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Le BiELLE RECENSIONI
Alessio Lega e Roberto Bartoli: "Compagnia cantante"
Divulgando (e divagando) nella musica d'autore
di Giorgio Maimone


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Musicisti:

Alessio Lega (voce, chitarra);
Roberto Bartoli (contrabbasso)
Isa (chitarra classica e acustica)
Pianoforte: Simeone Pozzini
Altre corde e tastiere: Rocco Marchi

Registrato da EnzoCimino
Mixato da MaxTrisotto
Masterizzato da Francesco Fabiano

Testi italiani di Alessio Lega
Produzione artistica di Roberto Bartoli

 



Tracklist

01 -Intro: "Un inizio"
02 - I bravi coglioni (Quand le cons sont braves) di Georges Brassens
03 - Aprile '74 di Luis Llach
04 - Nudo (Nu) di Allain Leprest
05 - I tessitori (Les canuts) di Aristide Bruant
06 - Finisterre (Carcassonne) di Maurice Fanon
07 - Ridi (Rire) di Henri Tachan
08 - La piccola curda (La petit Kurde) di Pierre Perret
09 - Denti bianchi e pelle scura (Dents d'ivoire et peau d'ebène) di Gilbert Laffaille
10 - L'annegata (La noyée) di Serge Gainsburg
11 - Tre sorelle (Tri sestry) di Bulet Okudzava
12 - Luglio '36 (Pardon, si vous avez mai a l'Espange) di Serge Utgé-Royo
13 - Dichiarazione (Declaration) di Georges Moustaki
14 - Amore (Lasko!) di Karel Kryl
15 - Le fosse comuni (Bratskie mogily) di Vladimir Visotskij
16 - Le anime incensurate (Queixas des almas jovens censuradas) di Natalia Correia e José Mario Branco
17- Cometa (Komete) di Jaromir Nohavica
18 - Richard (Richard) di Leo Ferré


Alessio Lega è un divulgatore, per origine e per formazione. Dotato di una solidissima formazione cantautorale, che ogni tanto sfora nella monomania, è in grado di parlare disinvoltamente di un cantautore transilvano, quanto di un vampiro basco e in ognuno dei due casi non sapresti capire quando separa la realtà dalla fantasia. Tantomeno perché per ogni cosa che racconta esiste sempre anche l'aneddotto curioso che lo conferma. Questo disco, magnifico e fluviale, lo rappresenta in toto, forse più dei dischi composti da lui stesso.

Sempre che sia vero che queste canzoni non siano tutte sue. Perché la fantasia di Alessio non è facile da confinare e delineare. Potrebbe essere anche tutto un parto della sua fervida fantasia. "Compagnia cantante" dura 55'58" ed è suddiviso in 18 canzoni, ma non ce n'è una che qualcuno sia disposto a dire di avere ascoltato e compreso in versione originale.Il più noto della compagnia è Georges Brassens di cui qui viene però proposta "I bravi coglioni", canzone scritta ma mai cantata, perché ci stava lavorando quando è morto.

Certo, poi abbiamo Luis Llach, Aristide Bruant, Serge Gainbourg, Georges Moustaki, Vladimir Vysotskij e Leo Ferré, nomi già conosciuti e apprezzati, ma tutte le canzoni sono inedite in italiano, almeno per quanto ne sa e ne garantisce il Lega (e se lo garantisce lui ...) ma al contempo abbiamo Maurice Fanon, Henri tachan, Jaromir Nohavica, Natalia Correia, Karol Kryl, Bulet Okudzava, Serge Utgé-Royo, Gilbert Lafaille, Christian Loigerot, Pierre Perret, nomi non certo consueti da rintracciare su un disco. E non solo in Italia.

La cosa più bella è però che, nonostante questa frammentazione e dispersione dei talenti il disco che ne emerge è unitario e bellissimo
e appare a tutti gli effetti come un album del Lega. Il fatto poi che il cd sia allegato al libro "Canta che non ti passa" (Stampa alternativa) aggiunge al cd un apparato documentario di primo piano.

Procedendo con ordine "I bravi coglioni" è molto carina, forse troppo "alla Brassens", tanto da sembrare un brano di Paolo Capodacqua ("La contravvenzione" musicalmente è molto simile). Unico neo: un errore di ... italiano (in un brano francese!): i coglioni non si "arrabattono", ma semmai si "arrabattano". E' un lapsus di sicuro, ma non me lo si passi per lapsus voluto perché non ce n'è alcun bisogno ed all'ascolto è fastidioso. "Aprile '74" di Luis Llach già la conoscevo e mi sembra perfetta: riferita alla rivoluzione dei garofani portoghese. Canzone militante e intensa.

"Nudo" di Allain Leprest è il "manifesto dell'esistenzialismo di Leprest" scrive il Lega. Non riesco a condividere lo stesso entusiasmo di Alessio per Leprest. Tetra canzone resa peraltro bene sia come traduzione che come interpretazione. "I Tessitori" di Aristide Bruant è un brano di fine '800 che parla di una rivolta dei tessitori di Lione nel 1831. Storica. Molto bella è invece la successiva "Finisterre" in cui il traduttore è in primo luogo un traditore perché sposta l'azione da Carcassonne (titolo originale) a Finisterre, forse senza una reale motivazione (facessimo una gara forse sono più gli italiani che conoscono Carcassone che quelli che conoscono Finisterre, che peraltro sta in Spagna e non in Francia). Ma il brano è molto bello e l'accompagnamento di Roberto Bartoli, magnifico per tutto il disco, qui si fa poesia in musica. Una delle mie canzoni preferite di "Compagnia cantante".

Molto bella anche "Ridi" di Henri Tachan, tradotta con molta libertà estetica, ma con una meravigliosa resa nel significante e con anche perfette scansioni ritmiche, molto difficili in una breve (solo 1'27") canzone dal ritmo così veloce. "Da me completamente riscritta perché credo fosse l'unico modo per restare fedele all'idea". Vero. E così dentro troviamo Jannacci, Charlie Brown, i Guzzanti e Guereschi, ma funziona. Eccome se funziona! Il piacere dell'ascolto prosegue anche con questa bizzarra "La piccola curda" di Pierre Perret, canzone a forte rischio di retorica, ma dall'impatto pacifista sincero. Un piccolo e lieve acquarello riscattato dalla frase finale: "Bambina curda fuggi dall'orrore / la morte non dà mai nessuno potere / vedrai il mio bel Paese / dove il silenzio è d'oro / e uccidono talvolta ... col lavoro". "Denti bianchi e pelle scura" di Gilbert Laffaille, uno di cui lo stesso Lega scrive "di lui non si sa molto". Di lingua francese ma canadese, anzi quebecoise. Dice ancora il Lega che questa canzone gli piacerebbe portarla allo Zecchino d'oro e ha ragione. Un bell'inno antirazzista, semplice e dalla musica accattivante. Ancora bravi gli interpreti.

"L'annegata" è forse la canzone più celebre del mazzo, rimasta a lungo come il più noto inedito di Serge Gainsburg. Delicata e deliziosa, quasi uno standard jazz. Canzone che meriterebbe fama ancora maggiore, ripresa in una versione da night anni '50 dai nostri due eroi a cui si aggiunge il prezioso pianismo di Simeon Pozzini. Bella. Con "Tre sorelle" di Bulet Okuzava cambiamo riferimento culturale e nazionale: siamo in Russia: una di quelle passioni misteriore a un po' esoteriche di cui il Lega si nutre. "Luglio '36" di Serge Utgè-Royo ci catapulta in Spagna durante la guerra civile. Il brano è un tipico bel brano militante, con tutte le sue cose al suo posto, compreso l'acuto finale sulla frase in spagnolo. Utgé-Royo, figlio di profughi spagnoli a Parigi, scrive infatti in francese e il titolo originale è molto più bello di quello tradotto: "Pardon, si vous avez mal à l'Espagne". Chissà perché questa volta il traduttore ha tradito? "Dichiarazione" è un brano di Moustaki. Basta la parola? Se non bastasse ascoltate il brano: un recitativo che si scioglie in musica. Senza speranze. Molto bella è anche la successiva "Amore" di Karol Kryl, cantore cecoslovacco che disegna un bellissimo contrasto tra le vita militare e il ricordo di un amore. "Le fosse comuni" è di Vladimir Vytoskij che ormai, sotto la spinta incessante del Clun Tenco sta diventando merce comune anche qui da noi.

Ultimi tre brani: "Le anime incensurate" di Natalia Correia e José Maria Branco, canzone definita "oscura" dallo stesso Lega, che parla di uno degli autori come "dimenticato". Riscoperta forzosa? Quasi accanimento terapeutico. Segue "Cometa" di Jaromir Nohavica, stella della musica ceca. E il brano in effetti è bello. Chiude la magnifica "Richard" di Leo Ferré, ennesima chanson à boire del cd. Canzone ubriaca, forse, ma grande canzone. E ancora una volta grande interpretazione.

DIsco candidato alla Targa Tenco per l'interpretazione. Spalla a spalla col grande album di GianMaria Testa, Paolo Fresu e Roberto Cipelli "F. A' Leo", dedicato a Leo Ferré e alla musica francese o al Vysotskij rivisitato con classe da Eugenio Finardi. Difficile esprimere preferenze. Tre grandi lavori. Per cui magari vinceranno Spinetti e Magoni con "Musica Nuda 55/21", altro bel lavoro. Ma indipendentemente dai premi un lavoro di divulgazione e di passione, intenso, sentito, vissuto come fosse un disco proprio, ben suonato e ben cantato, con 7/8 brani di bellezza totale. Ne avrebbe guadagnato un po' da una maggiore asciuttezza? Forse. Ma anche ben guarnito resta un lavoro da non perdere. E il libro ne è il degno complemento. Una sola domanda. Ma perché non ci sono i testi delle canzoni? Avendo un intero libro a disposizione ...

Alessio Lega e Roberto Bartoli
"Compagnia cantante"
Stampa alternativa- 2008
Allegato al libro: "Canta che ti passa" (Stampa alternativa) Euro 18

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Ultimo aggiornamento: 13-09-2008
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