si infiltra nei polmoni come nebbia e come nebbia ti parla della memoria che se aggiornata ad oggi: "Per i sciuri la Master class, per i puarett Low cost" (Per i ricchi la Master Class, per i poveretti il Low Cost). "L'ho sentuu al telegiurnal ma l'savevi già da un po' / l'è turnada l'età dell'oro, l'è turnada la Belle Epoque / Dai Miranda, fà i valis! E desmet de lavà i padel! / Ghe lo Sciattul chel partiss, fem un viacc in mess ai stell" (L'ho sentito al telegiornale ma lo sapevo già da un po' / è tornata l'età dell'oro, è tornata la Belle Epoque / Dai Miranda, fai le valigie! E smettila di lavare le padelle / C'è lo Shuttle che parte, facciamo un viaggio in mezzo alle stelle). Grande momento di canzone d'autore.

"Miserabile amica" è forse i pezzo centrale del disco, sia come collocazione che come intenzione, visto che riporta il termine che dà il titolo al disco. Altra atmosfera soffice e testo pregnante; forse leggermente moralistica, ma indubbiamente d'effetto. "Karma kola" è un pezzo di ispirazione etnica, un rock-etnico, ma di difficile memorializzazione. Canzone-teatro o teatro-canzone ancora una volta, su ritmo molto sostenuto e con ricchezza di strumenti e coralità di interventi, quasi a contrastare la rassegnata e voluta povertà degli altri brani. "La torta nello spazio" è un pezzo bandistico e obliquo che si ispira a "La torta in cielo" di Gianni Rodari per il testo. Ci sono poi due canzoni al femminile: "Marta", interpretata benissimo da Michela Ollari dei Terramare: brano difficile da dimenticare, sia perché molto orecchiabile, sia perché in assoluto vale e "Rossana", recitativo su musica con un grande Marco Paolini. Canzone struggente, sotto forma di lettera a una figlia (in sottofondo il ticchettio della macchina da scrivere) e che chiude col canto molto ispirato di Lorenzo Monguzzi, sulle stesse parole della prima parte. Si chiude con "Liberomercato" che parte da Paolini per arrivare a Gaber e Luporini reinterpretati dai Mercanti di Liquore ("La libertà non è stare sopra un albero / non è neanche il volo di un moscone / la libertà non è uno spazio libero / la libertà è partecipazione") e si temina con un rock dissonante e rumoristico, colonna sonora adeguata al libero mercato.

Ho lasciato in fondo due esilaranti monologhi di Marco Paolini: "Bancomat" e "La carrucola". Esilaranti per come li rende lui. Tragici per il contenuto. "Bancomat" è sugli acquisti a rate: il papà chiede al figlio perché fa i debiti per comprarsi una macchina grossa. "Compratene una più piccola e pagala subito" "Papà! Quant'è che non ti compri una macchina! Non te la lasciano pagare tutta adesso! Chiamano i Carabinieri se non fa i debiti! E' peggio di un ladro uno che prova a non fare debiti. Se tutti abbiamo debito, uno con l'altro ci teniamo d'occhio e siamo tutti più tranquilli! "La carrucola" ancora peggio: fa ridere parlando di un incidente sul lavoro e partendo da una lettera che l'incidentato scrive al padrone e alla "Spettabile Inail di Treviso" per spiegare la meccanica dell'incidente. Puro teatro! "Tu ridi Italia, ma io volevo dirti, tante volte quando ti succede un incidente sul lavoro in cantiere un po' mona sei tu. Anche quando ti succede in macchina a guidare tante volte un po' mona sei tu. Quello che non capisco io è perché se lo stesso tipo di incidente ti succede all'estero in divisa ti mettono la bandiera sulla bara, se ti succede in cantiere sei mona e basta!". Altro da aggiungere? Niente.

Unica pecca, se vogliamo, di un disco che è quasi perfetto, un libretto non all'altezza che riporta i testi i soli tre brani (questioni di diritti? Ma non protestiamo contro le norme del libero mercato?) e per giunta con una fastidiosa inversione di senso di lettura tra titolo e testo. Minuzie.

"Miserabili" resta un grande esempio di teatro-canzone civile e sociale, attorno un tema molto difficile da mettere in musica. Ci hanno lavorato parecchio, perché il disco doveva uscire in autunno ed è uscito in primavera. Ma il risultato è eclatante. Uno dei migliori dischi sentito non solo quest'anno. Imperdibile? Di più. Essenziale.


Marco Paolini e Mercanti di Liquore
"Miserabili"
V2/Universal - 2008
In tutti i negozi di dischi

Sul web
Sito ufficiale Mercanti
Sito Marco Paolini

Ultimo aggiornamento: 16-06-2008
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